mercoledì, 16 Giugno, 2021

Giro d’Italia: a Dombrowski la tappa a De Marchi la maglia Rosa

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QUARTA TAPPA – Joseph Lloyd Dombrowski, detto Joe, è apparso oltre l’ultima curva prima del traguardo di Sestola e solo in quel momento si è rilassato un po’ per gustarsi la vittoria di tappa.
Ha visto che dietro di lui non c’era nessuno ed ha potuto portare finalmente le braccia al cielo, staccando dal manubrio della bicicletta le mani intirizzite dal freddo e dalla pioggia.
Una pioggia infida, presente già alla partenza di Piacenza, con la carovana riunita al cospetto dei famosi cavalli del Mochi, scultore di Montevarchi chiamato a rendere omaggio ai Farnese, a forgiare nel bronzo le figure equestri di Alessandro e Ranuccio Farnese. Una pioggia che ha reso viscido l’asfalto per quasi tutti i 187 del percorso ed ha costretto i corridori ad imbacuccarsi con maglie termiche e mantelline impermeabili, mischiando confusamente i colori delle maglie delle varie squadre.

 

Dal baggataway  al ciclismo

Joe viene dalla Virginia, lo stato che fu la prima colonia inglese dell’America settentrionale e che solo poco più di un mese fa ha finalmente abolito la pena di morte. Prima di scoprire il ciclismo Joe imbracciava la racchetta del lacrosse, il gioco che i nativi americani chiamavano baggataway e praticavano con veemenza anche per giorni interi, coinvolgendo centinaia di giocatori. Il lacrosse evidentemente ha lasciato in Joe sagacia, audacia e forza visto che prima ha saputo centrare la fuga di giornata, poi ha ripreso i tre corridori che si erano avvantaggiati, infine li ha lasciati tutti indietro inerpicandosi da solo verso il traguardo di Sestola, lungo la strada bagnata perimetrata da boschi resi lucenti dalla pioggia, alberi che solo da poco si sono nuovamente vestiti di verde per andare incontro alla bella stagione.

Ma la tappa che ha condotto i corridori fino a Sestola ha portato alla ribalta altri atleti determinati e sarcigni, i venticinque che hanno formato la fuga del giorno e che in parte sono arrivati alla spicciolata dopo Dombrowski e prima dei big.

 

La scalata alla Maglia Rosa

Si chiamano ad esempio Nelson Oliveira, Attila Valter, Louis Vavaeke e stasera si godono i primi posti della classifica generale. Da domani torneranno a fare la spola con le loro ammiraglie per portare cibo e borracce ai loro capitani e presto finiranno per essere ricacciati indietro in classifica.
Dalla pioggia di oggi è emerso di prepotenza un altro atleta, si chiama Alessandro De Marchi. Sulle strade dell’appennino modenese è stato l’ultimo a cedere alle pedalate di Dombrowski e metro dopo metro, chilometro dopo chilometro, sulle rampe di Montemolino, Fanano e Colle Passerino, ha costruito la sua scalata alla Maglia Rosa, che stasera indossa meritatamente.
Alessandro De Marchi è friulano ed è un pilastro della nazionale di Cassani, uno su cui puoi contare nonostante le trentacinque primavere che si porta addosso e che corre per la Israel Start Tap Nation di Chris Froome e Dan Martin, di Sep Vanmarke e Micheal Woods.
Lo chiamano il “rosso di Buja” e lo stesso nome De Marchi lo scrive sulle etichette che poi appiccica sulle bottiglie del vino rosso che produce.

Alessandro De Marchi non sarà l’idolo delle folle ma è stimato ed ammirato da tutti gli appassionati.
“Ho iniziato a pedalare a sette anni, ne ho quasi trentacinque e mi viene da ripensare a tutti i tantissimi attacchi che ho fatto durante le corse a cui ho partecipato, molte volte mi hanno accusato di essere troppo generoso, ma io penso di non aver sbagliato nulla. Questa maglia è la dimostrazione che forse, dopo tutto le cose grandi possono succedere anche a me. È strano indossare questo sogno, il simbolo che tutti i bambini indicano quando ci vedono passare sulle strade, mi sento quasi fuori posto.  Forse solo stasera quando sarò solo capirò quello che è successo» ha dichiarato a TuttoBici.

 

Alessandro De Marchi ha il cuore grande ed ha dedicato la Maglia Rosa anche a Daniela Piccini, una ragazza di diciassette anni che poco tempo fa ha perso la vita in allenamento, travolta da un’auto.
“C’è un pezzo di lei in questa maglia, al Tour of the Alps avevo già tentato di fare qualcosa in suo onore, ma non ci ero riuscito, ora ho il premio più bello di tutti. Al termine del Giro mi recherò dalla famiglia con un pensiero, so che è una piccola cosa, ma spero di poter dare un gesto di vicinanza. Quello che è successo a Silvia non può essere dimenticato, da sempre in questo mondo manca il rispetto, lei è l’ennesima vittima di questa mancanza non solo verso noi ciclisti, ma verso tutti. Purtroppo, non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima, è compito di tutti quanti fare in modo che le cose cambino”.

 

Un braccialetto per Regeni

Alessandro De Marchi corre con un braccialetto giallo che in tanti avevano notato durante la cronometro inaugurale.

 

“E’ per Giulio Regeni e sono un po’ stupito della reazione che si può avere per questo braccialetto: non ci vedo niente di politico o partitico. Si tratta di due genitori che vogliono la verità. Io prima che un ciclista sono genitore, sono un marito. E non vorrei mai trovarmi in una situazione del genere. Non mi costa niente mettere questo braccialetto” ha dichiarato durante la trasmissione RAI “Processo alla Tappa”.

Alessandro De Marchi stasera ha la Maglia Rosa e la tiene stretta.
La Maglia Rosa stasera ha incontrato Alessandro De Marchi e deve esserne orgogliosa.

 

ORDINE DI ARRIVO – TAPPA 4 – DA PIACENZA A SESTOLA
1 – Joe DOMBROWSKI in 4 ore, 58 minuti, 38 secondi
2 – Alessandro DE MARCHI a 13 secondi
3 – Filippo FIORELLI a 27 secondi
4 – Louis ERVAEKE a 29 secondi
5 – Jan TRATNIK stesso tempo

 

CLASSIFICA GENERALE
1 – Alessandro DE MARCHI in 13 ore, 50 minuti, 44 secondi
2 – Joe DOMBROWSKI a 22 secondi
3 – Louis VEVAEKE a 42 secondi
4 – Nelson OLIVEIRA a 48 secondi
5 – Attila VALTER a 1 minuto

 

Prima tappa

Seconda tappa

Terza tappa

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