martedì, 15 Giugno, 2021

Grillini sbarrano la strada al voto

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Il referendum di settembre è stato voluto a livello propagandistico, e su questo punto non mi pare ci possano essere discussioni, così come non ci sono discussioni sul fatto che i Pentastellati erano perfettamente consapevoli che, una volta vinto, si sarebbero adoperati per blindare il Parlamento fino a scadenza naturale della Legislatura.
I Grillini non avrebbero mai permesso, nell’immediato post referendum, peraltro vinto con una maggioranza bulgara, una legge elettorale che potesse completarne l’iter.
I parlamentari sono consapevoli di questa situazione, e lo erano anche all’epoca del referendum, in quanto, a parte un centinaio di privilegiati, non c’è nessuna certezza per gli altri 800; 800 ‘guerrieri’ che, quando giungerà l’ora, si batteranno a ‘colpi bassi’ per essere riconfermati.
Certo, ascoltare questo ritornello di andare al voto anticipato, è stucchevole e ipocrita, visto che noi italiani, anche non esperti di strategie politiche, abbiamo capito che ‘oggi’ non è possibile: non c’è la legge!

Che ci piaccia o no, il battaglione grillino manterrà le sue posizioni nelle due Camere del Parlamento fino alla scadenza naturale della legislatura. Mettiamoci l’anima in pace, e mettiamoci l’anima in pace anche sulla soluzione di questa ‘crisi’ che difficilmente sarà formalizzata…magari succedesse davvero!
Penso che fino a primavera, o comunque fino a quando la situazione pandemica rimarrà grave, non succederà nulla; per carità, si potranno sostituire alcuni ministri con altri, ma tutto lì.
In tarda primavera, invece, molto probabilmente, nascerà un nuovo Governo tecnico, o del Presidente, che gestirà le cose più importanti da fare, in maniera decisa: come il fine pandemia, la gestione dei soldi del Recovery fund, il rilancio economico, la scuola, la legge elettorale e l’elezione del Presidente della Repubblica. Un Governo che ci accompagnerà fino alla scadenza della legislatura, dove con il voto, finalmente, le forze politiche si potranno contendere i 600 seggi parlamentari.
Quello che invece potrà succedere, e forse succederà, sarà la nascita a breve di un’area democratica allargata e una liberale dove confluiranno le anime degli uni e degli altri. Certo, per compiere questo miracolo ci vorrebbe una riedizione della Democrazia Cristiana, e il momento sembra propizio visto l’ ‘affanno’ del Paese.
I liberali, nonostante le giuste differenze di identità, sono più avanti in questo progetto che vedrà sull’ara sacrificale Berlusconi e Salvini. Berlusconi per una questione puramente anagrafica, mentre Salvini si è eutanasiato politicamente già da tempo, i suoi aspettano solo che esali l’ultimo respiro per prenderne il posto e togliere il nome nel simbolo.

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