mercoledì, 16 Giugno, 2021

Giro d’Italia. A Cattolica sfreccia Caleb Ewan

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QUINTA TAPPA – I corridori si sono dati appuntamento davanti al Palazzo Ducale di Modena e quando è arrivata l’ora di pranzo anziché sedersi in qualche trattoria a gustare i succulenti piatti della cucina modenese hanno infilato la Via Emila pedalando verso levante alla volta di Cattolica, dove è fissato l’arrivo di questa tappa piatta come una sfoglia preparata a mano e tirata con il mattarello, pronta a diventare gustosi turtléin tra le mani sapienti delle donne modenesi.
Sono in programma 177 chilometri, la strada è tutta dritta e molti pensano che porterà i corridori a disputarsi la vittoria di tappa in una frenetica volata gomito a gomito.
I velocisti ci credono e fin dall’inizio organizzano di conseguenza le proprie squadre.
Gli Italiani Umberto Marengo e Filippo Tagliani non ci stanno e scattano in avanti cercando l’impresa e meritata visibilità.

 

Lungo la Via Emilia

Lungo la Via Emilia non ci sono più due infiniti filari di platani ai lati della strada.
I platani sono sopravvissuti solo per brevi tratti e lungo i fianchi dei due fuggitivi sfilano soprattutto frutteti e campi di cereali, ogni tanto cascine abbandonate o dimore che se ne stanno un po’ discoste dal bordo della strada. Sfilano capannoni industriali ed ipermercati, concessionarie d’auto e motel.
Con l’allentamento del lockdown i bar e le pizzerie hanno riacceso le insegne colorate.
A Borgo Panigale i due lanciano appena uno sguardo al monumento al camionista, un colosso di Rodi dei nostri tempi che secondo Andrea Capucci, l’artista che lo ha concepito, vuole ricordare che il gigante della strada è l’uomo e non il camion. L’uomo tiene il camion sulle spalle e lo porta in giro, metafora esistenziale del viaggio e del lavoro.

 

Di camion la Via Emilia ne ha visti tanti ed ancora li accoglie

Lo testimoniano le numerose osterie e trattorie lungo la strada, alcune oramai d’antan, dotate di ampi piazzali dove all’ora di pranzo si radunavano e si radunano camion guidati da uomini affamati, alla ricerca di un pasto economico e porzioni generose.
A Castel San Pietro un forte vento laterale tormenta i due fuggitivi e gli rende pesante la pedalata.
In testa al gruppo fanno capolino le squadre degli uomini di classifica, pronte ad approfittare delle raffiche di vento per provare a spezzare il gruppo formando ventagli che poi è sempre difficile chiudere e possono far perdere minuti preziosi.
In realtà non succede niente e verso Faenza Marengo e Tagliani vengono ripresi. Alle porte di Cesena ci provano lo svizzero Simon Pellaud, habitué delle fughe di giornata, e Davide Gaburro.
Davide Gaburro è abituato a lunghe pedalate in pianura. Viene da Bovolone in provincia di Verona, esattamente al limite opposto di quel mare di terra che si chiama Pianura Padana. Davide Gaburro quest’anno ha vinto la sua prima corsa da professionista ma per poter alzare le braccia al cielo è dovuto andare fino in Turchia, sulle strade alle pendici dei monti del Tauro Occidentale.
Il francese Alexis Gougeard si unisce ai due per alimentare la fuga ma non c’è niente da fare, oggi il gruppo ha deciso che il vincitore deve per forza emergere da una volata generale e presto la carovana torna compatta, uno sciame che macina chilometri e gran velocità.
E’ in frangenti come questi, quando il nervosismo affiora sulla faccia dei corridori e l’adrenalina scorre a fiumi, che basta un niente per cadere e compromettere tutto.

 

Pavel Sivakov ed a Mikel Landa,

E’ quello che è successo a Pavel Sivakov ed a Mikel Landa, due dei favoriti della vigilia alla vittoria finale. il russo si è rialzato con le proprie gambe ed è riuscito a tagliare il traguardo con un ritardo di tredici minuti, lamentando però forti dolori alla spalla che richiederanno accertamenti radiografici.
A Mikel Landa è andata decisamente peggio. Il basco non ha visto per tempo uno spartitraffico, ha investito l’addetto alla segnalazione dell’ostacolo ed è rotolato a terra restando sull’asfalto a lungo, fino a quando non l’hanno messo in una barella e portato via in ambulanza a sirene spiegate. Per lui il Giro è finito poco lontano da Cattolica.

 

La volata è lanciata

In testa al gruppo, intanto, la volata è lanciata. Simone Consonni spalanca la strada verso il traguardo al compagno Elia Viviani, affiancato dal Campione d’Italia e d’Europa Giacomo Nizzolo.
A volte però c’è un terzo incomodo a rovinare tutto e così è stato sul traguardo di Cattolica. Il tasmaniano Caleb Ewan è arrivato da dietro come una fucilata ed ha colto la sua quarta vittoria di tappa nelle sue partecipazioni al Giro d’Italia.
Non cambia niente per Alessandro De Marchi, ancora Maglia Rosa.
Giusto il tempo di espletare la formalità della cerimonia di premiazione ed girini si avviano verso le Grotte di Frasassi, dove è fissata la partenza della prossima tappa.
La Via Emilia torna al suo aspetto di tutti i giorni, un po’ decaduta da quando ha trasferito le sue funzioni all’autostrada che gli scorre accanto. Si può godere in pace della sua fama e del suo prestigio. Fin dal tempo dei romani, da quando il console Marco Emilio Lepido fece mettere le prime pietre di basolato, è infatti entrata nella storia, nella letteratura, nel cinema e nelle canzoni.
Anche le biciclette gli appartengono da sempre e la Via Emilia in fondo non ha bisogno del Giro d’Italia.
E’ stata ed è la palestra di tanti corridori, è stata ed è lo scenario di tante competizioni.

 

Che gusto una volta pedalare sulla Via Emilia!

“Da Parma a Bologna la Via Emilia ha una certa poesia fino a quando il sole si accontenta di fare sbadigli rossastri dietro la linea d’orizzonte. Allora, più che su una strada, sembra di pedalare in un enorme corridoio. Le porte delle case sono tutte aperte: si vede la gente che si lava la faccia in grandi catini d’acqua fresca, si vedono le bocche rosse dei forni familiari, si sente il profumo del pane. Anche le porte di tutte le chiese sono spalancate sulla strada e i grandi Santi di gesso colorato salutano gli operai che vanno al lavoro e guardano stupiti il cicloturista che fugge dal lavoro pedalando sulla sua superleggera scintillante d’alluminio” (Giovanni Guareschi, Lungo la Via Emilia col fresco e col caldo, Corriere della Sera del 18 aprile1941).

 

GIRO D’ITALIA – TAPPA 5
MODENA – CATTOLICA di chilometri 177
1 – Caleb EWAN in 4 ore, 7 minuti 1 secondo
2 – Giacomo NIZZOLO
3 – Elia VIVIANI
4 – Peter SAGAN
5 – Fernando GAVIRIA
Tutti con lo stesso tempo

 

 
Prima tappa
Seconda tappa
Terza tappa
Quarta tappa

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