venerdì, 18 Giugno, 2021

Il Covid, lo psicologo e l’avamposto della paura primordiale

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Il suicida ha sempre gravato sulla vita futura della famiglia e soprattutto dei figli, senza considerare che si preclude anche la possibilità di ricevere i Sacramenti. In Italia non è possibile togliersi la vita nemmeno se soffri terribilmente e vivi una malattia inguaribile dove l’unica cosa che ti aiuta è solo la morfina: quando sei in quello stato condizioni la vita dei tuoi cari che dicono di seguirti volentieri e per amore, ma per quanto è amore? Ti senti libero solo se a fatica esci per andare in giro come vivessi un’altra dimensione.
Il Coronavirus, senza clamore, ti permette in poco tempo, seppur con qualche sofferenza, di andartene da questo mondo in assoluta solitudine, di fare i conti con la tua coscienza per la vita che hai condotto, nel bene e nel male.
Un’occasione che non costa una decisione amletica, non devi puntarti un’arma alla testa o fare karakiri con tutto quello che comporta; pensa, come riaprono i bar puoi toglierti la mascherina senza sospetti in piena legalità, e di bar in bar, di aperitivo in aperitivo, puoi girare all’infinito fino all’incontro fatale. Poi non devi andare dal medico o infettare il prossimo quando ti accorgi di avere i primi sintomi, ti chiudi in casa e aspetti, aspetti di lascare questa terra che ti ha dato così tanto, e proprio perché ti ha dato tanto non vuoi approfittare oltre e te ne vai, te ne vai per sempre!
Chissà se qualcuno ci ha pensato, chissà se qualcuno che può scegliere se morire di Covid o di fame ha scelto di morire di Covid, piuttosto che elemosinare un pasto, un vestito o un cartone da stendere in terra per dormire.
Si dice che la speranza sia l’ultima a morire, non lo so, quello che so è che la speranza viaggia con il detto “aiutati che Dio ti aiuta”, ma se vivi in un campo profughi e non hai un nichelino per comperare nemmeno un gratta e vinci, vivi con la speranza di cosa…che ti espiantino solo un rene e non tutti e due?
La speranza, quella vera, almeno quella che intendo io, è in un mondo migliore e per questo devi trasferire la tua anima da un’altra parte con la convinzione di trovare quella pace che cercavi.
Scrivendo così è come se avessi paragonato il Covid al Diavolo, e allora?! Non lo sai che il virus è talmente perfido che ispira anche questi sentimenti per fregarti l’anima? prova a chiederlo agli psicologi super impegnati proprio su questi argomenti…ti risponderanno che il Covid ha rivoluzionato anche la mente della moltitudine di persone che li tengono impegnati da mattina a sera, e quando a tarda sera hanno terminato loro stessi hanno bisogno di un collega che possa aiutarli a ricollegarsi con la razionalità, ed essere pronti a tornare nell’avamposto del pensiero altrui in una sorta di roulette infernale che sembra non finire più.

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