mercoledì, 1 Dicembre, 2021

Giro d’Italia. Al velocista Tim Merlier il primo arrivo in volata

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SECONDA TAPPA – La seconda tappa è partita da Stupinigi, non troppo lontano dalla storica residenza in cui i Savoia trascorrevano il tempo cacciando, una delle loro attività preferite. Tra le numerose specie che razzolavano nel parco reale c’erano numerosi cervi, scelti ad animale simbolo. Si dice che i cervi furono sterminati da Giuseppe Franco Agnelli, nonno del fondatore della Fiat, che si vendicò ordinando una strage di “cervi nel parco del re” dopo una multa comminatagli dai guardiani del parco per aver cacciato senza autorizzazione.
Ai ciclisti tutto questo poco importa, l’unica caccia a cui sono interessati quella della vittoria di tappa sul traguardo di Novara.

 

La partenza

Alla partenza il gruppo si distende pigramente sulla strada e per i giovani ragazzi italiani Vincenzo Albanese, Umberto Marengo e Filippo Tagliani non è difficile prendere il largo.
I tre pedalano d’amore e d’accordo ed il gruppo lascia fare, accontentandosi di tenerli a tiro.
In testa al plotone fanno l’andatura la squadra della Maglia Rosa Ganna e le compagini dei velocisti, interessati ad arrivare a Novara a ranghi compatti.
La pianura piemontese scorre al fianco dei tre giovani ragazzi in avanscoperta e del gruppo tra campi ordinati e risaie, orizzonte basso, paesi e paeselli.
Il Giro d’Italia passa e si fa festa, poi torna tutto come prima.
Sebastiano Vassalli, lo scrittore che a Novara ci ha vissuto e ci è morto, narrava così questa zona del Piemonte:
“È del resto una caratteristica della bassa, questa che tutto passi in fretta e nulla, o quasi lasci un segno di sé; la memoria non incide solchi; la pianura è un mare dove le onde del tempo si succedono e si annullano, evento dopo evento, secolo dopo secolo: migrazioni, invasioni, epidemie, carestie, guerre vengono oggi ricordate soltanto perché sono scritte nei libri; se non ci fosse la scrittura non ne resterebbe traccia.”

 

Gran Premio della Montagna

Strada facendo l’unico Gran Premio della Montagna della tappa sembra buttato lì a caso.
E’ poco più di un cavalcavia e serve giusto per assegnare la prima Maglia Azzurra.
In cima scollina per primo Vincenzo Albanese della Eolo Kometa, che già di suo veste quotidianamente una maglia quasi dello stesso azzurro.
Il gruppo si sveglia e decide che è l’ora di darsi da fare. Vincenzo Albanese fora e si arrende, Umberto Marengo e Filippo Tagliani resistono fino alla prime case di Vercelli.
Da quel momento è un vortice multicolore ad alternarsi in testa, con le varie squadre dei velocisti che tengono alta l’andatura.
A lanciare lo sprint finale si propongono la Uae Team Emirates di Fernando Gaviria e la Cofidis di Elia Viviani.

 

Progressione superba per il belga Tim Merlier

Gaviria sembra ben piazzato ma nel momento cruciale, in piena rimonta, viene chiuso alle transenne dal compagno di squadra Sebastian Molano, che manda all’aria tutte le aspirazioni di vittoria covate dal velocista colombiano.
E’ in questi istanti che da dietro arriva in rimonta con una progressione superba il belga Tim Merlier, alla sua prima partecipazione al Giro d’Italia.
Per gli altri non c’è niente da fare, neppure per Giacomo Nizzolo, che chiude al secondo posto davanti ad Elia Viviani.
Filippo Ganna mantiene la Maglia Rosa, Tim Merlier esulta e lo vedremo ancora protagonista, Giacomo Nizzolo non riesce a vincere al Giro d’Italia, Elia Viviani non riesce a tornare quello di una volta.
Dicevamo che Fernando Gaviria ha perso un’occasione per vincere per l’errore del compagno Sebastian Molano.

In tempi antichi e bui il povero Molano avrebbe rischiato di essere portato nel centro di Novara fino alla Pietra del Broletto, un piedistallo di pietra che veniva surriscaldato e reso rovente per punire i condannati. Il poveruomo di turno veniva spogliato e fatto sedere con la forza. In caso di pioggia era concesso ai parenti di riparare il condannato con l’ombrello. Da qui il detto novarese “Va a da’ via al cu cun l’umbrela verta (va a dar via il sedere con l’ombrello aperto).
Oggi per fortuna sono altri tempi, una pacca sulla spalla ed una stretta di mano bastano a superare l’episodio e tornare insieme a riprovarci ancora.

 

TAPPA 2 – STUPINIGI – NOVARA di 179 chilometri
1 – Tim MERLIER in 4 ore, 21 minuti, 9 secondi
2 – Giacomo NIZZOLO – stesso tempo
3 – Elia VIVIANI – stesso tempo
4 – Dylan GROENEWEGEN – stesso tempo
5 – Peter SAGAN – stesso tempo

 

 

Prima tappa

 

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