venerdì, 23 Luglio, 2021

I gattopardi e il ‘conte’ bau bau

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Promosso da Grillo, che gli ha concesso l’investitura da capetto del Movimento 5Stelle, ecco che Conte, ancor prima delle prossime votazioni ufficiali grilline, comincia ad ‘abbaiare’ con un ringhietto al Capo del Governo: i principi fondanti del Movimento pentastellato non si toccano! Nello specifico il riferimento è soprattutto alla Giustizia, al Reddito di Cittadinanza ed al resto che non si è compreso bene cosa fosse perché, appunto, piagnucolava. Mi chiedo come si faccia a non capire che tutta questa sceneggiata dei 5Stelle è stata preordinata e concordata, minuto per minuto, fino ad arrivare alle soglie del semestre bianco: un crocevia di parole copiate ‘paro paro’ dalla Novecentesca Democrazia Cristiana che si vuole traghettare in pompa magna in questo secolo! Mi chiedo anche se davvero Giuseppe Conte abbia pianificato, in teatrale armonia con Beppe Grillo, tra una spigola e un Vermentino, di fingere una potenziale crisi di governo con la storia della riforma della giustizia, ed una volta eletto Mario Draghi al Quirinale, tornare nuovamente a Palazzo Chigi ed affrontare le elezioni politiche del 2023 dal ponte di comando della nave Italia. Un progettino che ovviamente non partorisce dalla sua testa, ma da quell’universo gattopardesco che governa da sempre il Bel Paese. Gente ‘indolente’ che, come è noto, sostiene di voler cambiare tutto per non cambiare mai nulla e…vivere tranquilla: ora promettendo la scarpa destra per bocca di Lauro a Napoli, ora promettendo la scarpa sinistra, sempre a Napoli, per bocca di Di Maio. Non ci sono ideali, tantomeno pulsioni emotive, Conte è un passacarte a sangue freddo, sempre tranquillo…tanto mica decide lui! Eppure era solo ieri, quando il potente Nicola Zingaretti sponsorizzava Giuseppe Conte come uomo di riferimento della ‘Sacra Alleanza di Sinistra’. Tutto si fermò perché il Governo Draghi non avrebbe potuto lavorare senza il sostegno della quasi totalità dell’arco parlamentare: concordarono perfino che Fratelli d’Italia rimanesse fuori dall’Esecutivo per dargli quel tocco di credibilità in più! E il Partito Democratico cosa ci azzecca con lo scudo crociato, per dirla alla Di Pietro? Beh, il PD è per definizione la Democrazia Cristiana di Sinistra, al punto che per evitare equivoci pregarono Bersani di farsi da parte, perché creava dubbi sulla effettiva identità del Partito, e la sua faccia non reggeva nemmeno alla prova di democristiano di sinistra sinistra. E Berlusconi? Berlusconi è sempre stato il Centro che guardava a Destra, avete dimenticato l’endorsement a Fini? E come la mettiamo con la Lega di Salvini? Salvini e Giorgetti hanno giurato in gran segreto, e già da mesi si sono iscritti alla Democrazia Cristiana: rigorosamente corrente di destra destra. Ma il Partito di Fratelli d’Italia che ruolo avrà in tutto questo? Come che ruolo avrà, ma vi rendete conto cosa significhi per la Meloni, in termini di potere, essere all’opposizione con un’altissima percentuale a due cifre in uno dei Paesi più importanti del mondo? Ora, non vorrei chiudere questo pezzo con una metafora bersaniana, ma non è che i Gattopardi siano qui a pettinar le bambole!

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