domenica, 28 Novembre, 2021

Giro d’Italia. A Termoli il bis di Caleb Ewan

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SETTIMA TAPPA – A Fernando Gaviria sembra l’occasione buona. Il gruppo è passato allungato sotto lo striscione dell’ultimo chilometro, Vincenzo Albanese e Daniel Oss sono stati appena risucchiati nel mucchio dopo che a due chilometri dal traguardo erano riusciti ad avvantaggiarsi di qualche decina di metri. Fernando Gaviria non ci pensa due volte e con tutta la forza che ha parte lunghissimo.

Visto dall’alto sembra guadagnare terreno, si crea un buco e lui insiste. A colmare quel buco ci pensa Caleb Ewan in prima persona. Anche lui ha gambe esplosive e apparentemente non ha difficoltà a saltare il corridore colombiano. Caleb Ewan si invola e nessuno lo riprende più. Vince per la seconda volta in questo Giro d’Italia. In questo momento è il più forte in volata, inutile nasconderlo. Al secondo posto si piazza Davide Cimolai, già secondo nella tappa arrivata a Canale. Fernando Gaviria chiude al sesto posto.

Quella di oggi è stata una tappa tranquilla, animata da una fuga che è stata tenuta sempre sotto controllo dal gruppo, che alla fine l’ha soffocata.

La carovana è partita stamani da Notaresco, borgo medioevale arroccato sulle colline teramane da dove si vede il mare, si vede l’Adriatico.

Ed è verso l’Adriatico che i corridori si sono diretti senza troppa fretta per poi andare a sud, verso l’arrivo di Termoli.

In vista di Chieti son tornati a puntare il naso e la bicicletta verso l’entroterra, con la fuga del giorno formata da Umberto Marengo, Simon Pellaud e Mark Christian già in avanscoperta dal primo chilometro e pronta a giocarsi il traguardo del GPM di Chieti, vinto da Pellaud.

E’ nella città teatina che il tredicenne Gabriele D’Annunzio saliva talvolta con il padre Francesco Paolo e salutava le signore con i suoi primi baciamano alla “maniera di Flaubert”.

Ci vuole poco per far sì che i girini si lascino alle spalle “l’ardua città che contempla la montagna incrollabile e riceve il soffio mutevole del mare …” (G.D’Annunzio) e si dirigano verso i centri abitati dell’entroterra teatino, attraversati uno dopo l’altro fino ad Ortona.

E’ una campagna ordinata, una campagna dove la vite è onnipresente ai lati della strada, presentandosi coltivata a tendone se tra i propri tralci ospita uva da tavola o a cordone speronato quando l’uva è destinata a diventare vino. In questo caso oltre al Montepulciano o al Trebbiano i vitigni hanno nomi antichi e suggestivi. Si chiamano pecorino, passerina, cococciola.

Quando i corridori scendono nuovamente sul litorale il vento gli soffia contro con folate dispettose e decise, quasi a volerli ricacciare sulle colline.

Le squadre dei velocisti si mettono a mulinare sui pedali per raggiungere i fuggitivi e preparare la volata ai loro capitani.

Gli ultimi chilometri costringono lo sciame in bicicletta ad allungarsi sulla strada per effetto di un piccolo strappo, una ascesa leggera e di alcune curve che obbligano a smettere di pedalare e ad accarezzare i freni.

Il resto l’abbiamo detto, Caleb Ewan per adesso è il più veloce ed il più scaltro, superarlo è davvero difficle.

Attila Valter resta in Maglia Rosa e l’Ungheria gli rende omaggio. I magiari non avevano mai avuto un connazionale in rosa e cominciano ad interessarsi al ciclismo. Remco Evenepoel ed Egan Bernal restano alle sue spalle, con distacco invariato.

Termoli saluta il Giro e si prepara alla seconda stagione balneare vissuta in tempi di pandemia. Sulla spiaggia in tanti sono indaffarati nella manutenzione degli stabilimenti balneari.
Nella flotta peschereccia termolese invece c’è concitazione e proprio in questi giorni le organizzazioni di categoria stanno cercando visibilità in difesa della pesca a traino. Ce l’hanno con il Commissario Europeo per la pesca Virginijus Sinkevicius, che ha definito la pesca a strascico “la più dannosa di tutte perché distrugge l’ecosistema”.

Il Giro d’Italia domani parte da Foggia, il punto più a sud toccato dell’edizione di quest’anno. Occorre sbrigarsi per raggiungere non troppo tardi la città pugliese.

Peccato non ci sia il tempo di assaggiare “il pappone”, piatto povero che veniva cucinato con il pesce che restava invenduto. Con il pane raffermo ed il pomodoro, con la cipolla l’aglio ed i peperoni trovano posto nel pappone una mescolanza saporita di polpo e busbane, razza e panocchie, calamari totani e seppie, caparroni e coda di rospo.

“Nova artificia docuit fames” diceva Seneca

 

GIRO D’ITALIA – TAPPA 7 DA NOTARESCO A TERMOLI – 181 CHILOMETRI
1 – Caleb EWAN in 4 ore, 42 minuti, 12 secondi
2 – Davide CIMOLAI – stesso tempo
3 – Tim MERLIER – stesso tempo
4 – Matteo MOSCHETTI – stesso tempo
5 – Andrea PASQUALON – stesso tempo

 

 

La Maglia Rosa è sulle spalle di Attila VALTER, la Maglia Azzurra del Gran Premio della Montagna è indossata da Gino MADER, la Maglia Ciclamino della classifica punti è nelle mani di Caleb EWAN
Prima tappa
Seconda tappa
Terza tappa
Quarta tappa
Quinta tappa

Sesta  tappa

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