domenica, 28 Novembre, 2021

Giro d’Italia. Bagno di Romagna applaude Andrea Vendrame

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TAPPA DODICESIMA –  I corridori si sono tolti di dosso la polvere accumulata ieri a Montalcino e si sono presentati freschi e lindi in Piazza del Campo a Siena, per la partenza della dodicesima tappa, 212 chilometri da Siena a Bagno di Romagna.
E una tappa impegnativa, sia nel chilometraggio che nell’altimetria, con ben quattro GPM: Monte Morello (pendenze oltre il 15%), il Passo della Consuma (media attorno al 6%), il Passo della Calla (media attorno al 5%) e infine il Passo del Carnaio con alcuni tratti molto impegnativi e pendenze fino al 14%.
Prima però c’è da attraversare il Chianti e sfilare a Ponte a Ema in onore di Gino Bartali, raggiungere Firenze, attraversare Sesto Fiorentino in onore dello storico e leggendario commissario tecnico della nazionale di ciclismo Alfredo Martini, nel centenario della sua nascita.
Fuori dalle mura di Siena il Chianti diventa quasi subito provincia di Firenze, confine fissato quasi otto secoli fa a seguito di una singolare sfida tra la Repubblica di Firenze e Siena.
La leggenda narra che per porre fine alle dispute e tracciare confini sicuri, due cavalieri sarebbero partiti dalle rispettive città al canto del gallo ed il confine sarebbe stato tracciato nel punto del loro incontro.
I fiorentini scelsero un gallo nero e lo tennero chiuso al buio per diversi giorni, a digiuno per giunta.
Il gallo scelto dai senesi fu trattato invece con ogni riguardo fino al giorno stabilito.
Quella mattina, non appena fu liberato dalla stia, il gallo nero iniziò a cantare furiosamente a squarciagola nonostante l’alba fosse ancora lontana. Il cavaliere di Firenze partì immediatamente al galoppo mentre il cavaliere di Siena dovette attendere ancora molto tempo prima che il loro gallo si mettesse a cantare alle prime luci del giorno. Con tutto quel vantaggio acquisito grazie alla furia del gallo nero, oggi simbolo del consorzio di viticoltori che producono l’omonimo vino, il cavaliere di Firenze incontrò il senese a Fonterutoli, a soli dodici chilometri da Siena.
Per la repubblica di Firenze era fatta e quasi tutto il Chianti passò sotto il suo controllo.
Ai corridori queste leggende non interessano e si avviano verso Firenze pedalando su belle strade attraverso le colline del Chianti, costeggiando vigneti, oliveti, borghi pittoreschi e cantine storiche.
In ogni strada però si nascondono insidie, e una brutta caduta mette fuori gioco Alessandro De Marchi, già Maglia Rosa in questo Giro d’Italia. De Marchi non riesce a rialzarsi e deve essere portato via da un’ambulanza. Ci ha rimesso una clavicola fratturata e quattro costole rotte. Ci vorrà tempo prima di rivederlo sulla strada. Anche lo spagnolo Marco Soler cade malamente sulla schiena. Risale in bicicletta, riparte, rallenta, riparte ancora ma alla fine deve arrendersi e si ritira. Era venuto in Italia con l’aspirazione di entrare nella top ten della classifica generale. Non appena ristabilito dovrà cercare gloria su altre strade, quelle italiane lo hanno respinto.
Quando il Giro intravede Ponte a Ema, il paese di Bartali, in testa si è già formato il gruppo di fuggitivi in cui pedala ignaro anche il vincitore della tappa, quello che qualche ora dopo, a Bagno di Romagna, salirà sul podio ad innaffiare di prosecco i presenti con la magnum dello sponsor.
