martedì, 7 Dicembre, 2021

Germania, la Spd candida Olaf Scholz a Cancelliere

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Il Partito Socialista tedesco, SPD, ha candidato Olaf Scholz per le elezioni del nuovo cancelliere in sostituzione della Merkel.
Il ministro delle Finanze tedesco, in vista delle elezioni parlamentari di settembre, durante il congresso straordinario dell’SPD, ha dichiarato: “Ce la posso fare. Corro perché la Germania ha bisogno di un’ampia alleanza per il progresso. Posso portare la mia esperienza, la mia forza e le mie idee”.
Scholz, ha promesso un salario orario minimo di 12 euro nel suo primo anno come cancelliere federale e un’ambiziosa politica climatica. L’Spd gli ha dato l’investitura con il 96,2% dei consensi.
La sfida di Scholz  è molto difficile, dal momento che l’Spd  si trova ad un bassissimo livello di preferenze degli elettori da rischiare di non essere rilevante per l’elezione del prossimo cancelliere. Gli ultimi sondaggi citati dalla stampa tedesca danno i socialisti tra il 14% e il 16% nonostante la crisi di consensi della Cdu/Csu che, a causa degli scandali sulle forniture di mascherine, è data tra il 23% e il 28%.
Una flessione che in parte si accompagna a un travaso di voti verso i Verdi, dati tra il 21% e il 28%. Scholz ostenta comunque ottimismo.
Il sessantaduenne Scholz ha dichiarato: “La campagna elettorale non è ancora cominciata”.
Secondo Scholz, dopo l’uscita di scena di Angela Merkel, gli elettori punteranno su una figura che abbia sufficiente esperienza di governo per riempire l’enorme vuoto che verrebbe lasciato dall’attuale cancelliera.
Le preoccupazioni dei critici interni all’SPD riguardano invece l’insufficiente carisma dell’ex sindaco di Amburgo ed il programma non ricchissimo di contenuti.
Non convincerebbe tutti nemmeno l’intenzione di sfidare i lanciatissimi Verdi sul loro stesso campo, ovvero la protezione dell’ambiente.
Scholz insiste: “Abbiamo già perso troppo tempo, vogliamo raggiungere la neutralità climatica entro il 2045 al più tardi. Il cambiamento climatico è la missione umana essenziale di questo secolo”.
L’Spd chiede inoltre di limitare la velocità in autostrada a 130 chilometri orari e di aumentare il numero di veicoli elettrici a 15 milioni nel 2030. Un altro punto del programma è inoltre fissare al 2040 il termine entro il quale tutta l’elettricità dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili.
Ma c’è un altro fattore che i tedeschi terranno molto in considerazione: la credibilità del ministro delle Finanze, Olaf Scholz, nel gestire i fondi Ue per la pandemia assegnati alla Germania. Potrebbe essere la carta vincente.
Dunque, una sfida molto difficile, ma non impossibile, anche se, per la prima volta, il partito tedesco dei Verdi ha un suo candidato, la parlamentare Annalena Baerbock, per le prossime elezioni politiche che si svolgeranno il 26 settembre per la carica di cancelliere.
Baerbock ha 40 anni, siede in Parlamento dal 2013 e prima di entrare in politica si è laureata in diritto internazionale alla London School of Economics (LSE). Dal 2018 è alla guida del partito dei Verdi insieme all’intellettuale Robert Habeck.
Fino a qualche anno fa Baerbock era praticamente sconosciuta, ma da quando è diventata leader dei Verdi si è fatta riconoscere per la sua retorica sobria ed efficace, e per la sua autorevolezza. Tutti o quasi nel partito la considerano una persona competente e operosa. Nei sondaggi la sua popolarità è superiore a quella di Habeck, sia fra i sostenitori del partito sia fra gli elettori tedeschi in generale, abituati da anni ad avere leader donne in politica.
Secondo diversi osservatori della politica tedesca, negli ultimi tempi i Verdi sono riusciti ad aumentare i propri consensi sia per la prolungata irrilevanza dei Socialdemocratici, che salvo sorprese, a settembre rischiano il peggior risultato storico, sia per le difficoltà del partito di centrodestra nel sostituire la cancelliera Angela Merkel con Armin Laschet.

