lunedì, 20 Settembre, 2021

I prigionieri italiani in Texas; Le grandi famiglie; Lo specchio di alice; Il senso del ritorno

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SFORBICIATE LIBRI – Credo che pochi, soprattutto fra i giovani ,sappiano che nel corso della seconda guerra mondiale ,oltre cinquantamila militari italiani sono stati catturati dagli americani e trasferiti negli Usa,fra il 1940 e il 1943. Ora uno studioso ,Flavio Giovanni Conti ,ha pubblicato per Il Mulino un libro per raccontare questa storia. Il titolo è “Hereford” ,dal nome della località nel deserto del Texas ,dove erano rinchiusi oltre tremila prigionieri italiani. Ricordiamo innanzitutto che i militari italiani prigionieri nell’ultima guerra sono stati circa un milione e 200 mila, di cui la metà catturati dai tedeschi e l’altra metà dagli alleati. L’autore da anni si dedica a queste ricerche , forse troppo trascurate dagli storici, pubblicando vari libri. Quello di cui ci occupiamo riguarda i prigionieri non cooperatori in Texas. In parte rimasti fedeli al fascismo, ma la maggior parte avevano convinzioni politiche diverse. Tremila ( dei 51 mila) non cooperatori vennero concentrati a Camp Hereford . Il libro contiene una ricchissima documentazione, frutto di un’accurata ricerca dell’autore. Fra i prigionieri vi erano anche personaggi famosi: come Alberto Burri, che iniziò proprio in Texas il suo fortunato percorso artistico, Giuseppe Bert ,che scrisse il suo primo romanzo “Il cielo è rosso”, lo scrittore Giuseppe Berto, il magistrato scrittore Dante Troisi e numerosi giornalisti.

 

Storie e segreti delle grandi famiglie italiane

Parliamo adesso delle grandi famiglie italiane, dopo aver letto un libro curioso di una giovane Rossella Monaco: “Storie e segreti delle grandi famiglie italiane” (Newton Compton editori). Il libro è affascinante perché si occupa delle famiglie Agnelli, Florio, Feltrinelli, Fermi, Matteotti, FaLck, Olivetti, Lauro, Laterza, Gucci, Versace, Trussardi, Tanzi, Caprotti, Marzotto, Del Vecchio e di altre. Ma il libro ha qualche neo. La giovane traduttrice, ora neo scrittrice, si occupa infatti “solo” di particolari curiosi, drammatici o tragici, utilizzando quasi sempre una unica fonte ,per ciascun personaggio o famiglia (un libro o giornali). La vicenda raccontata è quindi lo specchio di una sola versione e quindi non rappresentativa di tante altre verità esistenti che caratterizzano quasi sempre una storia. Il libro è comunque interessante perché incuriosisce per le tante notizie non inedite, ma certo poco conosciute dal grande pubblico.

 

Oltre lo specchio di Alice

Guerini e associati ci propone, invece, un tema di grande attualità: come governare l’innovazione nella nostra epoca. Se ne occupa un “vecchio leone” della politica e dell’economia: Piero Bassetti   (Milano,1928), con un curriculum lungo un chilometro di presidenze di istituzioni (primo presidente della Regione Lombardia),di camere di commercio, Ipalmo, università, oltre che deputato, ecc. In questo nuovo saggio (“Oltre lo specchio di Alice”) l’autore ci spiega le ragioni dell’innovazione “come forza politica”. Vi chiederete: ma che c’entra Alice ? Bassetti dice giustamente: il vecchio assetto va tramontando. Oggi assistiamo al trionfo dell’algoritmo, al potere dei social, alle rivoluzioni delle scienze della vita e della fisica quantistica…Come Alice abbiamo spiccato il salto oltre lo specchio per approdare nel paese delle meraviglie. Una immagine fantastica per visualizzare la constatazione che la vecchia strumentalizzazione del potere, le sue usurate regole, non reggono più, in un mondo trasformate dall’innovazione e dal glocalismo. Le riflessioni di un novantenne sono di grande attualità : mi sembra di rivivere le suggestioni di un Piero Bassetti quando sognava, negli anni ’60,di collegare Milano, col Po, con un sistema di canali sino al mare Adriatico, approdando a Venezia. Un sogno ancora oggi di grande attualità.

 

I racconti del ritorno

Infine, una riflessione sulla letteratura con un suggestivo libro di Alessandro Vanoli (“I racconti del ritorno”, Feltrinelli ).Vanoli, oltre che scrittore è anche uno storico. Egli spiega in questo racconto il significato profondo del ritorno da un viaggio, ”carico di ricordi, nello sforzo di far coincidere ciò che si è vissuto con il senso della vita precedente”. Parlare del ritorno significa anche parlare di sé stessi, dell’età matura e fare i conti con sè stessi”. Non è però tutto triste, tale da pensare alla fine della vita, se non addirittura al suicidio. Per spiegare meglio il senso di questa riflessione Vanoli fa riferimento all’Odissea, nelle grandi storie di Ulisse e Agamennone, ma anche nelle spedizioni avventurose di Cristoforo Colombo e in quella suggestiva di Neil Armstrong che vide la Terra dalla Luna. C’è di che riflettere, quindi.

Aldo Forbice

Aldo Forbice

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