martedì, 3 Agosto, 2021

GOVERNO, SERVE UN ALTRO PASSO

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“Con i due decreti si muove una massa di denaro imponente: sono 80 miliardi. Il primo decreto possiamo considerarlo obbligatorio per far fronte all’emergenza. Ma nel secondo bisogna intravedere delle misure che diano un senso alla politica italiana in una fase terribile. Quindi misure non solo temporanee, ma destinate a tracciare un pezzo di futuro. E’ quindi prevedere lo schema di un nuovo patto sociale e di un rinnovato welfare. Questa è la ragione per la quale i bonus vanno bene, ma fino a un certo punto. Non possono essere dati a pioggia per tutti. Perché per tutti sono iniqui e tolgono risorse per chi si trova in condizione di difficoltà”. Lo afferma il senatore e presidente del Psi Riccardo Nencini intervistato dall’Avanti!.

“Secondo,  bisogna cominciare a pensare -continua Nencini- a quale sarà l’Italia. Nell’immediato non vedo rischi di tensioni sociali insopportabili. Tra i vari bonus, cassa integrazione e Bce che continua ad acquistare titoli, vedo scongiurata una crisi finanziaria come quella del 2011. Però bisogna immaginare un autunno caldo e un 2021, quando ancora non ci sarà ripresa economica piena, complicato perché cominceranno ad arrivare problemi di bilancio. Passiamo da un deficit del 2,2% all’8,3% con un calo di Pil intorno al 9%.

Siccome le crisi provocano discontinuità e aprono scenari imprevedibili, la domanda da farsi è come affrontare a maggio la fase delicata autunno 2020 – 2021. Domanda che una forza politica deve porsi in un quadro che è approssimativo. Da una parte si ha una destra a traino radicale diversa da quella spagnola e da quella tedesca.

A proposito di Germania i sondaggi danno la destra più radicale in calo a beneficio delle forze di governo. Anche la Spd se ne sta giovando…
Nei momenti di crisi tutti si spaventano e cercano un attaccapanni ai loro problemi. È la stessa condizione che sta attraversando Conte con sondaggi favorevoli. Ma io non sto parlando dell’immediato. Finiti gli ammortizzatori sociali più grossi e non essendoci una ripresa economica poderosa le tensioni sociali potrebbero esplodere. Ecco perché bisogna trovarsi preparati con una proposta politica forte che ha però due considerazioni da tenere presente. La prima, quella che si diceva prima, e cioè di una destra radicale antieuropea e populista. La seconda riguarda i grilini e ciò che si muove intorno a quel mondo. Loro dovranno scegliere definitivamente, ed è probabile che vi sarà una frattura, tra responsabilità e antipolitica. Sono nati come movimento antipoitico, sono al governo ormai da due anni, devono scegliere qual è la loro natura. Quindi alle difficoltà economiche che si manifesteranno si aggiunge un quadro politico con queste caratteristiche e che è destinato a modificarsi. E anche l’asse Pd-Cinque stelle è destinato ad evolvere. Sono curioso di vedere cosa succederà con il Mes che dovrebbe arrivare in Aula alla fine di maggio. Il Psi, il Pd, Italia Viva lo vogliono e i 5 Stelle sono ad oggi contrari. Dio non voglia che l’Italia rinunci a 37 miliardi senza condizioni e che questo provochi oggi una crisi di governo al buio. Sarebbe la cosa peggiore.

Ora il punto è cosa dovrebbe fare una forza socialista nel momento in cui si riapre uno spiraglio. La globalizzazione fondata sull’alta finanza probabilmente subirà un rinculo. Non credo che verrà spazzata via. La globalizzazione resta un processo storico che non diventa il suo contrario. Però quel tipo di globalizzazione lì è auspicabile riceva una frenata. Quindi avremo più Stato, una attenzione maggiore al welfare e noi dovremmo lavorare per andare in questa direzione, e soprattutto ci sarà una frattura nel rapporto tra sinistra riformista e grillini.

In tutto ciò quale sarà il ruolo dell’Europa?
Bisogna tornare ad essere pionieri di una Europa diversa. Nella partita tra Cina e Usa, l’Europa non può rischiare di dividersi perdendo pezzi, come rischia di essere per alcuni paesi dell’Est europeo, che per liberarsi dalla tutela di Putin potrebbero rivolgersi alla Cina. L’Europa non può correre questo rischio, deve restare un caposaldo dell’occidente, più coesa, Ecco perché vanno rilanciati gli Stati Uniti d’Europa e la sinistra riformista italiana deve essere un pioniere di questo percorso nuovo ora che si aprono degli spazi politici.

Un ragionamento che dovrebbe coinvolgere tutte le forze riformiste europee. Non basta la buona volontà di una singola nazione…
Non c’è dubbio. L’Europa fino ad oggI ha retto grazie alla convergenza delle due grandi case politiche europee, quella cattolica democratica e quella socialista. Se entrano in crisi entrambe con la globalizzazione turbo capitalistica, cade un pilastro. Bisogna che queste due, assieme alla casa liberale, puntino a un grosso passo avanti. Ma non basta tornare a quello che l’Europa era. Se lo scontro tra Usa e Cina diverrà ancora più acceso è necessario che l’Europa recuperi un suo ruolo. Su questi punti vedo una sinistra europea ed italiana che si rifonda e si ricostruisce. Attraverso un nuovo patto sociale da una parte e dell’altra con un’Europa che punta ad avere una sua funzione molto decisa.

Con il coronavirus, i diritti individuali sono stati compressi in virtù della lotta alla pandemia. Lo stesso vale per la centralità del Parlamento. Che cosa ne pensi?
Nella prima fase poteva anche essere comprensibile, nella seconda non più. Sia per gli strumenti giuridici utilizzati. Il presidente del consiglio in due mesi è venuto due volte in Parlamento, invece dei Pcm si devono fare i decreti legge che il Parlamento deve esaminare, e la politica deve decidere non le task force. Cito, ed é terza questione, De Rita: basta assumere decisioni sulla base della paura. Il Parlamento è stato annichilito in questi mesi. In altri paesi europei non è successo. In Francia il Parlamento ha discusso le misure da prendere. In Germania Schauble, il presidente del Bundestag, ha chiesto alla Merkel di andare a riferire. E stiamo parlando dei due stati, insieme all’Italia, più importanti dell’Unione Europea. Quindi c’era un’altra strada.

Il caso Bellanova secondo te ha una lezione da insegnare? La sua proposta è stata approvata nel decreto di maggio dopo un braccio di ferro infinito…
I grillini devono assumere una posizione tra responsabilità e antipolitica. La proposta della Bellanova, che il segretario ha condiviso e ha fatto bene, è assolutamente giusta e condivisibile. Non si ritarda l’approvazione di un decreto, che a marzo si pensava pronto per aprile e ad aprile ormai si sposta alla metà di maggio, con una moltitudine di famiglie italiane che non sanno come arrivare a fine mese. Non si può fare. Ma vorrei aggiungere una cosa…

Prego…
Quando si parla di rifondare la sinistra riformista italiana, il nostro peso bisogna esercitalo come facemmo negli anni Ottanta, proteggendo la nostra autonomia, ma mettendola a servizio di un progetto politico. Negli anni Ottanta ci furono accordi che vennero fatti per le elezioni con il partito Socialdemocratico e con i Radicali. Oggi bisogna immaginare, rimanendo salda l’autonomia e la storia del Partito socialista, tanto più ora che uno spazio sociale si riapre, di darsi un progetto che lavora affinché la sinistra riformista italiana torni ad essere vincente. Ma una sinistra, lo preciso e lo rivendico, che non abbia l’obbligo di allearsi perennemente con i grillini. Allora bisogna provare a mettere assieme, affianco del Partito Democratico, quelle forze che sono d’accordo sul nuovo stato sociale e sull’Europa più forte. La cosiddetta seconda gamba del centro-sinistra. Quella che allora era il polo laico, ora deve essere inteso come il polo riformista cui ognuno partecipa con le proprie caratteristiche e con la propria natura. Altrimenti il rischio che la discontinuità che si aprirà tra l’estate e l’autunno venga cavalcata soltanto dalla destra sociale, perché se non si ha un progetto serio è probabile che un certo radicalismo sia in grado di cavalcarla.

 

Daniele Unfer

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