martedì, 11 Maggio, 2021

Giuseppe Di Vagno. Storia del primo parlamentare italiano ucciso per le idee che professava

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Giovanni Capurso

Torna in libreria Giovanni Capurso con la biografia del primo parlamentare italiano ucciso per le idee che professava: “La ghianda e la spiga – Giuseppe Di Vagno e le origini del Fascismo”, edizioni Progedit (160 pagg., euro 13).
L’opera, che celebra il centenario della morte dell’avvocato e deputato pugliese Giuseppe Di Vagno (1889-1921), si propone di ricostruirne vita e pensiero dai primi anni della formazione all’impegno pacifista e antimilitarista, dall’assistenza agli sfollati durante la Grande Guerra alle lotte per l’unità del Partito socialista italiano, dai soprusi dello squadrismo fascista all’elezione in Parlamento.
Con questo libro, Capurso cerca di inquadrare la storia coraggiosa e drammatica del parlamentare pugliese all’interno della genesi del Fascismo. In tal senso, l’omicidio Di Vagno, secondo l’autore, costituì per Mussolini il colpo di grazia al fragile tentativo di realizzare a livello nazionale il Patto di pacificazione con le altre forze politiche del Paese.
Peppino Di Vagno si spense alle 12.45 di lunedì 26 settembre 1921, lasciando la moglie in attesa di un bambino e l’anziana madre.
“Una banda di fascisti della sua stessa città aveva abbattuto questa quercia che dava molta ombra alle loro ambizioni” riportava l’edizione parigina dell’Avanti!.
L’assassinio trovò risonanza alla Camera ma, come suggerì il politico, giornalista e storico Gaetano Arfè, i deputati del Partito socialista, lacerati dalle lotte tra correnti, sul momento non colsero pienamente la portata di questo omicidio: per la prima volta nella storia d’Italia un parlamentare era stato ucciso per le idee che professava.
Visto in questa luce, il delitto costituisce uno dei passaggi chiave nel processo che portò alla lunga dittatura fascista. Bilanciando il rigore storico con uno stile divulgativo, l’autore vuole rilanciarne una figura per troppo tempo accantonata dalla storiografia.
Giuseppe Di Vagno fu un giovane ucciso all’età di appena trentadue anni per i suoi ideali. La sua vita coerente e coraggiosa spesa in nome delle libertà civili e della giustizia sociale, rappresenta un modello esemplare per le nuove generazioni che, in un mondo fondato sull’utile, corrono il rischio di perdere di vista i valori costitutivi della nostra civiltà.
Il titolo della biografia La ghianda e la spiga, che riprende l’ultimo articolo di Di Vagno, intitolato La fiaba del grano (riportata nel testo), racchiude l’essenza degli ideali del giovane politico pugliese improntati alla ricerca della giustizia sociale: la ghianda è ciò che rimane al contadino dopo le faticose ore di lavoro passate sotto il sole, mentre la spiga, ovvero la parte migliore, va a chi gode passivamente del frutto del sacrificio altrui.

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