mercoledì, 1 Dicembre, 2021

Giro d’Italia. Victor Lafay vince per distacco

0

TAPPA OTTAVA – Le guance rosse ed il naso leggermente appuntito del francese Victor Lafay tagliano il traguardo di Guardia Sanframondi tra gli applausi della gente appoggiata alle transenne.
Poco prima ha dato un’ultima occhiata alle sue spalle, una tiratina all’insù alla zip della maglia, una aggiustatina affinché si legga bene il nome dello sponsor. Poi finalmente si è preoccupato di alzare le braccia al cielo.
Victor Lafay è stato in fuga con altri otto compagni per oltre centoventi chilometri e poi ha gestito molto bene l’ascesa al traguardo della cittadina sannita.
Quando Campenaerts e Carboni sono scattati lui ha continuato a salire del suo passo insieme agli altri ma poi ha ingranato una marcia in più, li ha ripresi, li ha superati e se ne è andato da solo.
Quella da Foggia a Guardia Sanframondi è stata una tappa appenninica caratterizzata da una sola salita lunga ben venti chilometri, che sale fino ai boschi fitti di Bocca della Selva, però troppo lontana dall’arrivo per creare grosse difficoltà ai big della corsa.
In nove sono riusciti ad avvantaggiarsi dopo circa cinquanta chilometri dalla partenza di Foggia: Alexis Gougeard (AG2R Citroën), Giovanni Carboni (Bardiani-CSF-Faizanè), Victor Lafay (Cofidis), Francesco Gavazzi (EOLO-Kometa), Niklas Arndt (Team DSM), Fernando Gaviria (UAE Team Emirates), Victor Campenaerts (Qhubeka-Assos). Kobe Goossens (Lotto Soudal), Nelson Oliveira (Movistar).

Sono gli stessi nove che al traguardo occupano i primi nove posti nell’ordine di arrivo di tappa, seppure staccati l’uno dall’altro da una manciata di secondi.
Fa eccezione Fernando Gaviria, arrivato nono e dolorante tre minuti dopo Victor Lafay.
Il colombiano è caduto nella discesa da Bocca della Selva e quando ha tagliato il traguardo sanguinava dalla spalla, dal gomito destro, dal fianco e da una mano.
Non sanguinava dal petto come i Battenti, che a Guardia Sanframondi ogni sette anni sfilano in processione durante i Riti Settennali in onore dell’Assunta.
I Battenti sono incappucciati ed indossano un saio bianco che però scopre il petto. Nella processione sono disposti due a due in una lunga fila. Nella mano sinistra reggono un crocefisso e una immaginetta dell’Assunta. Con la mano destra si battono il petto con la “spugna”, un pezzo di sughero circolare nel quale sono stati conficcati degli spilli che fuoriescono per almeno due millimetri.
I battenti si percuotono incessantemente e ritmicamente il petto, provocandone il sanguinamento. Per detergere, disinfettare e mantenere aperta la ferita alcuni assistenti bagnano continuamente la spugna con il vino bianco.

Fernando Gaviria invece per le sue ferite userà disinfettanti e cerotti ed il vino bianco, che da questi parti diventa ottima Falanghina, magari lo terrà da parte per festeggiare degnamente una vittoria di tappa che insegue invano fin dal primo giorno.
Il gruppo dei migliori è arrivato dopo quasi cinque minuti da Victor Lafay, guidato dal portoghese Joao Almeida e comprendente tutti i migliori, Maglia rosa compresa, che resta sulle spalle di Attila Valter.
Il vincitore Victor Lafay viene da Lione, città in cui nel 1595 fu stampato il Daemonolatreiae, un trattato in tre libri su demoni, streghe e stregoni.
Per tradizione nel beneventano le streghe stanno di casa, in particolare le janare, donne che hanno fatto un patto con il maligno e che di giorno sembrano delle persone comuni.
Quando scende la notte le janare perdono le sembianze umane ed assumono un aspetto rivoltante fatto di capelli disordinati ed occhi demoniaci, di pelle rugosa e lunghi artigli a mani e piedi rigorosamente scalzi. Con tali sembianze, complice un unguento magico, si recano in volo alla ricerca di qualcuno da tormentare o atterrano presso il Noce di Benevento, sotto le cui fronde da ogni luogo arrivano a convegno le streghe.

 

“Unguento, unguento
mandame a la noce de Beniviento.
Supra acqua e supra ad vento
Et supra ad omne maltempo”

 

Meglio avviarsi, la tappa di domani, da Castel di Sangro a Campo Felice (Rocca di Cambio) di 158 chilometri sarà faticosa per tutti, in primis per i corridori, attesi a dare spettacolo in salita.
E poi … si, insomma, in questi paraggi meglio non farsi sorprendere dalla notte … non si sa mai

 

 

TAPPA 8 – DA FOGGIA A GUARDIA SANFRAMONDI di 170 chilometri

1 – Victor LAFAY in 4 ore, 6 minuti, 47 secondi
2 – Francesco GAVAZZI a 36 secondi
3 – Niklas ARNDT a 37 secondi
4 – Nelson OLIVEIRA a 41 secondi
5 – Giovanni CARBONI a 44 secondi

 

 

 

 

Prima tappa
Seconda tappa
Terza tappa
Quarta tappa
Quinta tappa

Sesta tappa

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply