lunedì, 10 Maggio, 2021

Grandi Città: Un progetto per il futuro della Sicilia Occidentale

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Non ha dubbi Nino Oddo, vice segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, “Questo è il progetto che il PSI promuove per il rilancio della provincia: rettifica dei confini tra i Comuni di Trapani ed Erice. Grande città vuol dire sviluppo per l’hinterland urbano, area spesso involutiva sul piano economico e sociale.  Ridefinire i confini darebbe alla città capoluogo la leadership nella provincia, permettendo contemporaneamente la valorizzazione di Erice vetta e dell’Agro-ericino. ”.

Rilancio è la parola chiave da cui passa il futuro della Sicilia occidentale, nonché  dalla conoscenza delle istanze della “massa urbana”. Per fare tutto ciò non basta ottenere riconoscimenti internazionali e nazionali, è necessario ascoltare i cittadini, proponendo il riassetto territoriale che meglio si adegua alle istanze della base. E’ dall’ascolto di quest’ultima che le sezioni del Partito Socialista di Trapani ed Erice hanno messo nero su bianco il progetto, fattibile, per il rilancio della provincia.

 

Trapani e la Provincia

 

Prima di procedere oltre è giusto premettere che la città di Trapani non perderà il riconoscimento di capoluogo di provincia; non perchè sia impossibile. Il fatto, seppur banale, è meno complicato di quanto possa sembrare. In Sicilia le province non esistono più, abrogate dall’Assemblea Regionale Siciliana il 12 marzo 2014 e sostituite dai “liberi consorzi comunali”.

 

ARS, Sforbiciate e Comune di Misiliscemi

Ha stupito, dunque, il sostegno dell’Assemblea Regionale Siciliana al costituendo comune di Misiliscemi, che ha privato la città di Trapani di ⅓ della popolazione. Il nuovo Comune, i cui costi reali sono tutti al rialzo, vanifica le strategie di ripianamento del debito pubblico regionale. Le motivazioni di tale riuscita secessione sembrano imputabili al vecchio adagio dividi et impera. Una nuova realtà politica comunale comporta un nuovo Consiglio, un nuovo Sindaco, nuove élite politiche locali da foraggiare. Non si contano, da ultimo, le concessioni: balneari, territoriali e di servizi al cittadino. Mentre si attende di valutare i “benefici” che i cittadini milesi subiranno dalla creazione degli organi comunali, si constata la grettezza della politica regionale siciliana. Tale scelta, infatti, comporta nuovi tagli, che sovente si ripercuotono su sanità, istruzione ed infrastrutture.

 

Grandi Città

Fatto sta che l’amputazione territoriale ha messo in fibrillazione la politica locale, prima permettendo di rispolverare il progetto della “Grande Città” e successivamente di ragionare su proposte pragmatiche, capaci di superare le resistenze del ceto politico locale. L’idea primaria è di accorpare Casa Santa, che gravita come servizi e tessuto socio-economico al capoluogo, a Trapani, restituendo unitarietà ad organicità alla città. Contemporaneamente perorare e realizzare l’ipotesi aggregativa tra i comuni di Erice vetta, Valderice e Buseto Palizzolo, con il fine dichiarato di realizzare e valorizzare l’identità storica dell’Agro-Ericino.

 

La bellezza dei  sogni

L’appello lanciato sul tema “Grandi Città” ha già suscitato l’interesse di molti, soprattutto sui social.  La battaglia, grazie all’analisi politica che anticipa la proposta,  sembra possibile. Tre i motivi che lasciano ben sperare. Il primo è legato alla presenza di una società civile stracca, che anche a seguito della pandemia ha voglia di riscattarsi investendo sul futuro, proprio e delle prossime generazioni. Secondo motivo è la presenza di una classe politica e dirigente capace, soprattutto in tempi di elezioni amministrative, di andare oltre i particolarismi locali. Il terzo è relativo alla presenza di un progetto politico vero, ossia una visione d’insieme capace di galvanizzare i cittadini-elettori, le imprese e le banche di credito cooperativo presenti sul territorio. 

Da ultimo, anche a seguito della candidatura di Trapani a Capitale della Cultura Euromediterranea, siamo certi che sul territorio “vive” una comunità composta da generazioni differenti. Basta discutere oltre dunque, Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni,  pertanto è necessario agire.

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Riguardo l'Autore

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Polemico, pronto alla sfida e disponibile a mettere in discussione la propria idea. Antonio Musmeci Catania è dottore in Giurisprudenza, indirizzo comparato europeo e transnazionale, presso l'Università degli Studi di Trento. Si laurea nel 2016 con la tesi di ricerca in sociologia del diritto dal titolo: "Decriminalizzazione di alcune attività criminali: La regolamentazione delle sostanze stupefacenti – Nuova politica di contrasto alla macro e micro criminalità organizzata". Ad oggi collabora con il mensile Mondoperaio e con l'Allora! Il giornalino degli italiani in Australia. Dopo una breve esperienza in qualità di sottufficiale della marina mercantile italiana riprende gli studi grazie alla borsa di studio per merito della Fondazione Roma Terzo Pilastro Internazionale e nel 2019 si diploma al master di II livello Lumsa in “Esperti in politica e relazioni internazionali” con la tesi di ricerca in storia del pensiero politico dal titolo: "La democrazia governante, Craxi e la grande riforma - Le resistenze partitiche alla necessità di cambiamento". A seguito dello stage presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Pubblica Amministrazione - ufficio per le attività internazionali-, decide di approfondire le tematiche relative al made in Italy attraverso il master in Global Marketing, Comunicazione & Made in Italy realizzato dal Centro Studi Comunicare l'Impresa in collaborazione con la Fondazione Italia Usa. Ad oggi lavora, studia e continua a scrivere per voi!

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