domenica, 19 Settembre, 2021

Il paradosso di un sistema universitario orientato al profitto

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Mentre si anima il dibattito alquanto demagogico sulla necessità di obbligare i docenti a vaccinarsi (ultimi arrivati i compagni di LeU), rischia di cadere nel nulla l’allarme lanciato pochi giorni fa dalle tre studentesse della Normale di Pisa. Un appello che ha stupito i mass media (…per poche ore) ma che sembra abbia centrato il problema che affligge da tempo le Università e, in parte ma sempre più, la scuola pubblica.

Università ed istruzione pubblica dovrebbero essere lo strumento attraverso il quale lo Stato offre ai suoi giovani l’ opportunità di poter sviluppare i propri talenti, acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per vivere un’esistenza dignitosa e contribuire al miglioramento della collettività, della società. Le tre studentesse invece hanno denunciato il rischio che il sistema universitario, orientato al profitto, produca e accentui le diseguaglianze. Le ragazze non si sono limitate ad un semplice atto di accusa e hanno evidenziato quali siano gli strumenti attraverso i quali tale sistema agisce. Il precariato, l’aziendalizzazione delle istituzioni, la meritocrazia che in un sistema in cui le diverse condizioni iniziali degli studenti non può che generare diseguaglianze. Diseguaglianze di genere, certo, ma anche territoriali e sociali.

Oltre che nelle università, non sta accadendo lo stesso anche nella scuola pubblica?

Una scuola pubblica caratterizzata dal precariato sistemico, dalle differenze territoriali, da un’ormai ventennale spinta all’aziendalizzazione del sistema, da una tendenza a finanziare sempre più i privati e al contempo ignorare ogni istanza di miglioramento salariale per il personale statale, da un’attenzione alla quantità più che alla qualità, dall’assolvimento dei doveri burocratici piuttosto che didattici, dalla confusione nei sistemi di reclutamento pubblico.

No, l’allarme lanciato dalle tre ragazze della Normale di Pisa non deve cadere nel nulla, noi socialisti lo dobbiamo raccogliere, farlo nostro e trasformarlo in una battaglia per la giustizia sociale. Noi non dobbiamo arrenderci a ciò che agli altri piace sentire o ignorare.
Non è questa la nostra natura non è questo essere eretici?

 

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola, università e ricerca

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