martedì, 22 Giugno, 2021

IL GIORNO DOPO

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Il giorno dopo dichiarazioni e smentite dei gruppi politici per un nuovo Governo Draghi le consultazioni vanno avanti, oggi l’incontro a Montecitorio con il gruppo Maie del Senato e Leu, Iv, Fdi, Pd e Fi. Domattina sono attesi Lega e M5s.
E mentre il presidente incaricato incassa la fiducia di ITalia Viva e molti dubbi da Leu che non vorrebbe entare in un esecutivo con la Lega, la partita più importante resta quella con il Movimento 5 stelle, atteso dalle consultazioni nella giornata di sabato. Al meeting fra i pentastellati e Draghi potrebbe partecipare anche Beppe Grillo, arrivato a Roma per seguire da vicino i giorni caldi della crisi di governo. Dopo il no iniziale, sono sempre più consistenti i segnali distensivi da M5s, corroborati anche dal ‘discorso del tavolino’ di Conte. Intanto a Roma è giunto anche Davide Casaleggio: ha sostenuto che c’è consenso per far passare da un voto degli iscritti a Rousseau la possibilità di appoggiare un governo guidato dall’ex presidente Bce.
Forza Italia fa sapere che il presidente Silvio Berlusconi non potrà partecipare oggi, suo malgrado, alle consultazioni del Presidente incaricato. Lo ha comunicato lui stesso al professor Mario Draghi, in un lungo e cordiale colloquio telefonico, nel quale gli ha espresso il suo rammarico – spiega FI -, e gli ha anticipato la posizione di Forza Italia che gli sarà illustrata nel pomeriggio dalla delegazione composta dal vicepresidente Tajani e dalle capigruppo Bernini e Gelmini. Forza Italia non metterà paletti, così come il Pd, con il segretario Nicola Zingaretti che ha annunciato che non metterà paletti al perimetro della maggioranza perché è “compito di Draghi”, mentre i dem “offriranno i contenuti”. E sulla situazione nella quale Matteo Renzi ha costretto il suo ex partito scatenando la crisi ha sottolineato: “Ricordo che il giorno del giuramento del Conte 2 Renzi fondò un partito con l’obiettivo dichiarato di distruggere il Pd, noi oggi cresciamo mentre il partito di Renzi è inchiodato al 1,5-2 per cento”.
Il Quirinale segue con attenzione, seppur a debita distanza, l’evoluzione della situazione politica dopo l’incarico a Mario Draghi. Il presidente Sergio Mattarella ovviamente osserva il dispiegarsi delle diverse dichiarazioni che si susseguono da tutte le forze politiche. In queste ore al Colle si registra un moderato ottimismo sulla possibilità di una soluzione della crisi.

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