domenica, 28 Novembre, 2021

Il mio saluto ai sei Martiri di Vampadore

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Vampadore, martiri perché i torturatori nazifascisti infierirono crudelmente sui partigiani prima della fucilazione dei sei martiri. Io sono testimone di queste infami crudeltà, per avere udito le loro strazianti grida di dolore che non fanno onore alla PATRIA DI CESARE BECCARIA, che fu barbaramente e
ingiustamente usurpata dai fascisti della Repubblica di Salò, nemici della
democrazia e della libertà.
Con i SEI MARTIRI DEL VAMPADORE ho vissuto le ultime ore della loro
gloriosa esistenza terrena e credo di aver capito perché hanno affrontato con grande coraggio e determinazione la loro prova più difficile, ignorando certe vicende belliche come le brutali e barbare rappresaglie di Rodi Cefalonia e Sant’Anna di Stazzema e di tutte le stragi, vicende e crimini dei lager nazisti che avrebbero potuto motivare molto più fortemente la loro lotta contro l’invasore nazista e contro i complici fascisti: dovevano riconquistare con la lotta le libertà costituzionali dello STATUTO ALBERTINO, usurpate dalle leggi liberticide di Mussolini, con la complicità di Casa Savoia.
A questi nostri martiri, gloriosi martiri della TERRA VENETA, dobbiamo una
immensa gratitudine: hanno generosamente contribuito a liberarci dal tallone
nazifascista. La loro gloriosa rivolta contro gli invasori hitleriani e i loro fiancheggiatori fascisti permise di riconquistare la libertà e la democrazia a prezzo di sofferenze atroci. Non si deve mai lasciare incustodito il loro prezioso patrimonio di valori e di fedi da loro ereditate.
Sono presenti nella nostra MEMORIA i MARTIRI: BRUSCHETTA GUIDO, CREMON GIOVANNI, GENNARO ALDO, GIOACHIN NELLO, ROSA MARIO SILVANO, VASCON GIOCONDO
Io ho avuto il grande onore di condividere le loro ultime e gloriose ore di vita, per cui ho contratto l’obbligo di testimoniare fedelmente il loro epico martirio e annunciare l’affermazione della loro fede patriottica e il loro grande amor di Patria: l’ITALIA DEL SECONDO RISORGIMENTO.
“AI GENEROSI GIUSTA DI GLORIA DISPENSIERA È MORTE.”

Prof. Ilario Favero

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