Nella CDU/CSU la battaglia è stata molto accesa tra i due protagonisti presidenti dei due stati più popolosi della Germania, il Nord Reno-Westfalia e la Baviera. La contesa ha visto Armin Laschet (60 anni), presidente del Nord Reno-Westfalia dal 2017 e presidente della CDU dal gennaio 2021, affrontare Markus Söder (54 anni), presidente della Baviera e presidente della CSU, il partito gemello bavarese, che forma un blocco unico con la CDU nel parlamento tedesco.
Le dispute interne ai partiti implicano quasi sempre una lotta per il potere, ma la battaglia tra Söder e Laschet non riguardava null’altro se non proprio la conquista del potere, non c’erano assolutamente differenze politiche percepibili tra i due avversari. Laschet ha a lungo seguito la linea della Merkel e si è impegnato a continuare le sue politiche dopo il passaggio del testimone. Durante la crisi dei rifugiati del 2015, Laschet è stato saldamente al fianco della Merkel, mentre Söder si è schierato contro di lei e ha ripetutamente criticato la sua strategia, chiedendo di fare di più per proteggere i confini della Germania e opponendosi alla pretesa che l’Islam diventasse parte della Germania. Söder è arrivato persino a chiedere che gli scolari cantino l’inno nazionale all’inizio della lezione, oltre a mettere in discussione le generose leggi tedesche sull’asilo. Si è inoltre esposto durante la crisi greca, riferendosi alla Grexit come alla via più giusta e onesta da seguire.
A posteriori, tuttavia, vien da dire che niente di tutto ciò era basato su genuine convinzioni politiche da parte di Söder, si trattava solamente di tentativi per evitare un’emorragia di voti a favore del partito di destra AfD (Alternativa per la Germania). Dopo aver fallito nei suoi tentativi, Söder è passato da posizioni di destra a posizioni di sinistra quasi da un giorno all’altro, finendo per far proprie molte delle politiche sposate dal partito dei Verdi.
In questo momento, molti dei membri della CDU/CSU che hanno sostenuto la candidatura di Söder sono preoccupati che la prossima campagna elettorale possa finire con la sconfitta di Laschet in favore della sua sfidante del partito dei Verdi, Annalena Baerbock.
Allo stato attuale, il governo più probabile che si ipotizza dopo le elezioni federali del 26 settembre è una coalizione tra la CDU/CSU e i Verdi. La CDU/CSU è ancora davanti ai Verdi nei sondaggi, ma tale situazione potrebbe cambiare. E, se i Verdi guadagnassero ancora più voti di quelli previsti, volterebbero le spalle alla CDU/CSU e formerebbero una coalizione con gli altri due partiti di sinistra, la SPD e Die Linke.
La CDU/CSU non avrà vita facile nella prossima campagna elettorale, soprattutto perché la stragrande maggioranza dei giornalisti in Germania simpatizza con i Verdi, e non cerca nemmeno di nascondere queste simpatie. Infatti, Annalena Baerbock, dopo che ha ricevuto la nomina del partito dei Verdi come candidata cancelliere, alla fine di un’intervista televisiva, è stata applaudita dai giornalisti, fatto insolito. Alcuni osservatori in Germania sospettano addirittura che la cancelliera Merkel preferirebbe Annalena Baerbock dei Verdi come suo successore piuttosto che un candidato del suo stesso partito.
Riuscirà Olof Scholz a ribaltare una situazione così complicata? Non sarà facile, e ci sono anche le incognite dell’AfD.
Dunque, le elezioni in Germania, quest’anno, avranno un’importanza maggiore del solito, anche per l’Ue.

Salvatore Rondello

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