lunedì, 21 Giugno, 2021

Guerriglia urbana per Salvini a Napoli

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Dopo aver creato gli scontri all’interno del governo, Salvini riesce anche a far scoppiare gli scontri in piazza. Ieri sera, mentre in Prefettura, dopo la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, si svolgeva la conferenza stampa del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che è anche il capo della Lega Nord, in piazza del Plebiscito a Napoli c’è stato uno scontro tra gli attivisti dei centri sociali e le forze dell’ordine. Oltre cento agenti di polizia e carabinieri in assetto antisommossa hanno caricato i manifestanti che hanno lanciato transenne e fumogeni contro i poliziotti.
Un funzionario è stato ferito alla testa e portato in ospedale, poi gli attivisti hanno abbandonato il presidio in piazza del Plebiscito.
Un corteo con migliaia di persone, è partito da largo Berlinguer con l’intenzione di raggiungere il palazzo della Prefettura, attraversando una Napoli che inalberava sui balconi striscioni contro Salvini. Proprio in testa al corteo in uno striscione c’era scritto: “Questa Lega è una vergogna”, citazione di una famosa canzone di pino Daniele ricordata dal fratello dell’artista scomparso.
Con pupazzi e maschere di Zorro, slogan e frasi ironiche, cantando ‘Bella ciao, il corteo è passato da via Toledo. Molti gli striscioni contro il segretario della Lega tra cui ‘Salvini via da Napoli’. In strada, assieme agli attivisti dei centri sociali tra cui Insurgencia ed Ex Opg Occupato Je so pazzo e gli esponenti di Potere al Popolo, c’è stata anche la ‘Rete Napoli Senza Confini ed anche membri dei Cobas. Gli attivisti di Insurgencia avrebbero appeso delle magliette della Lega ad un filo a due lampioni in via Toledo con scritte contro Salvini e la frase ‘Napoli non si lega’. Molte le accuse mosse a Salvini tra cui quella gridata al megafono da attivisti: “Nel cosiddetto decreto spazza clan non si dice niente delle mafie e ci si preoccupa di fare multe a chi salva i migranti”. In strada anche un manifestante con un cane vestito da uno striscione con la frase ‘lega uguale mafia’.

In piazza Plebiscito il corteo è stato fermato dal cordone della Polizia. Ne sono seguiti momenti di forte tensione, durante i quali le forze dell’ordine hanno contenuto l’avanzata dei manifestanti. Poi, lo scontro a Napoli con le forze dell’ordine nei pressi del palazzo della Prefettura.
La polizia ha effettuato una carica per allontanare i manifestanti che hanno lanciato delle transenne e dei fumogeni contro i poliziotti. L’ingresso della Prefettura di Napoli è stato protetto da una doppia linea di transenne e dagli agenti in assetto antisommossa, due dei quali con i cani.
Il portavoce dell’associazione nazionale funzionari di polizia, Girolamo Lacquaniti, ha commentato quanto accaduto ieri a Napoli: “Gli scontri di Napoli, il sangue del collega ferito, le piazze ogni giorno più violente sono la prova tangibile della necessità di abbassare i toni, da parte di ognuno e ciascuno, per evitare una escalation che danneggia, più di tutti, il Paese. Ribadiamo che ogni parola, ogni frase che contiene elementi di violenza è destinata a trasformarsi, nelle manifestazioni, in pietre e sprangate. Per questo siamo costretti a richiamare tutti i contendenti, senza distinzione alcuna di colore e appartenenza, ad usare nelle loro dichiarazioni il massimo senso di responsabilità. Da parte nostra, come associazione nazionale Funzionari di Polizia, speriamo che il volto insanguinato del nostro collega, rappresenti un monito sufficiente per tutti. Solo così, quelle ferite, avranno almeno un senso: quello di evitare altre inutili giornate di violenze fine a se stesse”.
Nervosismo anche in Prefettura, durante la conferenza stampa, quando a Salvini è stato chiesto se non lo preoccupino, come ministro e anche come leader della Lega, sia l’arresto per corruzione del sindaco leghista di Legnano, sia l’indagine a carico di Forza Nuova e Casa Pound, movimenti vicini alla Lega e a Salvini, per i reati di odio razziali.
Il ministro Salvini ha risposto ai cronisti: “Lo dite voi che sono vicini a me. Io ho strafiducia nella magistratura, qui siamo tutti innocenti fino a terzo grado di giudizio”.
Poi, commentando anche l’inchiesta aperta nei suoi confronti dalla Corte dei Conti per l’utilizzo dei voli di Stato, ha detto: “Tornerò non più in aereo ma in bicicletta, uso l’aereo per lavorare non per venire a mangiare una pizza sul Lungomare”.
Salvini ha risposto duramente anche al capo politico grillino Luigi Di Maio che si era detto imbarazzato per alcune uscite della Lega. “Non capisco l’imbarazzo, non sono andato mica io ad incontrare i Gilet Gialli che fanno devastazioni. Non rispondo agli insulti né delle opposizioni né di quelli che dovrebbero essere alleati.
Faccio il ministro dell’Interno e vado avanti. Nei miei confronti e del movimento che ho l’onore di rappresentare c’è in corso un attacco che non ha eguali negli ultimi 20 anni”.
Le proteste a Napoli non sono state ‘fine a se stesse’, e forse, ci vorrebbe anche qualcuno che ricordasse a Salvini, non solo qualche principio della dinamica (ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria), ma anche qualche principio di onestà comportamentale. Invece, dopo essere stato accusato da più parti per le ‘sue malefatte’, assume sempre quegli atteggiamenti vittimistici che abilmente sa cucirsi addosso.

Salvatore Rondello

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