martedì, 3 Agosto, 2021

I molti lati oscuri del caso di Alexei Navalny

0

Il caso di Alexei Navalny, l’attivista russo, avversario di Putin, ricoverato nell’ospedale di Omsk, in Siberia, dopo un malore che lo aveva colpito in aereo, presenta molti lati oscuri. L’ipotesi più probabile, secondo i suoi sostenitori e vari media occidentali è che sia stato avvelenato con una sostanza contenuta in una bevanda ingerita prima della partenza. Cosa del resto abbastanza simile a quelle già capitate a persone entrate nel mirino dei servizi segreti russi. Navalny e’ da poco uscito in coma indotto da Omsk ed anzi le sue condizioni gli hanno permesso di essere trasportato in un ospedale tedesco secondo le richieste che erano state fatte dalla moglie Yulia, che in tal senso aveva anche scritto una lettera al Presidente russo, e da alcuni leader europei. Dopo le incerte dichiarazioni dei medici russi che lo avevano in cura sulla causa del suo malore, sicuramente qualche notizia più chiara verrà dall’ospedale Charlie di Berlino dove è stato trasportato. Se venisse confermato l’ avvelenamento da una parte le indagini porterebbero a identificare i responsabili nei suoi principali nemici politici e cioè i sostenitori ufficiali o ufficiosi di Vladimir Putin ma dall’altra indubbiamente rifletterebbero un’azione imperfetta e non arrivata a togliere definitivamente di mezzo l’attivista. Un avvertimento forse ma non nello stile del servizio segreto russo che non lascia scampo ai suoi obiettivi. Poi la decisione, ufficialmente dei medici di Minsk, ma presa con il consenso di Putin, di permettere il trasferimento a Berlino denota o la certezza che la diagnosi escluda l’ avvelenamento o una notevole fragilità del Cremlino che in altre circostanze mai avrebbe ceduto su questo punto. In queste stranezze si inserisce anche l’intervento di Yevgeny Prigozhin, facoltoso sostenitore di Putin, che si e offerto di pagare le spese per le cure a Navalny nell’ ospedale di Minsk, convinto che il malore dell’ attivista fosse stato provocato dall’aver ingerito volontariamente della vodka con barbiturici. Fatto sta che questo avvenimento si e’ accavallato con la drammatica situazione in Bielorussia ed è stato oggetto di un vertice tra Macron e la Merkel avvenuto a Bregancon, residenza estiva del Presidente francese. I due leader hanno cercato di convincere Putin a abbandonare le sorti di Lukashenko, per il momento inutilmente, ma hanno ricevuto un segno di disponibilità al dialogo con la concessione del trasporto di Navalny a Berlino. Soprattutto il nuovo attivismo in politica estera di Angela Merkel induce a pensare che la Bielorussia non possa più essere trattata da Mosca come un semplice suo fatto interno e che l’opposizione a Putin oltre a Navalny possa contare su numerosi esponenti e su una discreta base popolare, seguita anche all’estero ,anche se non ancora in grado di organizzare manifestazioni di protesta come l’ultima clamorosa a Minsk ma di fare sentire il suo peso nelle prossime elezioni di settembre.

 

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply