venerdì, 7 Maggio, 2021

I punti cardinali della Ue per la digitalizzazione

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La Commissione europea ha presentato le nuove linee guida sulla trasformazione digitale entro il 2030, ritenendola fondamentale anche ai fini della transizione verso un’economia a impatto climatico zero, circolare e resiliente.
L’Ue vorrebbe conseguire la sovranità digitale in un mondo aperto e interconnesso e perseguire politiche per il digitale che conferiscano ai cittadini e alle imprese l’autonomia e la responsabilità necessarie per conseguire un futuro digitale antropocentrico, sostenibile e più prospero.
Per raggiungere l’obiettivo, bisognerà intervenire sulle vulnerabilità e accelerare gli investimenti.
Secondo quanto è riportato in un comunicato: “La comunicazione pubblicata oggi propone una serie di principi digitali, di varare rapidamente importanti progetti multinazionali e di preparare una proposta legislativa che stabilisca un quadro di governance solido per monitorare i progressi compiuti: la bussola per il digitale”.
Secondo quanto è stato spiegato da Bruxelles, questa bussola è concepita attorno a quattro punti cardinali.
Primo: cittadini dotati di competenze digitali e professionisti altamente qualificati nel settore digitale. Entro il 2030 almeno l’80% della popolazione adulta dovrebbe possedere competenze digitali di base e 20 milioni di specialisti dovrebbero essere impiegati nell’Ue nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Secondo, le infrastrutture digitali sostenibili, sicure e performanti. Entro il 2030 tutte le famiglie dell’Unione dovrebbero beneficiare di una connettività Gigabit e tutte le zone abitate dovrebbero essere coperte dal 5G.
Terzo, la trasformazione digitale delle imprese. Entro il 2030 tre imprese su quattro dovrebbero utilizzare servizi di cloud computing, big data e intelligenza artificiale; oltre il 90% delle Pmi dovrebbe raggiungere almeno un livello di base di intensità digitale.
Quarto e ultimo punto: la digitalizzazione dei servizi pubblici. Entro il 2030 tutti i servizi pubblici principali dovrebbero essere disponibili online, tutti i cittadini avranno accesso alla propria cartella clinica elettronica e l’80% dei cittadini dovrebbe utilizzare l’identificazione digitale (eID).
Ursula Von Der Leyen, presidente della Commissione Ue, ha spiegato: “La pandemia ha dimostrato quanto le tecnologie e le competenze digitali siano fondamentali per il lavoro, lo studio e la vita sociale, mettendo in evidenza gli aspetti che dobbiamo migliorare. Dobbiamo adesso fare di questo decennio il decennio digitale europeo affinché tutti i cittadini e le imprese possano avere accesso a quanto di meglio può offrire il mondo digitale”.
Quindi è necessario al più presto possibile potenziare in Italia l’insegnamento scolastico sul digitale già nella scuola dell’obbligo.
Diventa quindi indispensabile procedere al più presto possibile ad un riforma scolastica.
In tal senso, una proposta socialista è in corso di preparazione, ma la commissione scuola del Psi dovrà affrettarsi.

 

Salvatore Rondello

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