domenica, 26 Settembre, 2021

Giuseppe Mezzetti cooperatore e socialista d’altri tempi

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Nel sabato infausto delle ricorrenze, 11 settembre, il gigante buono e generoso, Giuseppe Mezzetti è stato consegnato alla cremazione dalle camere mortuarie di Castelfranco emilia, sua città.
Mezzetti, fondatore della cooperazione di consumo modenese, membro dei livelli provinciali, regionali e nazionale della cooperazione di consumo aderente alla Lega delle cooperative, dopo aver lanciato una serie di allievi, andando in pensione aveva continuato a dare il suo contributo in ruoli defilati.

Nel sabato assolato e nel frastuono di una chermesse popolare, si è svolto il saluto civile. Poco popolo, molti suoi compagni di lavoro, alcuni allievi, i suoi figli e nipoti. Ma Giuseppe avrà gradito. Perché ha liberato nella storia la sua fede e il suo onore nel ‘Santino‘ con la sua foto con nel taschino il garofano rosso. Sotto il garofano la dedica dei figli: il ricordo della sua vita onesta e laboriosa per gli ideali che lo animarono e la cooperazione.

Mai nella vita vissuta era fuori dalle righe, in negozio col grembiule bianco, nella direzione della cooperativa sempre primo ad arrivare, nel gestire le cucine della festa Avanti, nelle riunioni: poche distrazioni, molto impegno e nessuna presunzione nè di ruoli, nè di stile nè di potere.

Un colpo al cuore quando mi è arrivata la notizia, solo la frettolosa informazione sulla età perché nella mia mente ormai non lo incontravo più sotto i portici a cavaĺlo della bicicletta con le sue lunghe gambe ad appoggiare i piedi. Un equilibrio che aldilà della età e della erosione del tempo era un modo per conoscerlo nella intimità. E quando mi arrivava a gergo appoggiando la sua manina sulle spalle per me un padre putativo: senza smancerie o litanie sul merito della individuazione dello individuo e dei progressi fatti nella cooperazione dove rappresentava i massimi vertici, per lui ero “Paolino” solo a significazione della differenza di altezza. Era più facile una annotazione comportamentale o un incentiva a studiare la complessità nel partito era un garante, un difensore, con una coerenza e una trasparenza da fungere da esempio.
Sul piano morale inattaccabile e un trascinatore intelligente dove la mediazione e il pragmatismo non dava il modo per fare le furbata che tanto hanno contribuito alla crisi dei partiti.
È stato il garante per ogni elezione e per la raccolta deĺa donazioni elettorali: lo ripeteva in dialetto, tu fai politica e non dire stupidate, non pensare mai ai soldi che li raccogliamo e li registriamo come vuole la legge. Hai mai visto un prete che dice messa e raccoglie le offerte? Questo era il suo abc detto una sola volta.
E nella cooperazione fra i tanti parolai e moralisti, ideologici e di cultura scolastica, spesso sopravvalutata, il suo cura in honorem lo si ricorderà nella storia. Proprio oggi – dove la cooperazione non gode di grande attenzione la sua generazione – ha dato tanto al punto che anche oggi qualcosa di quella generazione va ripreso.
Comunque Giuseppe Mezzetti da Castelfranco Emila, terra di cooperatori che hanno dato tanto alla cooperazione e alla economia modenese, regionale e nazionale, non può essere dimenticato e non sarà dimenticato.
Se ne è andato con la leggerezza di una farfalla, ma non scomparirà nel vortice di una società che pare non aver più tempo per il ricordo. Noi non dimentichiamo.

Paolo Cristoni

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