domenica, 26 Settembre, 2021

GRILLO OFFENDE L’ART.21 E POI PARLA DI DEMOCRAZIA

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Beppe-Grillo-M5S

Grillo ce l’ha sempre in testa. Ne è ossessionato come una falena dalla luce. Ci gira intorno e poi ci va a sbattere contro. La stampa. Dimentico dell’art. 21 che ne tutela la libertà e ne sancisce i limiti, Grillo continua a professarsi il messia della democrazia dal basso, partecipativa, condivisa anche e proprio grazie ai media e poi ci sputa sopra. Li demonizza, farnetica sul loro occulto controllo da parte dei partiti, li evita come la peste. Sarà che non accetta il confronto, le seconde domande dei cronisti, quelle scomode. Accusa Canale 5 di aver “falsificato la realtà” con una intervista ad un falso attivista del M5S. E’ lo spunto per sottolineare il “lavoro di sputtanamento” della stampa nei confronti del MoVimento. Sono “pagati dai partiti”, afferma il leader ‘a cinque stelle’. “L’accanimento delle televisioni nei confronti del M5S ha raggiunto limiti mai visti nella storia repubblicana, è qualcosa di sconvolgente, di morboso, di malato, di mostruoso, che sta sfuggendo forse al controllo dei mandanti”, scrive sul blog.

ATTENTI AL LUPO – Grillo inneggia alla trasparenza grazie alle nuove tecnologie e poi tiene la prima riunione con i grillini neoeletti a porte chiuse: in rete solo la presentazione-farsa stile primo giorno di scuola e dopo un’ora la diretta web si “impalla”. Cita “il folle assalto all’albergo Universo a Roma dove si sono incontrati lunedì scorso i neo parlamentari del M5S”. “Scene da delirio – aggiunge – Questa non è più informazione, ma una forma di vilipendio continuato, di diffamazione, di attacco, anche fisico, a una nuova forza politica incorrotta e pacifica”. Invita, perciò, i militanti a stare “attenti al lupo”. Grillo raccomanda ai suoi di astenersi dal comunicare con la stampa e tenere soltanto il contatto con i propri sostenitori sui social network, ma poi questi postano su Fb il medesimo messaggio-fotocopia. Poi supera se stesso. Non si fida più dei suoi stessi sostenitori, teme che qualcuno abbia l’arroganza di dire la propria e magari metterci la faccia. Li “scomunica” tutti tranne i due capigruppo M5S. Due sono molto più facilmente “controllabili” del popolo grillino: “Lunedì sono stati eletti dai gruppi parlamentari del M5S per i prossimi tre mesi due capigruppo portavoce, Roberta Lombardi per la Camera e Vito Crimi per il Senato – spiega – Loro sono stati titolati a parlare dopo aver discusso e condiviso i contenuti con i componenti del gruppo”.

TECNOLOGIA TAROCCA – Esalta le nuove tecnologie come la panacea che garantisce la democrazia partecipativa, ma poi utilizza un sito con una tecnologia stravecchia, monodirezionale, lui parla e tutti gli altri abboccano all’amo. Ma il suo obiettivo sono le Tv che a suo dire “sono in mano ai partiti”: “Questa è un’anomalia da rimuovere al più presto”, sottolinea. Propone di “creare una sola televisione pubblica, senza alcun legame con i partiti e con la politica e senza pubblicità. Le due rimanenti – conclude – possono essere vendute al mercato. Ma è necessario rivedere anche i contratti di concessione per le televisioni private e definire un codice deontologico al quale devono attenersi”.

GIU’ LE MANI DALL’ARTICOLO 21 – Peccato che Grillo si sia dimenticato le ragioni storiche che portarono i padri costituenti alla scrittura della nostra Carta e uno su tutti l’art. 21 che promuove e tutela la libertà di stampa, pilastro, quella sì, della nostra democrazia. Però ricorda alla stampa internazionale per, ovviamente, parlare a quella nostrana: “Se noi falliamo, l’Italia sarà guidata dalla violenza nelle strade”.

Lucio Filipponio

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