martedì, 13 Aprile, 2021

CIMITERO NOSTRO

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Il nuovo capitolo della battaglia navale del vicepremier questa volta coinvolge 140 disperati soccorsi ieri da un peschereccio e trasferiti nella notte sulla Gregoretti, nave della Guardia Costiera italiana. A un giorno dalla tragedia in mare, di cui ancora si contano i cadaveri, la Gregoretti è stata bloccata dal governo italiano fuori dai porti italiani. Sì, proprio così. Una nave della Guardia di Finanza è stata bloccata dal governo fuori dai porti impedendole lo sbarco come successo nelle settimane scorse alle Ong.

Si preannuncia così l’avvio di un nuovo caso Diciotti. Uno novo scontro, un nuovo braccio di ferro tra poteri dello Stato e tra Italia e l’Unione Europea, consumato ancora una volta sulla pelle delle persone soccorse nel Mediterraneo centrale. Uno scontro anche interno tra poteri dello Stato. Tra chi costruisce consensi personali lucrando sulle sofferenze di altri e chi ritiene che l’Italia abbia ancora il dovere e la cultura dell’accoglienza. A ribadire la netta chiusura allo sbarco dei profughi è stato il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha twittato: “Non darò nessun permesso allo sbarco finché dall’Europa non arriverà l’impegno concreto ad accogliere tutti gli immigrati a bordo della nave. Vediamo se alle parole seguiranno dei fatti. Io non mollo”. Non vedeva l’ora Salvini di poter tornare a cavalcare il suo cavallo di battaglia, quello della chiusa e de respingimenti verso i migranti e quello dello scontro con l’Unione europea. Una occasione per allontanare la pressione sui fondi russi che lo visto impegnato negli ultimi giorni. Un modo per allontanare per qualche ora una attenzione mediatica su un tema scottante e riprendere il centro di quella scena che è tanto bravo a recitare.

La richiesta è stata del ministro Salvini è stata confermata da Bruxelles: la Commissione europea fa sapere infatti che “questa mattina ha ricevuto dall’Italia una richiesta di svolgere un ruolo di coordinamento attivo per facilitare lo sbarco dei migranti soccorsi”. Un portavoce della Commissione ha precisato che “come già fatto in molti casi simili in passato”, Bruxelles “prenderà ora contatti con gli Stati membri”. Inoltre, da questa mattina, un’altra barca si trova in stato di difficoltà e la situazione sarebbe critica per 60 persone a bordo. La notizia è stata diffusa dall’account Twitter di Alarm Phone.

Toninelli si è subito schierato con il Salvini, appoggiano in piano la sua linea della fermezza. In episodi analoghi il titolare delle infrastrutture aveva più volte ingaggiato duelli con Salvini per la titolarità della materia. Essendo sempre uscito perdente dal confronto, questa volta Toninelli ha cercato di evitare un ulteriore schiaffone dopo quello pesantissimo arrivato dal premier Conte sulla Tav. Dal Mit infatti fanno sapere che gli interventi di salvataggio sono stati coordinati di comune accordo tra il ministero di Salvini e quello di Toninelli “nell’auspicio che si arrivi a una rapida soluzione grazie alla pronta risposta in termini di ricollocazione da parte dell’Unione europea”.

“Oltre 100 migranti dispersi in un drammatico naufragio. Altri 150 raccolti dalla Guardia Costiera italiana e bloccati in mare. Servono corridoi umanitari per i profughi, flussi programmati per i migranti economici e un accordo europeo per una gestione comune. Ma bisogna volerlo!” è il commento di Piero Fassino su twitter.

Mentre il governo mette la sordina sulle divisioni interviene cercando una linea comune di approccio con la Ue sul tema immigrazione, il segretario del Psi Enzo Mario torna a sottolineare quanto sia pericoloso per l’Italia il gioco delle parti messo in atto dall’esecutivo. “Dopo il vertice di ieri fra Di Maio e Salvini – ha detto Maraio – il Governo è ancora più spaccato. Sull’autonomia differenziata manca ancora un accordo generale che dica come il governo intende modificare l’assetto delle competenze. Stanno giocando al buio affidando le sorti delle regioni al caso, come in una enorme roulette russa. È arrivato il momento di fare chiarezza e di dire agli italiani quale è il progetto reale sull’autonomia”.

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