giovedì, 17 Giugno, 2021

Giro d’Italia. Egan Bernal nuova maglia Rosa

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TAPPA 9 – Egan Arley Bernal Gómez, per tutti Egan Bernal, spinge sui pedali con foga fino all’ultimo metro della strada sterrata e rognosa che sale fino al traguardo di Campo Felice-Rocca di Cambio. E’ scattato cinquecento metri più sotto senza alzarsi sui pedali e subito ha messo tutti in difficoltà. Solo Giulio Ciccone ha provato ad attaccarsi alla ruota del colombiano ma ci è riuscito solo per qualche metro. Quando ha deciso di scrollarsi di dosso tutti gli altri, Bernal ha cambiato sul cinquantatre e sollecitato i muscoli delle gambe a darsi da fare. Detto fatto. La ruota posteriore ha sgommato sulla terra che già iniziava a bagnarsi con le prime gocce di pioggia che cadono quassù, sul magico altopiano abruzzese dove di solito abitano solo il vento ed il silenzio. Poco dopo Bernal ha trovato sulla propria strada Koen Bouwman e Geoffrey Bouchard, i superstiti della fuga di giornata. È stato un attimo. Perché Egan Bernal sullo sterrato vola e s’invola, Bouwman e Bouchard hanno scosso la testa e affondato le ruote sulla terra.
Ora il traguardo è oramai a pochi metri. Va forte Egan Bernal, altro che.
Dietro di lui l’abruzzese Giulio Ciccone procede in seconda posizione, il russo Aleksabdr Vlasov in terza. Il talentuoso Remco Evanepoel ha percorso i primi metri dello sterrato con incertezza e difficoltà ma ora si è ripreso bene e pedala sulla salita terrosa in quarta posizione.
I corridori arrivano in quest’ordine e arrivano le lacrime per il colombiano Egan Bernal. Oggi ha trovato la sua prima vittoria al Giro d’Italia e la Maglia Rosa, oggi ha trovato fiducia in sé stesso e compagni di squadra che lo hanno sempre tenuto nelle prime posizioni del gruppo dei migliori con lucida efficienza.
L’ultimo ad accompagnarlo fino alle prime rampe del tratto sterrato di 1600 metri che ha caratterizzato il tratto finale della tappa è stato uno splendido Gianni Moscon, che imponendo una andatura molto veloce ha subito messo tutti in fila indiana, compreso la Maglia Rosa Attila Valter.
Egan Bernal lo sa bene e quando Gianni Moscon è andato a complimentarsi offrendo il pugno contro pugno, uno dei modi che tutti siamo abituati ad utilizzare in tempi di covid al posto dell’abbraccio o della stretta di mano, il colombiano ci ha stampato sopra un bacio riconoscente.
“Non riesco a crederci. Ho fatto moltissimi sacrifici per essere in questa posizione dopo tutta la sofferenza al Tour dello scorso anno. So che manca ancora molto alla fine del Giro, ma questa vittoria e indossare la maglia rosa, anche solo per un giorno, è la ricompensa di tutti gli sforzi fatti in questo inverno. Oggi è stato soprattutto merito dei miei compagni, che hanno grande fiducia in me e hanno preso in mano la corsa dicendomi che potevo farcela.”.
In effetti quando gli uomini in nero della Ineos Grenadiers hanno preso in mano le redini della corsa nessuno ha saputo interferire.
La tappa è partita da Castel di Sangro per poi attraversare Alfadena e salire sul Colle della Croce, scendere sul Lago di Barrea ed affrontare il primo GPM di Passo Godi, un seconda categoria dove è transitato per primo Gino Mader.
Passo Godi è stato in passato una via di transito della transumanza, per secoli ha visto passare uomini e greggi.
Oggi la montagna si è concessa una distrazione, il ronzio della catena delle tante biciclette anziché il belare delle pecore, le note degli organetti e delle ciaramelle dei pastori, dei campanacci delle bestie. Le colorate ammiraglie del Giro al posto di barrozze, somarelli e carretti.
In discesa lo sloveno Matej Mohoric si è reso protagonista di una caduta impressionante. In una curva si è messo di traverso ed è volato in un salto mortale, atterrando poi di testa. La bicicletta si è spezzata in due ed il casco gli ha probabilmente salvato la vita. Adesso è in osservazione all’Ospedale di Avezzano, dove sarà monitorato il trauma cranico.
E’ stata una tappa bella e combattuta, caratterizzata da attacchi e contrattacchi.
Tra il profumo degli arrosticini cotti sulla brace delle fornacelle gli appassionati di Scanno, Anversa degli Abruzzi, Goriano Sicoli, Forca Caruso, Celano, Ovindoli, Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio hanno visto passare i corridori intenti a cercare la sortita giusta o ad affaticarsi nell’inseguimento di qualcuno poco più avanti.
Ovunque una natura selvaggia e spigolosa, uno spettacolo mozzafiato. Nei luoghi dove l’uomo si è insediato la natura gli ha reso la vita difficile: centinaia di terremoti e terra che da sempre concede con ritrosia benessere e fertilità. Per trovare terra fertile gli abruzzesi hanno dovuto prosciugare il Lago del Fucino, per sperare in un po’ di benessere si è formata nei secoli una religiosità molto legata alla terra, un cristianesimo che evoca riti pagani, con processioni fatte strisciando a terra ritti sulle ginocchia o avvolgendo le statue dei santi con serpenti vivi.
Natura protagonista anche nel suggestivo altopiano di Campo Imperatore, percorso in parte prima dell’ascesa finale alla stazione sciistica di Campo Felice e dello spettacolo offerto da Egan Bernal.
La Maglia Ciclamino della classifica a punti resta sempre sulle spalle di Tim Merlier. Il combattivo francese Geoffrey Bouchard, ottimo protagonista sulle strade abruzzesi, stasera si porta nella camera d’albergo la Maglia Azzurra di leader del Gran Premio della Montagna. La Maglia Bianca di miglior giovane viene conquistata da Egan Bernal che però domani non la indosserà.
Lui adesso ha la Maglia Rosa. La stringe al petto ed ha intenzione di tenerla a lungo.
Attila Valter la Maglia Rosa non ce l’ha più ma ha fatto di tutto per difenderla.
In questi giorni l’ha onorata chilometro dopo chilometro.
Le telecamere della RAI l’hanno inquadrato poco dopo il traguardo mentre ne afferrava un lembo e la baciava con riconoscenza guardando lontano oltre i sassi bianchi e l’erba rada delle montagne, oltre l’ultima neve.
Guardando il cielo color cemento.

 

TAPPA 9 – DA CASTEL DI SANGRO A CAMPO FELICE (ROCCA DI CAMBIO) – 158 Chilometri
1 – Egan BERNAL in 4 ore, 8 munit, 23 secondi
2 – Giulio CICCONE a 7 secondi
3 – Aleksandr VLASOV stesso tempo
4 – Remco EVENEPOEL a 10 secondi
5 – Dan MARTIN stesso tempo

 

CLASSIFICA GENERALE
1 – Egan BERNAL in 35 ore, 19 minuti, 22 secondi
2 – Remco EVENEPOEL a 15 secondi
3 – Aleksandr VLASOV a 21 secondi
4 – Giulio Ciccone a 36 secondi
5 – Attila VALTER a 43 secondi

 

 

 

 

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Seconda tappa
Terza tappa
Quarta tappa
Quinta tappa
Sesta tappa
Settima tappa

Ottava tappa

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