domenica, 17 Ottobre, 2021

Giro d’Italia. In salita Simon Yates stacca tutti

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TAPPA DICIANNOVE –  Anche oggi la tappa del Giro d’Italia cambia percorso, come è già accaduto nella Sacile-Cortina d’Ampezzo.
Stavolta il maltempo non c’entra niente anzi, è una bella giornata di sole che promette ai corridori di tenerli all’asciutto fino al traguardo. Il fatto è che il Mottarone non si farà per rispetto delle vittime della tragedia della funivia.
Al posto del Mottarone i corridori saliranno sull’Alpe Agogna, GPM di quarta categoria, per poi scalare il Passo della Colma, che mette in comunicazione il Cusio con la Valsesia.
La salita finale promette di tormentare i corridori quanto basta per creare spettacolo, lungo i quasi dieci chilometri che salgono all’Alpe di Mera, un prima categoria al 9% di pendenza media con punte che arrivano al 14%.
Come al solito sono in tanti a pedalare come matti fin dalla partenza da Abbiategrasso per formare la fuga del giorno, quella che può portarli fino al traguardo.
Alcuni tentativi naufragano subito, altri regalano illusioni ma alla fine sono in sei che riescono a prendere il largo. Sono Warbasse, Aleotti, Hermans, Christian, Pasqualon e Venchiarutti.
I sei fuggitivi riescono a guadagnare oltre tre minuti, a passare insieme sul primo GPM, ad arrivare uniti a Stresa, in fondo alla discesa dall’Alpe Agogna.
A Stresa i corridori passano veloci.
Alla loro destra le acque azzurre del Lago maggiore e le Isole Borromee sullo sfondo, dall’altra parte bei palazzi eleganti ed alberghi lussuosi.
Nei dintorni c’è pure il Grand Hotel des Iles Borromées, ai tempi frequentato da Ernest Hemingway.
In questo hotel e sul Lago Maggiore Hemingway ambientò la parte finale di “Addio alle armi”, basato anche sulle esperienze personali dello scrittore che era stato ferito nella notte dell’8 luglio 1918 dalle schegge di una bombarda austriaca mentre prestava servizio come conducente di ambulanze per la Croce Rossa Americana.
Dice Frederic Henry, il protagonista del libro di Hemingway: “L’albergo era molto lussuoso. Percorsi i lunghi corridoi, scesi le ampie scale, attraversai i saloni fino al bar. Conoscevo il barman e mi sedetti su un alto sgabello e mangiai mandorle salate e patatine. Il Martini era fresco e pulito”.
Il romanzo fu pubblicato nel 1929 ma in Italia non schivò la censura dal regime fascista e prese posto nelle vetrine delle librerie solo nel 1948. Troppo lesivo dell’onore delle forze armate, troppo disfattista e antimilitarista.
In verità nel 1943 Fernanda Pivano lo aveva già tradotto clandestinamente ed è per questo che poco dopo fu arrestata a Torino.
Ernest Hemingway ritornò al Grand Hotel des Iles Borromées di Stresa trent’anni dopo, nell’ ottobre del 1948. Prese la stanza 106, la sua preferita, e lasciò scritto sul libro degli ospiti di essere “An old client”, un vecchio cliente.
Ovviamente oggi niente Martini o Vermuth per i corridori. Per loro acqua ed integratori che i gregari quando possono vanno a prendere alle ammiraglie.
Il wolf pack della Deceuninck-Quick Step si mette in testa a tirare ed i lupi riescono a spezzare il gruppo. Sono fasi concitate, Egan Bernal resta isolato ma alla fine i suoi compagni di squadra ci mettono una pezza.
Lungo la discesa dal secondo GPM il wolf pack tira ancora il collo al gruppo, in testa si fanno vivi anche gli uomini di Simon Yates.
All’inizio dell’ultima salita il destino dei fuggitivi è segnato. Oggi vincerà uno dei big.
Quando mancano sei chilometri il portoghese Joao Almeida esce allo scoperto in progressione.
Prende metri di vantaggio con apparente facilità. Le mani sono ben ferme sul manubrio, la schiena è dritta.
Simon Yates, Damiano Caruso, George Bennett e Aleksandr Vlasov si fanno sotto.
Egan Bernal decide di andare su con il suo passo.
Simon Yates pedala bene. “Datemi giornate di sole e vedrete” ha dichiarato l’inglese.
Oggi c’è il sole ed in effetti Simon Yates piano piano stacca tutti ed alla fine vince la tappa, rosicchiando altri trenta secondi alla Maglia Rosa.
Dietro di lui Joao Almeida, Egan Bernal e Damiano Caruso vanno su insieme per un po’ ma poi sciolgono la società a qualche centinaio di metri dal traguardo.
Joao Almeida arriva secondo, Egan Bernal terzo un po’ più indietro e Damiano Caruso chiude quarto più indietro ancora “Ho fatto un errore” dice il siciliano. “Ho cercato di rispondere all’attacco di Yates, e ne ho risentito. Ma dovevo farlo per i miei tifosi. Spero nella cronometro di poter recuperare quello che ho perso in montagna”.
Stasera Damiano Caruso è ancora secondo in classifica generale ma precede Simon Yates solo di una ventina di secondi. La Maglia Rosa Egan Bernal conserva due minuti e mezzo sul siciliano e due minuti e quarantanove secondi su Yates.
Domani arrivo in salita all’Alpe di Motta con il meteo che non promette niente di buono.
Domenica la cronometro finale a Milano.
I corridori mettono insieme le ultime forze andandole a cercare in ogni cantuccio del proprio corpo.
Inizia il conto alla rovescia.
Due giorni. Ancora due giorni.

 

19° TAPPA – DA ABBIATEGRASSO A ALPE DI MERA di 166 chilometri

 

ORDINE DI ARRIVO
1 -Simon Philip Yates in 4h02’55”
2 -Joao Almeida +11”
3 -Egan Bernal +28”
4 -Damiano Caruso +32”
5 -Aleksandr Vlasov +32”
6 -Daniel Martin +42”
7 – Daniel Martinez +49”
8 – Koen Bouwman +1’25”
9 – Tobias S. Foss +1’25”
10 – Romain Bardet +1’25”

 

CLASSIFICA GENERALE
1 – Egan Bernal in 81h13’37”
2 – Damiano Caruso +2’29”
3 – Simon Philip Yates +2’49”
4 – Aleksandr Vlasov +6’11”
5 – Hugh John Carthy +7’10”
6 -Romain Bardet +7’32”
7 -Daniel Martinez +7’42”
8 – Joao Almeida +8’26”
9 – Tobias S. Foss +10’19”
10 – Daniel Martin +13’55”

Maglia Ciclamino sempre Peter Sagan, in maglia Azzurra Geoffrey Bouchard, in Maglia Bianca Aleksandr Vlasov essendo alle spalle di Bernal già maglia rosa.
La classifica combattività vede in testa Dries De Bondt, quella delle fughe Simon Pellaud.

 

 

Prima tappa
Seconda tappa
Terza tappa
Quarta tappa
Quinta tappa
Sesta tappa
Settima tappa
Ottava tappa
Nona tappa
Decima tappa
Undicesima tappa
Dodicesima tappa
Tredicesima tappa
Quattordicesima tappa
Quindicesima tappa
Sedicesima tappa
Diciassettesima tappa

Diciannovesima  tappa

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