domenica, 19 Settembre, 2021

Germania, i socialdemocratici in testa per il dopo Merkel

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A due settimane da quelle che, visto il Paese dove si svolgono, si presentano come le elezioni più importanti che si svolgono, in questi anni, nel territorio dell’ Unione Europea, i sondaggi mostrano notevole incertezza sul risultato dei singoli partiti e soprattutto sulla composizione della coalizione destinata a governare la Germania. Limitiamoci a quelli che tutti considerano i punti scontati. La Cdu, orfana di Angela Merkel,che non si ripresenta per la Cancelleria, non ripeterà neanche da vicino l’exploit precedente che la vedeva assestata sul 40%. Probabilmente rimarrà il primo partito ma con una percentuale molto inferiore e a maggior ragione insufficiente per assicurarsi automaticamente la guida dell’Esecutivo. Troppo debole il suo candidato Armin Laschet non gradito da molti elettori cristiano sociali, soprattutto bavaresi, autore di clamorose gaffes pubbliche come i suoi atteggiamenti ironici nei luoghi devastati dalla recente alluvione, incapace di recuperare consensi sia a destra che a sinistra per la sua politica ondivaga e poco convincente. Non gli basteranno l’eredità lasciatagli dalla Merkel e il voto postale, sempre favorevole al Cdu, per raddrizzare la barca. I Grunen (Verdi), che sembravano fino a poco tempo fa, la vera sorpresa in positivo di queste elezioni politiche con il raggiungimento di percentuali inimmaginabili e tali da inserire la loro candidata Annalena Baerbock tra i favoriti per la successione alla Merkel, sono in chiaro ripiegamento. Oltre al loro elettorato tradizionale, oltre a un certo recupero di voti moderati avendo attutito le punte più aspre delle loro battaglie ecologiste, non sono riusciti a sfondare nelle giovani generazioni. Inoltre Annalena Baerbock si è resa protagonista di alcuni incidenti negativi della sua campagna elettorale come la copiatura di intere pagine, nel suo libro recentemente presentato, di altre pubblicazioni che, sfruttata dagli avversari, hanno contribuito a penalizzare la sua immagine nell’opinione pubblica. I Verdi comunque sono tuttora dati sul 18-20% e giocheranno la loro partita al tavolo delle trattative che seguirà il voto. Un altro punto fermo delle previsioni è il buon risultato dei socialdemocratici. Dati per spacciati, fino a poco tempo fa, per i disastrosi riscontri ottenuti negli ultimi anni, hanno ripreso vigore non si sa bene se per le carenze degli avversari o per aver scelto come candidato alla Cancelleria Olaf Scholz, attuale Ministro delle Finanze e ex sindaco di Amburgo Scholz piace alla gente, infonde tranquilla, qualitativamente viene preferito a Laschet da molti elettori cristiano sociali. I socialdemocratici sono dati abbondantemente sopra il 20% e sembrano confermarsi come primo partito della sinistra, una sinistra moderna e riformista. Vi è infine la consueta incertezza sul risultato dell’Afd, la destra sovranista. Incertezza determinare da fatto che, nei sondaggi, la gente che li vota preferisce mantenere segreta la preferenza. Gli ultimi riscontri amministrativi però rivelano una parabola discendente per l’estrema destra anche perché i tedeschi sembrano stufi di sentirà dall’Afd solo proposte contro i migranti senza la dovuta attenzione anche per i temi economici. Un buon risultato, superiore al 10 % dovrebbero conseguirlo anche i liberali, utile però solo ad avere un ruolo nelle trattative ma non tale da poter rivendicare la Cancelleria. In questo quadro, che sembra ormai stabilizzato, le ipotesi per quello che sarà il Governo dello Stato più importante dell’Unione Europea e che ne condizionerà pesantemente la politica, sono le piu svariate. Si va da una riproposizione della Grande Coalizione, magari con l’aggiunta dei Verdi, a una alleanza di partiti di sinistra, magari con l’appoggio dei liberali, a un utilizzo dei seggi dell’Afd che per ora tutti escludono. Un vero rebus, la cui soluzione ovviamente sarà determinante per conoscere il successore di Angela Merkel.

Alessandro Perelli

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