mercoledì, 12 Maggio, 2021

Grillo: piegatevi ai diktat o “volerete via”

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Oltre che comico, Beppe Grillo si riscopre anche cantante. Di cover in questo caso. Attraverso le strofe della “Canzone per l’estate”, richiamate in un editoriale de “La Settimana” scaricabile dal sito del comico, Grillo sembra proprio rivolgersi a Giovanni Fava, il consigliere regionale del M5S in rotta con il “leader maximo” a seguito del famoso “fuori onda” trasmesso da La7. Che sia un messaggio all’ex enfant prodige, invitato a volare via verso il Pd dopo il fuori-onda in cui accusava Grillo e lo spin doctor Casaleggio di despotismo? Favia questa sera ha deciso di “disubbidire” nuovamente al comico genovese presentandosi in televisione ospite di Otto e Mezzo.

Pruderie a parte, che poi sono il pepe della strategia grillina, sembra chiaro che il comico non abbia intenzione di affrontare seriamente il tema della democrazia all’interno del Movimento di cui è fondatore, volto, anima e unico leader carismatico. Altro che democrazia via internet. Non si era mai visto che il leader di un movimento politico proibisse esplicitamente ai suoi membri di partecipare a dibattiti televisivi. Insomma la società italiana sembra davvero essere stata infettata moralmente dal virus della personalizzazione. Dove c’erano idee oggi ci sono uomini, dove c’erano proposte politiche ora ci sono retoriche populiste, dove c’era il dibattito approfondito oggi il sensazionalismo dei clip su youtube.

Il fuori onda di Favia ha posto il problema della democrazia, ma anche dell’influenza della comunicazione rispetto al suo funzionamento: in un mondo fatto di relazioni sempre più frammentare, di informazioni sempre più disponibili in una quantità tale da non poter essere metabolizzate e di frammentarietà, la rete, potenzialmente un grande strumento di partecipazione e di democrazia, mostra il suo lato oscuro fatto di manipolazione. Il compito di un movimento politico dovrebbe essere proprio quello di creare un ordine dove è il caos, aiutando a ricomporre i pezzi per “spiegare” il mondo. Difficile però parlare di democrazia se è vero, come dice Favia, che un esperto di comunicazione come Casaleggio, «spietato vendicativo,» è «la vera mente» dietro la strategia grillina sin dal primo momento. Viene da chiedersi quanto le strategie di comunicazione possano sostituire i contenuti politici.

Roberto Capocelli 

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1 commento

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    Grillo ha guadagnato almeno tre voti (giusto sentendo quello che dicevano tre persone nei corridoi).

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