sabato, 23 Ottobre, 2021

Giustizia e referendum

0

Ma anche ricorrendo ad un secondo Referendum, riusciremo a dotarci di una Giustizia….giusta? Quello sulla responsabilità civile dei Giudici fu vinto, ma restò inapplicato; si ripeterà la stessa cosa? Eppure gli episodi circolati di recente, sul caso Palamara e sull’ipotesi di una Loggia “Ungheria” (chissà perché questo nome?), nonché gli spettacoli che ne sono seguiti nei commenti sulle Tv (con gli scontri tra Magistrati che spesso non offrono esempio di elevata dignità), sottolineano la necessità di profonde riforme per le quali –forse- nemmeno una Ministra come Cantabria, degna d’inaugurare la successione femminile al Quirinale, troverà il sostegno parlamentare per realizzarle totalmente! Certo, quel che ne dice- sul Riformista del 7 maggio- l’Avvocato Caiazza, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, è molto netto: Da quando (1993), il Parlamento consentì che i suoi membri fossero “sottopost(i) a procedimento penale”(modifica art 68 CC), lo squilibrio ha aggravato la situazione. Dal finanziamento illegale della politica nacque Mani Pulite, con i Di Pietro che chiudevano in carcere fino alla confessione; ed il Davigo – il noto Piercavillo -che studiava come “incastrare” perché . Da allora, il Parlamento ebbe una tale paura dell’Opinione pubblica (il Parlamentare è controllato da chi vota mentre il Magistrato non lo è da nessuno!) da mancare del coraggio per riconoscere al cittadino il diritto di rinunciare all’ (nel senso di lasciare ai Pubblici ministeri libertà d’indagarlo anche a sua insaputa, e di evitare così la gogna del processo mediatico). Infatti gli hanno ridotto gli eletti, se ignorati, a “beneficati del PM ti turno>; e della cui innocenza, se invece “avvisati”, si apprende molto spesso o quando il ruolo politico è sepolto da tempo o dai libri di Storia o dai Film postumi, come nel caso di Craxi . Ormai non solo l’Avvocato Caiazza, ma tutti si lamentano! Ecco “il crollo di fiducia…in 11 anni dal 68 al 39 % n” (Corsera del 15 us) e Sansonetti ancora sul Riformista del 9 :< è caduto in modo irreversibile il rapporto di fiducia tra opinione pubblica e giustizia. Serve una riforma che assomigli molto ad una rivoluzione. La politica non è in grado di farla, perché, in maggioranza, è subalterna. Allora la parola agli elettori!> Torniamo dunque al Referendum? Occorre metter mano non solo alla responsabilità del giudice, ma legare le carriere ai meriti e non alla lottizzazione tra le correnti del C.S.M (da destinare all’Alta Amministrazione invece che a far da < terza camera…che detta legge sulla normazione giudiziaria>,Caiazza). Occorre anche separare le carriere del Giudicante e del Requirente etc, Ma ecco il punto: basterà vincere il Referendum per avere concretamente le nuove leggi o accadrà come già sulla responsabilità civile dei Giudici? (Ibidem),non occorre una vera e propria rivoluzione? La faccenda è molto più complicata di quanto si possa col Referendum, il quale rischia di far soltanto baraonda perché in alcun modo può si baypassare il Parlamento, i suoi giustizialisti e le sue paure di ritorsione! Ed allora, inutile ignorarlo, non solo occorre reintegrare l’art 68 CC, ma molto altro. Riconoscere a tutti i cittadini il diritto di rifiutare l’avviso di garanzia (sicché finisca il mitragliamento facile che pende sulla testa di ciascu- no, specie se impegnato ed esposto in attività politica!), lasciando ovvia libertà d’indagine al PM. Ma non basta, poiché la Politica costa e i Partiti hanno bisogno di finanziamento (da cui il circolo vizioso)! Necessita dunque riconsiderare anche questo versante,magari con modalità tipo il buono statale che ciascun cittadino elettore possa versare al partito preferito (J.Cagè- Le prix de la democratie); adeguare finalmente i partiti all’art 49 dalla Costituzione, fin qui totalmente disatteso: a quel “metodo democratico” che non può non richiedere un qualche Organismo (Commissione Parlamentare presieduta da Personalità scelta dal Capo dello Stato?) che controlli le pratiche interne, compresa quella finanziaria. Persino ridimensionare i Collegi elettorali per ridurre le spese di propaganda! Insomma, è ora di convincersi che la fonte con la quale si seleziona la Rappresentanza democratica (Partiti ed arena elettorale) sono di tale rilevanza che, salvo a distorcere l’intero Sistema, dev’essere sottoposta a controllo e che questo dev’essere autonomo! Di modo che ciascuno dei tre Poteri sia indipendente dall’altro e tuttavia lo possa controllare attraverso dialettiche trasparenti. Perciò la Carta va anche integrata e modificarla in qualche parte. Non dunque un Referendum, che anzi irrigidendo le posizioni acuirebbe il caos e le difficoltà di sintesi, ma una Costituente, come sempre suggerito da Gigi Covatta, compianto Direttore di Mondoperaio! ns

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply