mercoledì, 19 Maggio, 2021

Il Pd verso il Congresso, Zingaretti nel mirino

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Dopo la nascita del Governo Draghi si allarga la frangia dei malumori sul segretario dem. Se all’inizio la linea di Zingaretti era apparsa incerta per via dell’Esecutivo Conte che voleva l’alleanza con i cinquestelle come indiscutibile e forte, adesso la dirigenza sembra sempre più propensa a non voler stare con il Movimento a tutti i costi. Ma a breve ci saranno anche le elezioni nelle maggiori città italiane e non sono pochi i dem contrari alla ricandidatura della Raggi, per fare un solo esempio.
Mentre affiorano le critiche per la difesa del segretario al programma Mediaset di Barbara D’Urso e la rappresentanza femminile perde credito nel maggior partito di sinistra, Zingaretti va verso il Congresso ribadendo la linea dell’allenza con i 5stelle supportata dal senatore Pd Franco Mirabelli, esponente di Areadem vicino a Dario Franceschini, “convinto” che l’alleanza con il Movimento 5 Stelle abbia funzionato e abbia consentito al Pd di ritornare centrale nella vita politica e al governo del Paese. Che questa alleanza continui a essere viva è interesse di chiunque voglia costruire un campo democratico e largo. Sia dentro al governo Draghi, per far valere le proposte e l’agenda che stavamo costruendo nel governo precedente, sia in vista delle Amministrative”.
Uno schema che potrebbe essere riproposto anche alle prossime amministrative: “Si tratta soltanto di prendere atto della realtà. Ci sono delle forze pronte a costruire un campo alternativo alle destre e mi auguro che sia più largo di quello oggi rappresentato da Pd, M5s e Leu”, aggiunge Mirabelli. Credo che nessuno possa auspicare di tornare indietro al 2018 e a quello splendido isolamento che ci ha portato a1 18 per cento e che fino al al luglio 2019 ci ha condannato all’ininfluenza”.
Dall’altro lato sono proprio gli amministratori locali di maggior rilievo a non tolleare proprio la linea Francheschini. Nardella, Gori, Decaro e Bonaccini vorrebbero ridare fiato a un Partito autonomo e sembrerebbe proprio il Governatore dell’Emilia-Romagna il probabile candidato della nuova leadership.
A sorpresa poi arriva la sconfessione di Bettini sull’alleanza con i 5stelle sostenendo che sia opera di Marcucci e togliendo di fatto il suo appoggio alla linea promosssa dal Segretario.

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