martedì, 15 Giugno, 2021

Grazie Bobo

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Nel 1924, si era all’indomani del delitto Matteotti, un amico di mio padre decise di iscriversi al Psu. Ma, prima di farlo, andò da Turati e gli chiese quale fosse la ragion d’essere del socialismo e il compito fondamentale dei socialista. Turati gli rispose: “difendere i lavoratori anche quando sbagliano”.
Una frase che mi è rimasta dentro per anni ma di cui solo ora, svanito ogni ideologismo, mi appare in tutta la sua grandezza. E con il volto di tutte le vittime innocenti dello sfruttamento, del fanatismo, degli interessi dei potenti e di un’oppressione che ha mille volti e mille ipocrite giustificazioni.
Tante cause. Tante persone. Per lo più dimenticate. In una storia che, chissà mai perché, è sempre scritta dai vincitori e che equipara la bontà di una causa al suo successo.
Oggi, questo non è più possibile. Perché c’è chi vede. Che fotografa. E che racconta. Molto spesso riscattando con la vita l’onore della sua professione.
Oggi questo volto è quello di una donna anziana, seduta nella sabbia e con lo sguardo vuoto perché le hanno demolito la casa per ragioni che le sfuggono e non sa dove andare. E ancora una madre che piange la morte del suo bambino colpevole di null’altro se non di avere “svolto da scudo umano” ai terroristi.
E allora penso che queste persone vadano ricordate e, quindi, difese. A costo di essere indicati come “antisemiti” o magari amici dei terroristi.
E che debbano, qui e oggi, assieme al loro popolo, oggetto della nostra pubblica solidarietà.
Pochi, pochissimi socialisti, l’hanno fatto. Tra questi Bobo Craxi. In memoria di suo padre. Ma anche perché ha in sé quell’internazionalismo e quella “pietas solidale” che sono l’essenza stessa del socialismo.
Per questo, al di là di ogni divergenza di opinione, gli sarò sempre grato.

 

Alberto Benzoni

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