giovedì, 24 Giugno, 2021

Il museo Ferragamo celebra Fulvia, la signora della seta

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E’ un bombice, è una falena, è un piccolo insetto dalla vita brevissima ed insignificante ma regala un tessuto prezioso: la seta.
Tessitore instancabile il bombice del gelso allo stato larvale produce una bava che gelifica immediatamente, un filo continuo che può arrivare fino a 900 metri di lunghezza.
Poi il baco si ferma, si trasforma prima in crisalide e poi in farfalla e poco tempo dopo muore.
La prima volta che l’uomo sfruttò questa capacità del bombice fu in Cina quasi cinquemila anni fa, ma presto la sericoltura superò i giardini regali per svilupparsi dapprima in tutta la Cina, e poi anche nel resto dell’Asia e dei paesi del Mediterraneo attraverso la rotta commerciale principale, che prese proprio il nome di Via della Seta.

 

La Via della Seta

In Italia furono i saraceni i primi ad introdurre l’allevamento del baco da seta ed ancora un centinaio di anni fa nelle famiglie contadine italiane era consuetudine incaricare una donna della casa di custodire quelle piccolissime uova nere; di giorno in un fazzoletto da tenere al caldo sul proprio seno, di notte sotto un cuscino tra i piedi.
E l’Italia, leader in Europa e nel mondo per l’artigianato, si è da subito distinta nella produzione di stoffe in seta, soprattutto nel comasco.
E’ proprio qui che Fulvia, la quarta dei sei figli di Wanda e Salvatore Ferragamo, scomparsa prematuramente nel 2018, sale per prendere spunti e contribuire con la sua passione per l’esotismo e per il mondo naturalistico a dare ulteriore prestigio alla produzione della maison fiorentina, dove il filo da seta è ciò che collega i foulard a delle opere d’arte.
A questa avventura Salvatore Ferragamo dedica la mostra intitolata “SETA”, attualmente visitabile solo con un tour virtuale per motivi di pandemia, in attesa di poter entrare di persona nelle belle sale del Palazzo Spini Feroni di Firenze, fino al 18 aprile 2022.

 

Nove sezioni che accompagnano il visitatore

Sono nove le sezioni che accompagnano il visitatore nel percorso di avvicinamento di Fulvia Ferragamo, la Signora della Seta, al mondo della lavorazione del prezioso tessuto.
La prima sala ospita l’installazione degli artisti cinesi Sun Yuan & Peng Yu, che tentano con le loro otto opere di rispondere alla domanda “were creatures born celestial?”, ovvero se le creature siano nate celestiali, che, circondate da carta da parati che riproduce una mappa dove i luoghi sono contrassegnati da figure, edifici o animali desunti dagli stampati di Fulvia Ferragamo, creano un luogo d’incontro tra Oriente e Occidente al pari della Via della Seta.

 

La passione per il modo orientale

L’esposizione continua con la ricerca delle origini della passione verso il mondo orientale da parte di Fulvia, con un filmato che ritrae le studentesse dell’Educandato della Santissima Annunziata nella Villa del Poggio Imperiale di Firenze arredato in stile cinese, e poi con la sezione “Ispirazioni”, che raccoglie alcuni pregiati volumi scientifici e opere d’arte rappresentanti soprattutto il mondo botanico e quello della ornitologia, tra cui l’ottocentesco “The birds in America” di John James Audubon.
Il cortometraggio intitolato “Look back Anouk” invita lo spettatore ad interrogarsi e guardarsi indietro per raccogliere l’irrazionalità gentile del cristallo dell’infanzia. Con Art Media Studio la mostra dà poi spazio a cinque studenti del liceo Artistico di Porta Romana a Firenze e Sesto Fiorentino. I ragazzi, coordinati dai loro insegnanti, hanno realizzato installazioni che danno “corpo” alle quattro nuove profumazioni della casa di moda legate al mondo della Seta.

Nella penultima sezione vengono mostrati i foulard con le fantasie delle scarpe iconiche di Ferragamo e la mostra si conclude con una sorta di riepilogo degli ultimi 40 anni della storia aziendale.
Ad accompagnare la rassegna anche il catalogo Electa a cura di Stefania Ricci, in libreria da Aprile.

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