mercoledì, 16 Giugno, 2021

Giro d’Italia. Anche quest’anno Filippo Ganna prima Maglia Rosa

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PRIMA TAPPA – L’edizione numero 104 del Giro d’Italia ha preso il via oggi da Torino, con una cronometro di 8,6 chilometri tra le vie della città sabauda. Ha vinto il piemontese Filippo Top Ganna, campione del mondo in carica della specialità contro il tempo, che stasera indossa la prima maglia rosa come accadde già lo scorso anno, quando Ganna vinse la prima tappa da Monreale e Palermo. E’ stata una tappa bella e combattuta, dal risultato non scontato. Al secondo posto si è classificato il mantovano Edoardo Affini, al terzo il giovane norvegese Tobias Foss.
Tra i favoriti alla vittoria finale del Giro d’Italia 2021 i migliori sono stati i due alfieri della Deuceninck Quick Step Remco Evenepoel e Jao Almeida, che sono riusciti a contenere il distacco da Ganna entro i venti secondi. Quasi il doppio ne ha persi il favorito numero uno Simon Yates, che a sua volta ha lasciato poco più indietro il colombiano Egan Bernal e Vincenzo Nibali, ancora alle prese con una frattura al polso non del tutto guarita che certamente farà soffrire lo Squalo siciliano per i giorni a venire.

Tutti gli altri big ancora più indietro, comunque entro il minuto da Filippo Ganna.
Ma Jai Hindley, Mikel Landa, Pello Bilbao, George Bennett, Giulio Ciccone, Marc Soler, Romain Bardet avranno tutto il tempo di rifarsi, sulle strade di un Giro d’Italia che ai nastri di partenza appare molto equilibrato. La Corsa Rosa di quest’anno prevede 21 tappe, l’ultima 31 maggio, pedalando per 3450 chilometri lungo la nostra penisola, toccando Foggia quale punto più a sud.
Le cronometro sono due, otto gli arrivi in salita con le ascese inedite a Sega di Ala, Alpe di Mera e Alpe di Motta. La Cima Coppi del 2021 sarà il Pordoi, in un tappone dolomitico che prevede anche Marmolada e Giau.

Da un punto di vista prettamente sportivo l’edizione 2021 festeggia i 90 anni della Maglia Rosa, indossata per la prima volta da “locomotiva” Learco Guerra nell’edizione del 1931.
Fu Armando Cougnet, all’epoca direttore de La Gazzetta dello Sport, che istituì il simbolo del primato scegliendo il rosa, colore che caratterizzava ed ancora oggi caratterizza le pagine del giornale.
Già nel 1919 avevano fatto la stessa cosa i francesi del giornale Auto, che scelsero il giallo per colorare la maglia del leader del Tour de France.
Il Giro di quest’anno omaggia anche Dante Alighieri nei settecento anni dalla morte, nella tappa che da Ravenna dove è sepolto porterà la carovana dei girini a Verona.
Un ricordo particolare è riservato poi ad Alfredo Martini, di cui quest’anno ricorre il Centenario della nascita, per tanti anni commissario tecnico della Nazionale Italiana di ciclismo.
Guidati da Alfredo Martini hanno conquistato la maglia di Campione del Mondo Francesco Moser e Giuseppe Saronni, Moreno Argentin e Maurizio Fondriest, Gianni Bugno per ben due volte.
I corridori lo ricorderanno transitando da Firenze e Sesto Fiorentino durante la tappa del 20 maggio, quella da Siena a Bagno di Romagna.

Intanto domani altra frazione in terra piemontese, adatta alle ruote veloci, che già si fregano le mani.
Davanti alla chiesa del Gran Madre si smontano le transenne ed il palco dell’arrivo di oggi.
Torino saluta il Giro d’Italia alla prossima volta, sempre pronta ad ospitare una corsa ciclistica.
E’ a Torino che si è corsa la prima classica, la più antica. Era il 1876 e dei gentlemen ardimentosi si cimentarono nella Milano-Torino. Tempi in cui cavalcare la bicicletta era un’avventura esaltante. Torino e la bicicletta, un sodalizio che arriva fino ai giorni nostri e che nel secolo scorso ha vissuto anche una specie di derby cittadino.
In città c’erano due gruppi sportivi, la Carpano e la Baratti.
Una aveva la maglia bianconera, una granata.
Vi lascio immaginare.

 

ORDINE D’ARRIVO – TAPPA 1 – DA TORINO A TORINO
1 – Filippo Ganna in 8 minuti e 47 secondi – alla media di 58,748 Km/h
2 – Edoardo AFFINI a 10 secondi
3 – Tobias FOSS a 13 secondi
4 – Joao ALMEIDA a 18 secondi
5 – Jos VAN EMDEN a 18 secondi

 

 

Foto di Luca  Moreschini

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