lunedì, 6 Dicembre, 2021

Grillo attacca i presidenti del Parlamento: «Manifestazione della partitocrazia». Boldrini: «Mi stupisco, mai stata iscritta a nessun partito»

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A pochi giorni dal voto di fiducia al «governo dei partiti», così come li concepisce e li critica, Beppe Grillo, questa volta, prende di mira i nuovi presidenti del Parlamento, Laura Boldrini e Piero Grasso definendoli «la più moderna manifestazione della partitocrazia: foglie di fico, brave persone accuratamente selezionate per coprire personaggi che sanno benissimo di essere impresentabili, ma che in questo modo continuano a sopravvivere». Secondo il leader del Movimento5Stelle i due presidenti del Parlamento «non sono stati democraticamente scelti, ma sono stati nominati e inseriti nelle liste direttamente dai rispettivi capi Vendola e Bersani». Immediata e severa è arrivata la replica del neopresidente della Camera, Laura Boldrini.

DURI COMMENTI CONTRO BOLDRINI E GRASSO – Secondo Grillo «nella democrazia bersaniana non servono votazioni, basta nominare le “persone giuste” e farle ratificare dall’assemblea per acclamazione. Porcellum style. L’assemblea ha accolto la proposta con degli applausi all’annuncio dei nomì. Togliattiane reminiscenze». Questa la conclusione dell’attacco contro la scelta di Grasso e Boldrini a guidare i due rami del Parlamento.

LA REPLICA DI BOLDRINI – Immediata la replica del neopresidente della Camera, Laura Boldrini: «Mi stupisce che Beppe Grillo possa dire queste cose: le sue sono considerazioni fuori luogo». «La mia storia parla per me – ha proseguito – non sono mai stata iscritta a nessun partito» ha concluso il presidente di Montecitorio.

L’AFFONDO DI GRILLO – Dopo le bordate ai presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama, Grillo si è scagliato contro presunte «orde di trolls, fake e multinick» che, da mesi – a suo dire – «scrivono con regolarità dai due ai tremila commenti al giorno sul blog. Qualcuno evidentemente li paga». Il comico genovese ha inoltre accusato telegiornali e talk show di fare «lerci e studiati “copia e incolla”». Per quelli che sul sito appelli al M5s affinchè facciano nascere un esecutivo o alimentano le polemiche interne, Grillo non ha risparmiato parole dure, definendoli «schizzi di merda digitali». L’ennesima conferma che per il dialogo e il confronto c’è sempre meno spazio. Qualora ve ne fosse mai stato.

Silvia Sequi

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