lunedì, 27 Settembre, 2021

Girls, il Sex and the City delle ventenni è già un cult

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Gli appassionati di Sex and The City potranno stare tranquilli: una nuova serie televisiva tutta al femminile è tornata ad aprile sui piccoli schermi d’America. Si chiama Girls, e al posto di Carrie c’è Hanna, un’aspirante scrittrice laureatasi in lettere, che dopo aver perso uno stage in una casa editrice, si trova alle prese con un affitto da pagare, un lavoro da Mc Donald’s ed un ragazzo part time mezzo carpentiere mezzo attore. Oltre a lei c’è Marine la sua migliore amica nonché coinquilina, responsabile assistente in una galleria d’arte, Jessa, un’insaziabile world-traveler inglese arrivata da poco nella Grande Mela e sua cugina Shoshanna, ancora vergine.

 

DALLA VITA VERA ALLA FICTION- E’ stata Lena Dunham, venticinquenne, a scrivere e dirigere la serie. Lena, che dice di aver tratto molti episodi della sua vita da ventenne per la sua serie, veste i panni della protagonista stessa. Spigliata e scaltra come la Carrie di Mr Big ma più bruttina, Lena si mostra spesso nuda, senza svelare nessun corpo avvenete ma piuttosto un fisico normale con tutti i difetti annessi, dai chili in più e alla nemica cellulite. E anche il sesso appagante, spensierato, estremo e liberatorio di Sex and the city qui lascia spazio alla possibilità di esperienze talvolta non così positive. Un tabù, quello del sesso tutt’altro che bello, che Lena riesce a stravolgere grazie a scene divertenti, imbarazzanti e impacciate.

CHE FINE HANNO FATTO CARRIE AND CO?- Basta stereotipare l’universo femminile: le quattro categorie di donne cult affermatesi in Sex and the city non sono più sufficienti a rappresentare il gentil sesso. Le donne e le giovani che aspirano ad esserlo, sono anche altro. E allora viene da domandarsi: ma Girls è veramente l’erede di Sex and the city? Lena Dunham risponde: «a volte quando siamo stanche e ci chiedono com’è la serie diciamo che è tipo Sex and the City, con scene di sesso più imbarazzanti e parti della città più strane». Di certo la New York di Girls  non è quella glamour dei party, delle cene ai ristoranti bio o giapponesi all’ultimo grido, né quella dei pomeriggi passati tra le scarpe Jimmy Choo. Le nostre Girls vivono a Greenpoint, un quartiere alla mano di Brooklyn abitato soprattutto da giovani e stranieri per il costo della vita abordabile e sono prima di tutto alle prese con il precariato.

UNA SERIE GIA’ CULT-  In Italia si attende con il fiato sospeso l’arrivo di questa serie che in due mesi è già un cult. L’ironia delle protagoniste, affidata ad una sceneggiatura che dà voce a personaggi concerti, piuttosto che alle solite macchiette da telefilm al femminile, sarà sicuramente una carta vincente per stregare le telespettatrici, come sta avvenendo ora in America.

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