martedì, 15 Giugno, 2021

Giro d’Italia. Oggi il più forte è Taco Van Der Hoorn

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TERZA TAPPA – Taco van der Hoorn è un ragazzone olandese che quando va in fuga sputa anche l’anima pur di arrivare in fondo. E’ caparbio, è testardo, si arrende solo dopo la linea del traguardo. Le sue poche vittorie le ha costruite in questo modo: come la Schaals Sels nel 2017 o una tappa al BinckBank Tour nel 2018. Anche oggi ha vinto così, resistendo da campione al ritorno del gruppo sul rettilineo di Canale, località legata alla terra ed ai suoi prodotti, famosa per i vini Roero ed Arneis, per le pesche dalla buccia spessa, per le nocciole ed il tartufo.
Da queste parti il Re Vittorio Emanuele II venne ad invaghirsi di Rosa Vercellana, nota anche come la Bela Rosin, prima amante e poi moglie del Re, prima semplice figlia di un ufficiale dei Granatieri di Sardegna poi, grazie al Re, Contessa di Mirafiori e di Fontanafredda.
Taco van der Hoorn a Pianura non ha trovato la sua Bela Rosin ma ha centrato una vittoria che ricorderà per sempre, voluta a tutti i costi fin dal mattino, quando è scappato dal gruppo insieme al francese Alexis Gougeard, lo svizzero Simon Pellaud, gli italiani Samuele Zoccarato, Vincenzo Albanese e Samuele Rivi, l’ucraino Andrii Ponomar ed al connazionale Lars van den Berg.
La tappa è partita da Biella sotto un filo di pioggia dispettosa, scesa a ticchettare sulla schiena dei corridori. Percorso piatto nella prima metà del percorso e mosso nella seconda. Fino ad Asti tutte strade di pianura larghe e diritte poi, da Canelli, l’altimetria che cambia ed il percorso che diventa ondulato con tre salite classificate GPM, con tratti con pendenze anche marcate. Infine, dopo Alba, lo strappo di Guarene, con pendenze in doppia cifra.
Dietro il gruppo, tirato da quelli della Bora Hansgroe di Peter Sagan, si è impegnato a recuperare lo svantaggio arrivato a toccare i quattro minuti e mezzo.
L’azione della squadra di Sagan rosicchia secondi a quelli in fuga e lascia indietro i velocisti puri, che via via si staccano uno dopo l’altro dalla coda del gruppo. Il primo a cedere è Dylan Groenewegen, poi tocca al vincitore della seconda tappa Tim Merlier, poi a Caleb Ewan ed a Giacomo Nizzolo.
I velocisti puri stringono i denti sulle salite dei tre GPM, si alzano sui pedali, provano a ricacciare indietro l’acido lattico che si fa spazio tra i muscoli delle gambe ma devono arrendersi, stavolta non compariranno nei primi posti dell’ordine d’arrivo.
In cima allo strappo di Guarene restano in testa solo Van der Hoorn e Pellaud, con nemmeno un minuto di vantaggio sul gruppo, preceduto di qualche metro da Tony Gallopin e Giulio Ciccone.
Van der Hoorn raccoglie tutto il fiato che può e si lancia in avanti da solo, naso sul manubrio e gran passo sui pedali. Quando la tv lo inquadra ha la bocca aperta, il sudore che scende lungo il naso e poi vola via sull’asfalto.
Sembra che lo acciuffino da un momento all’altro, sembra che non ce la possa fare.
Ma di lui abbiamo detto che è caparbio come pochi altri e la fatica non è mai sprecata.
Il ragazzone olandese pedala e soffre, soffre e pedala. Ed intanto sogna.
Quando a pochi metri dall’arrivo si volta indietro per cercare il gruppo ha ancora un vantaggio di qualche decina di metri che gli consente di alzare le braccia al cielo e meravigliarsi dell’impresa compiuta.
Al secondo posto si piazza Davide Cimolai, al terzo Peter Sagan.
Filippo Ganna mantiene la Maglia Rosa, Vincenzo Albanese la Maglia Azzurra del Gran Premio della Montagna, Tim Merlier la Maglia Ciclamino della classifica a punti
Con la prossima tappa il Giro d’Italia arriva a Sestola, invitando alla sfida tutti coloro che coltivano ambizioni per la vittoria finale.
Per noi è arrivato il momento di lasciare questi luoghi con una buona scorta di vino. Per le pesche invece non è ancora tempo. Si potrebbe emulare Lord Bayron che teneva sempre sulla scrivania un tartufo giurando che il suo profumo lo aiutava a scrivere. Tutto sommato costa di meno portarsi via La Douchesse, un pasticcino al cioccolato con nocciole, mandorle e liquore, la cui ricetta è custodita in segreto da oltre cento anni dalla pasticceria Sacchero, dove venne inventato e dove ancora viene prodotto in maniera artigianale.

 

 

3° TAPPA – DA BIELLA A PIANURA – 190 chilometri
1 – Taco VAN DER HOORN in 4 ore, 21 minuti e 29 secondi
2 – Davide CIMOLAI a 4 secondi
3 – Peter SAGAN – stesso tempo
4 – Elia VIVIANI – stesso tempo
5 – Patrick BEVIN – stesso tempo

 

 

Prima tappa

Seconda tappa

 

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