Si chiama Andrea Vendrame, è di Treviso, e quindi di prosecco se ne intende anche se corre per una squadra, la francese AGR Citroen Team, che probabilmente predilige lo champagne.
Andrea Vendrame è nella fuga del giorno insieme al compagno di squadra Geoffrey Bouchard, attuale leader della classifica del Gran Premio della Montagna.
Lo deve aiutare a prendere più punti possibile per mantenere a lungo la Maglia Azzurra. Sui primi tre GPM svolge egregiamente il suo lavoro, tra piovaschi improvvisi ed un sole che insiste a riappropriarsi del cielo sopra il Giro d’Italia.
ll gruppo lascia fare e rimane indietro di una dozzina di minuti, guidato in pompa magna dalla Ineos Grenadiers della Maglia Rosa Egan Bernal.
I Girini pedalano in una zona appenninica magica e bellissima, ricca di biodiversità e tempio del vivere lento. Quassù, nel corso dei secoli, si sono fermati Ellero e Romualdo, Francesco e Pier Damiani, santi che fecero di queste terre i loro luoghi di meditazione. Quassù, nel corso dei secoli, commercianti, eserciti, carovane, pellegrini, hanno aperto e percorso strade e sentieri, passi e guadi.
Oggi la gente sceglie le autostrade e di conseguenza l’asfalto di queste strade è oramai poco frequentato, pronto però ad accogliere a braccia aperte i turisti a due ruote.
Sulla salita del Passo del Carnaio, ultima asperità del giorno, tra i fuggitivi iniziano le scaramucce, gli scatti in avanti.
Presto è un tutti contro tutti.
L’italiano Gianluca Brambilla è il primo a scattare sul serio, mettendo alla prova le gambe dei compagni di avventura. Andrea Vendrame reagisce con prontezza e più avanti scatta a sua volta.
Alla fine alla sua ruota rimangono in tre: Chris Hamilton, George Bennett e Gianluca Brambilla.
Il quartetto prosegue unito fino alle porte di Bagno di Romagna, quando Chris Hamilton prova a sorprendere i compagni di fuga.
George Bennett non batte ciglio, Gianluca Brambilla quasi si ferma stizzito, non vuole essere lui il primo ad inseguire Chris Hamilton e chiudere il buco.
Andrea Vendrame invece è pronto a reagire e raggiunge la ruota di Hamilton.
La volata a due non ha storia, Andrea Vendrame vince con naturalezza e sul traguardo grida la sua gioia al mondo, ricacciando indietro la sfortuna che lo ha perseguitato nella sua carriera, fatta di tanti piazzamenti e tanti infortuni.
Il gruppo dei migliori arriva preceduto di qualche secondo da Vincenzo Nibali, che nella discesa finale ha messo il naso fuori dal gruppo senza essere ripreso.
Stasera per Andrea Vendrame prosecco o champagne?
In fondo fa poca differenza, un buon bicchiere ci vuole, magari mezzo ma ci vuole.
I francesi della AGR Citroen Team hanno tutto il diritto di festeggiare, hanno saldamente in mano la Maglia Azzurra con Geoffrey Bouchard ed hanno vinto la tappa con Andrea Vendrame.
Quindi certo che un buon bicchiere ci vuole!
“Bevendo gli uomini migliorano, fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici” (Aristofane)

 

12a TAPPA. SIENA – BAGNO DI ROMAGNA di 212 chilometri
1 – Andrea VENDRAME in 5 ore, 43 minuti, 48 secondi
2 – Chris HAMILTON con lo stesso tempo
3 – George BENNETT a 15 secondi
4 – Gianluca BRAMBILLA con lo stesso tempo
5 – Giovanni VISCONTI a 1 minuto e 12 secondi

La Classifica Generale resta invariata
1 – Egan BERNAL in 48 ore 29 minuti 23 secondi
2 – Aleksandr VLASOV a 45 secondi
3 – Damiano CARUSO a 1 minuto e 12 secondi
4 – Hugh CARTHY a 1 minuto 17 secondi
5 – Simon YATES a 1 minuto e 20 secondi

 

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