lunedì, 21 Giugno, 2021

Il Giro d’Italia è di Egan Bernal

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TAPPA VENTUNO –  Il nome di Bernal è stato appena inciso con il pantografo sul Trofeo Senza Fine, la coppa che spetta al vincitore del Giro d’Italia.
Il trofeo è un nastro d’oro avvolto a spirale che porta incisi i nomi di tutti i vincitori della Corsa Rosa. Ogni anno ne viene aggiunto uno e la spirale si allunga ancora un po’ verso l’alto.
Egan Bernal alza il Trofeo Senza Fine e lo abbraccia a lungo.
Il commentatore della televisione colombiana piange in diretta, nell’aria risuona “Oh Gloria Inmarcesible!”, l’inno colombiano che ha la musica composta da Oreste Sindici, musicista italiano nativo di Ceccano emigrato in Colombia a metà dell’Ottocento.
In alto, le oltre tremila quattrocento statue abbarbicate tra le guglie del Duomo prendono anche loro il sole che una bella giornata primaverile ha regalato ai milanesi.
Tra le statue se ne trovano alcune dedicate allo sport ma nemmeno una consacrata al ciclismo.
Scolpiti nella pietra ci sono ad esempio i ritratti dei pugili Primo Carnera detto “la montagna che cammina” e dell’eclettico Erminio Spalla, primo pugile italiano a conquistare il titolo di campione europeo e poi attore, scultore e cantante lirico. Vittorio De Sica lo scelse per il ruolo del barbone Gaetano nel film Miracolo a Milano, con Dino Risi girò “Poveri ma belli” e “Il mattatore”.
Gli scalpellini nel corso dei secoli hanno modellato sulle pareti del Duomo anche racchette da tennis, palloni da rugby e scarponi da montagna ma nessuna bicicletta.
Le biciclette sono giù in piazza e stanno facendo festa dopo aver concluso l’edizione 104 del Giro d’Italia.
Quella di oggi è stata una tappa a cronometro di poco più di trenta chilometri, da Senago a Milano.
Ha vinto Filippo Ganna e con la vittoria di oggi diventa il primo ad aver vinto cinque cronometro consecutive al Giro d’Italia.
E’stata la cronometro degli imprevisti.
Filippo Ganna ha dovuto cambiare la bicicletta dopo aver forato una ruota su un tombino, Remi Cavagna è andato dritto in una delle ultime curve facendo un bel capitombolo quando il cronometro lo accreditava molto vicino al tempo di Ganna, Matteo Sobrero si è trovato la strada chiusa dall’ammiraglia del corridore che lo precedeva e per questo è sfumato un prestigioso terzo posto di tappa.
I migliori della classifica generale sono andati come tutti avevano previsto. Damiano Caruso ha rosicchiato altri trenta secondi ad Egan Bernal chiudendo in bellezza il suo Giro d’Italia. Egan Bernal si è gestito bene e non ha preso alcun rischio, Simon Yates ha perso altri secondi dai due ma non il terzo posto in classifica generale.
La Maglia Azzurra del Gran Premio della Montagna va al francese Geoffrey Bouchard e la ciclamino della Classifica a Punti viene assegnata a Peter Sagan, che contrariamente ad altri velocisti non è scappato dal Giro all’apparire delle grandi montagne.
E’ stata bella la Corsa Rosa del 2021, con tanta gente tornata ad applaudire a bordo strada e tante storie da raccontare.
Potremmo narrare della voglia di vincere di Remco Evenepoel, elogiato da tutti troppo e troppo in fretta, non ancora all’altezza di un grande Giro. Ci sarebbe la storia di Attila Valter, il giovane ungherese che ha onorato la Maglia Rosa con tutte le sue forze. Andrebbe ricordata ancora una volta l’impresa sullo Zoncolan del giovane Lorenzo Fortunato. Dovremmo raccontare alla gente della serietà di Vincenzo Nibali, che nonostante tanti guai fisici ed un distacco abissale dal podio è rimasto in corsa fino all’ultimo giorno ad onorare il Giro d’Italia.
Sicuramente alcuni dei momenti più belli ce li hanno regalati i gregari, quelli che mettono il proprio talento, l’impegno ed il sacrificio al servizio di un obiettivo comune. Di solito sono splendidi perdenti che pedalano all’ombra dei loro capitani ma a volte la strada ricambia tutta quella fatica e gli consente di diventare splendidi protagonisti anche per le telecamere, per i social ed i microfoni.
Tutto questo è successo certamente a Damiano Caruso, è accaduto al “Rosso di Buja” Alessandro De Marchi che è arrivato alla Maglia Rosa, si è verificato per Daniel Martinez sempre presente al fianco di Egan Bernal nei momenti più delicati.
In 143 sono arrivati in fondo. L’ultimo in classifica è il veronese Riccardo Minali, staccato da Egan Bernal di oltre cinque ore e mezza. Per correre in bicicletta è emigrato in Belgio. Anche lui ha preso la pioggia ed il freddo come Bernal, ha superato i 47.000 metri di dislivello di questo Giro d’Italia come Caruso, ha superato ogni avversità stringendo i denti come Yates.
Il grande ciclismo si sposta oltralpe per il Giro del Delfinato. Poi ci sarà il Tour de France.
“Serve dunque una faccenda stramba e assurda come il Giro d’Italia in bicicletta? Certo che serve, è una delle ultime città della fantasia, un caposaldo, del romanticismo, assediato dalle squallide forze del progresso e che rifiuta di arrendersi. Guardateli mentre pedalano. Pedalano tra campi, colline e selve. Essi sono pellegrini in cammino verso una città lontanissima che non raggiungeranno mai simboleggiando in carne e ossa, come in un quadro di pittore antico, la incomprensibile avventura della vita. E questo è romanticismo puro. Sono dei cavalieri erranti che partono a una guerra senza terre da conquistare e i giganti loro nemici assomigliano ai famosi molini a vento di Don Chisciotte, non hanno membra e volti umani, si chiamano distanza, grandi d’inclinazione, sofferenza, pioggia, paura, lacrime e piaghe. E anche questo è romantico abbastanza.” (Dino Buzzati)

 

21° TAPPA – DA SENAGO A MILANO per 30,3 chilometri
ORDINE DI ARRIVO
1) Filippo Ganna in 33’48”
2) Rémi Cavagna +12”
3) Edoardo Affini +13”
4) Matteo Sobrero +14”
5) Joao Almeida +27”
6) Maximilian Walscheid +33”
7) Alberto Bettiol +34”
8) Jan Tratnik +42”
9) Gianni Moscon +44”
10) Iljo Keisse +47”

 

CLASSIFICA GENERALE FINALE
1) Egan Bernal in 86h17’28”
2) Damiano Caruso +1’29”
3) Simon Philip Yates +4’15”
4) Aleksandr Vlasov +6’40”
5) Daniel Martinez +7’24”
6) Joao Almeida +7’24”
7) Romain Bardet +8’05”
8) Hugh John Carthy +8’56”
9) Tobias Svendsen Foss +11’44”
10) Daniel Martin +18’35”

 

 

 

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