martedì, 19 Ottobre, 2021

Germania, la Spd vince la sfida per il dopo Merkel

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I socialdemocratici hanno vinto le elezioni legislative in Germania e saranno l’ago della bilancia della prossima coalizione di Governo. Questo  è il risultato fondamentale della prova elettorale di domenica che ha visto l’attenzione non solo europea interessata al responso delle urne. Non erano elezioni di routine . La cancelliera Angela Merkel non si era ricandidata lasciando la sua eredità a Armin Laschet, che nel Cdu (Unione cristiano democratica) aveva avuto vita non facile per essere designato alla sua successione ed aveva suscitato il malcontento dei cristiano sociali bavaresi per poi essere protagonista di una mediocre campagna elettorale che ne aveva appannato ulteriormente le chanches portando il partito a il peggior risultato della loro storia. La Spd (socialdemocratici) aveva trovato invece in  Olaf Scholz, ex sindaco di Amburgo e Ministro uscente, il candidato ideale: una persona stimata e rassicurante, un riformista senza alcun accenno estremista,  fautore di una politica di attenzione sociale ma anche vicina alle richieste dei ceti produttivi.  Benvoluto anche da un elettorato giovanile troppo presto dai sondaggi assegnato ai verdi. Il punto e mezzo percentuale di differenza fra Spd e Cdu (25,7 e 24, 2%) ribalta completamente l’equilibrio del quadro politico tedesco facendo dei socialdemocratici la componente politica più importante alla quale, visto che maggioranze senza di loro sono praticamente impossibili, spetterà scegliere gli alleati di Governo. Al momento le soluzioni sembrano due: o una riproposizione della Grosse Koalition con rapporti di forza mutati all’interno dell’Esecutivo guidato da Scholz con l’eventuale ulteriore appoggio dei liberali o (meno probabile) un’alleanza di centro sinistra con Spd, liberali e verdi. Anche se sulla carta possibili sono improbabili coalizioni che escludano la Spd, uscita vincente dal voto.
I  Grunen (verdi)  escono delusi da un risultato che poche settimane fa li aveva visti addirittura in prima posizione nei sondaggi. Annalena Baerbock dopo aver compiuto alcune gaffes nella campagna elettorale non è riuscita ad essere l’unico punto di riferimento della sinistra e il suo 14%  rappresenta sì un salto in avanti rispetto alle precedenti elezioni ma non tale da porla in corsa per la cancelleria.  Discreto il risultato dei liberali con poco più del 11%. L’estrema destra, prigioniera dei suoi programmi esclusivamente mirati a bloccare l’immigrazione e a contestare le misure restrittive per la pandemia da coronavirus,  ha ottenuto poco più del 10%, in ogni caso inutile in quanto non potrà vederla coinvolta in nessuna coalizione di Governo. I comunisti non riescono a raggiungere il 5% ma rientrano in Parlamento per aver eletto rappresentanti per tre mandati consecutivi.
Le trattative a Berlino sono già iniziate ma i tempi non si annunciano molti brevi. Angela Merkel intanto continuerà a governare  prima di passare la palla quasi certamente a Olaf Scholz. Nei lunghi anni  che ha trascorso come Premier ha dimostrato una grande capacità amministrativa e una visione strategica che hanno garantito alla Germania non solo prosperità economica e sociale ma anche una leadership europea da tutti riconosciuta. Angela Merkel era la Germania. Tanto che  aveva suscitato simpatia l’affermazione di quel bambino tedesco che, qualche anno fa, aveva domandato: “Ma un uomo può diventare cancelliere?” Il suo carisma, le sue capacità politiche rimarranno a lungo nel cuore dei tedeschi.

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