lunedì, 17 Maggio, 2021

Giornata mondiale della Terra 2021: Restore Our Earth

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Riabilitiamo e ripariamo il Pianeta. Questo il tema della Giornata mondiale della Terra del 2021. Si passa, doverosamente, dalla sensibilizzazione alla concreta protezione dell’ambiente da perseguire tramite azioni di tutela reali, che coinvolgano qualsiasi stadio della produzione e dell’attività del Paese.
Ritengo indispensabile che ci sia un confronto chiaro, leale e concreto, senza personalismi, e senza partigianerie politiche, e che tale confronto sia animato, non solo nelle aule dei Tribunali, dove si discutono i processi per disastro ambientale. L’amianto, l’eternit e la strage di migliaia di cittadini sono solo la punta dell’iceberg. Non è più sufficiente ottenere le sentenze per disastro ambientale, è necessario, che il dibattito venga portato nelle aule parlamentari, nei Ministeri, ma soprattutto nella società, comprese le scuole. È necessaria la cultura della tutela dell’ambiente, così della salute e della dignità della persona umana.

Il concetto di sostenibilità ambientale deve quindi trovare una concreta identificazione in strumenti che superino le affermazioni di puro principio e di carattere generale, che si rinvengono nei Trattati e nelle Carte Internazionali, in consessi nei quali molto raramente si raggiunge l’unanimità, e con i veti incrociati, dovuti più che altro ai c.d. Stati canaglia, e negli ultimi tempi perfino dagli Stati Uniti dell’amministrazione Trump.
Occorre cogliere al volo i buoni propositi del Presidente degli Stati Uniti d’America Biden, che tra i primi atti della nuova amministrazione, ha stabilito di riportare al centro dell’agenda politica il tema della tutela dell’ambiente, riportando l’USA al centro della politica internazionale, proiettata verso il futuro, e alla sostenibilità ambientale.
Per tanti anni, come osservatore, come Avvocato, e come Presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, avevo avvertito, confrontandomi con le vittime, i disastri che l’inquinamento aveva provocato, compreso le epidemie, tra le quali quelle di amianto.

Casale Monferrato, Priolo Gargallo, Porto Marghera, Trieste, Taranto, Latina, sono solo alcune delle città martiri dell’amianto, e di un uso smodato della fibra killer, e della poca attenzione per la bonifica e messa in sicurezza.
In questo contesto, quindi, oltre a ridurre le immissioni, ovvero introdurre norme come quelle del D.L.vo 81/2008, serve a poco, tenendo conto del disastro già in essere (si pensi alle decine di siti di interesse nazionale che debbono essere ancora bonificati), che come per il caso dell’amianto, si protrarrà ancora per decenni, e così le malattie asbesto correlate, tra le quali il mesotelioma.

Questa terribile neoplasia, che colpisce le sierose, ha tra i suoi effetti, nel 93% dei casi, il decesso, anche per l’assenza di adeguati programmi di ricerca scientifica.
Occorre quindi superare la demagogia di movimenti e partiti, finti ambientalisti. Tutte le Forze Politiche, apparentemente sono ambientaliste, ma nei fatti, no. Molto populiste e con politici incompetenti, meri spettatori del dibattito sul disastro ambientale.
Si tratta di una corsa contro il tempo e non di post su Facebook, notoriamente terreno di azione di molti dei nostri politici.
Occorre innanzitutto competenza e professionalità, capacità tecniche e organizzative, cognizioni giuridiche, non solo per modificare le norme, ma per intervenire.
Occorre intervenire sui disastri, ripristinare e ristorare il Pianeta, avendo come punto di riferimento non le future tornate elettorali, bensì l’ambiente e la salute.
Quello che molti non hanno compreso è che l’attuale epidemia Covid-19 è uno dei risultati del disastro ambientale.
La crisi sanitaria è divenuta anche crisi sociale ed economica. Perdita di libertà, con restrizioni, del benessere fisico e psicofisico, dei rapporti sociali e affettivi, nella loro normalità e spontaneità.

Abbiamo seppellito anche la nostra spensieratezza, la nostra emotività, la nostra affettività, per il sacrificio imposto dallo sfregio dell’ambiente, cui è abituata la Cina e le istituzioni che la governano, poco attente ad evitare questi disastri, come le immissioni.
La crescita del PIL cinese è direttamente proporzionata al disastro ambientale, e allo sfregio per la dignità del lavoro e dell’essere umano. Fino ad ora eravamo abituati a crimini perpetrati in danno degli stessi cittadini cinesi, e al fatto che ci fosse la possibilità di inquinamento. Ora invece ci siamo resi conto che con le esportazioni dei prodotti con amianto anche in Europa, piuttosto che con il salto di specie dei virus, e altro, si minano le stesse basi del futuro dell’umanità.
Per questi motivi è importante l’appello collettivo perché, tutti insieme, senza demagogia e partigianeria si possa lavorare tutti insieme per il futuro del Pianeta, ripristinandolo e al tempo stesso ristorandolo, con nuove foreste, con nuovi alberi, con la condizione degli animali che non sia quella dell’allevamento di massa, che offende la dignità stessa di qualsiasi essere vivente, e quindi della ragione d’essere del Creato.
Tutte le Scritture, di qualsiasi religione, hanno un unico comun denominatore, il rispetto della dignità e dell’essere umano, con il nucleo dei suoi diritti inalienabili, che sgorgano dalla vita, e sono piantati, con radici profonde, nell’humus di una millenaria civiltà, che va anche oltre quella Giudaico Cristiana.

Bisogna superare anche le ideologie e guerre di religione, anche la religione del comunismo deve essere superata, anche perché è stata agitata per compiere crimini contro l’umanità dai Gulag sovietici, ai grandi stermini cinesi.
Occorre far cadere questo velo di omertà e di ipocrisia, e le incrostazioni ottocentesche che ancora animano molte delle attuali forze politiche in Italia, e Stati nel mondo, come pure la demagogia del respingimento, ovvero della negazione della dignità dell’essere umano a tutti i livelli.
Occorre pure superare la religione da ambientalismo da salotto, fine a se stesso, agitato su Facebook, e governato nei salotti, rimboccarci le mani tutti, per ripulire l’ambiente, bonificarlo e metterlo in sicurezza, così da ridurre anche il numero delle neoplasie, che provocano sofferenza e morte.
No alle etichette farneticanti che hanno costituito la foglia di fico per alimentare delle carriere personali, oppure di partiti personali, privi di democrazia e di un percorso condiviso e democratico, di partecipazione effettiva di tutto il popolo, anche di chi, eventualmente, non condivide queste idee, perché ci sia un confronto chiaro e leale, e così produttivo nella sintesi.

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