giovedì, 29 Luglio, 2021

I Cinque stelle protestano sui vitalizi, ma la legge applicata é la loro

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L’articolo 18 bis della legge sul reddito di cittadinanza precisa le fattispecie di reati per i quali la condanna comporta la sospensione del contributo previdenziale. Sono quelli mafiosi, terroristici, e riguardano anche coloro che sono fuggiti o si sono resi latitanti. Come tutte le leggi anche questa, peraltro, non ha effetto retroattivo. La legge é del 28 gennaio 2019. La delibera Boldrini-Grasso, sollecitata dai Cinque stelle, é del 2015 e sospende invece il vitalizio ai parlamentari che abbiano ricevuto una condanna superiore ai due anni. I costituzionalisti hanno più volte precisato che non é possibile approvare un supplemento di condanna con una delibera degli uffici di presidenza di Camera e Senato, ma solo con una legge che modifichi quella precedente. Così siamo arrivati al paradosso che oggi vengono riconsegnati i vitalizi sospesi grazie alla legge sul Reddito di cittadinanza (si può obiettare che introdurre pene supplettive in una legge che non c’entra nulla con l’oggetto deliberato é alquanto discutibile, ma tant’é). Dunque oggi i vari Buffagni e Taverna che si agitano pronunciando frasi offensive verso la commissione giurisdizionale del Senato che ha stabilito la doverosa corrispondenza delle norme decise dai due uffici di presidenza con quelle stabilite per legge dovrebbero prendersela con loro stessi. A meno che non sappiano nemmeno quello che hanno votato. E questo é assai probabile.

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