martedì, 21 Settembre, 2021

Il Parco di Casa del Jazz celebra la leggenda di Gato Barbieri

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Quarant’anni dopo la pubblicazione di “The Third World” (1970) di Gato Barbieri, che molti considerano uno dei primi esempi dell’incontro tra jazz e world music, Giovanni Guidi omaggia il grande sassofonista argentino con un concerto, in prima a Roma, inserito negli appuntamenti de I Concerti nel Parco di Casa del Jazz.

Appuntamento sabato 17 luglio, alle ore 21:00, con “Ojos de Gato – Tributo a Gato Barbieri” con Giovanni Guidi alla guida di un quintetto d’eccezione formato dai newyorchesi di adozione e internazionalmente acclamati James Brandon Lewis al sax tenore, Brandon Lopez al contrabbasso, Chad Taylor alla batteria, Francisco Mela alla batteria e percussioni e Gianluca Petrella al trombone, uno dei talenti italiani più riconosciuti nel mondo: un ensemble inedito per celebrare un’indiscussa leggenda della musica.

Gato Barbieri, infatti, è stato uno tra i primi musicisti a mescolare il free jazz con influenze latine e brasiliane, creando una combinazione ballabile e focosa tra ritmi sudamericani e l’energia del free.

“Ojos de Gato” è anche il titolo del nuovo disco dell’estroso pianista e compositore, appena uscito per la Cam Jazz. Il cd contiene undici brani originali figli dell’ispirata vena compositiva di Giovanni Guidi, un album frutto di un’accattivante commistione che abbraccia free, contemporary jazz e latin jazz. Ojos de Gato è un insieme straordinario di nuovi brani corali ed esaltanti che hanno l’accattivante caratteristica di suonare familiari, ma anche completamente nuovi.

Supportato da una band formidabile, Guidi è capace di dar vita a un sound che sa essere potente come quello di un’orchestra completa o intimo come quello del più piccolo dei combo. La musica tocca varie destinazioni, centrali nella vita e nell’immaginario di Guidi che, però, nell’ultimo anno, ha potuto visitare solo virtualmente: Buenos Aires, Paris Last, Roma 1962 e Cafè Montmartre.

Brian Morton, storico giornalista e scrittore scozzese, specializzato in jazz e letteratura moderna, si esprime così su questa nuova creatura discografica: «È diventato una sorta di stereotipo descrivere una fatica artistica come un viaggio, ma è esattamente quello in cui vi trascina Ojos de Gato. Una musica vicina allo spirito del grande Gato Barbieri, ma racchiusa in nuovo capitolo».

Giovanni Guidi è uno fra i pianisti jazz e compositori più creativi, oggi, nel panorama internazionale. Il suo pianismo è denso di abbacinante senso estetico e sensibilità interpretativa, arricchito da una spiccata personalità e pregno di lirismo. Poetico e talvolta pittorico, quando improvvisa trae fortissima ispirazione dal jazz contemporaneo e dal free, attraverso il quale si esprime con lodevole libertà comunicativa.

Nato a Foligno nel 1985, Guidi ha esordito sui palchi internazionali nelle formazioni guidate da Enrico Rava, che lo ha invitato nella sua band dopo averlo ascoltato suonare in un corso di Siena Jazz, rimanendo colpito dall’intensità del giovane pianista, allora diciasettenne.

Nato discograficamente con la Cam Jazz, che ora vede il suo ritorno proprio con questo nuovo “Ojos de Gato”, Giovanni Guidi è anche al fianco di Rava nei dischi della Ecm intitolati “Tribe” e “Rava on the Dance Floor”.

Oltre alle registrazioni con il suo trio, insieme a Thomas Morgan e João Lobo, il pianista è presente anche nell’album “Ida Lupino”, con Gianluca Petrella, Gerald Cleaver e Louis Sclavis, votato come “Album di Jazz Italiano dell’Anno” dalla rivista Musica Jazz.

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