lunedì, 12 Aprile, 2021

Il popolo rivuole il ciuccio

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Inizio questo articolo con una metafora: ai bambini appena a nati, per non farli strillare, si insiste a dare il ciuccio, magari inzuppato nello zucchero, va da sé che quando glielo togliamo il neonato torna a strillare; questo succede anche con il latte materno quando si integra con quello artificiale, molto più comodo, meno faticoso da succhiare. Ecco perché i bambini, a ragione, strillano.
Lo stesso sta succedendo nella nostra società d’Occidente in generale e in Italia in particolare, dove, almeno negli ultimi Quarant’anni, si è raggiunto, diciamolo, una certo benessere. Al punto che, almeno fino a ieri l’altro, si andava in pensione con l’ultimo stipendio e di medicine ne avevano in casa talmente tante da far concorrenza alle stesse Farmacie. La scuola, da una situazione di élite, fino a tutti gli anni Sessanta, è passata ai quasi cinquemila corsi di laurea di oggi e, non dimentichiamolo, obbligatoria fino a 16 anni. Mentre prima si richiedeva l’obbligo fino alle elementari…e non per tutti.
Autostrade, Alta Velocità, mare, montagna, agriturismi e città d’arte con i Musei gratis la domenica e la casetta da acquistare col mutuo facile. Facile al punto che le banche ti finanziavano il Notaio e pure l’arredamento, con tanto di brindisi insieme al direttore della filiale che ti aveva concesso questo ben di Dio. La concorrenza, tra gli Istituti di credito europei, era arrivata ad un punto tale che i prestiti arrivavano perfino a Quarant’anni. Insomma, una cuccagna. Una cuccagna anche il lavoro che, soprattutto ante anni duemila, passatemi la battuta, lo si poteva cambiare come la biancheria intima, praticamente tutti i giorni.
Ma, ahimè, prima la crisi della Lehman Brothers, a seguire quella immobiliare, poi il Governo Mario Monti e Elsa Fornero, seguiti da una sequenza di Governi che pareva la festa degli esordienti e per il sistema sociale è iniziata la picchiata. Non parliamo del Movimento 5Stelle che già svuotava i Supermercati di tutte le scatolette di tonno disponibili, questi avevano messo ulteriormente in allarme tutti noi che cominciavamo a percepire il cambiamento.
Poi Mr. COVID, ha fatto capolino in Occidente, e in Italia, in special modo, con una aggressività tale da spingere la Classe dirigente ad approfittare della paura degli italiani per smontare in pochi mesi quella cuccagna che i padri e i nonni avevano costruito.
Ora, dobbiamo tornare alla metafora del neonato che, abituato al ciuccio inzuppato nello zucchero, quando glielo togli si arrabbia e strilla come un’aquila per capire perché la società è sul piede di guerra e mostra i muscoli votando partiti improbabili.
Certo, siamo tutti arrabbiati e quindi tenuti a bada dalla paura del Coronavirus, ma cosa accadrà dopo che saremo stati vaccinati dalla pandemia? La situazione è davvero seria, perché il popolo non è mai stato tanto arrabbiato, forse più del neonato a cui togli il ciuccio, ed è nelle condizioni culturali di reagire alla barbarie della Classe dirigente. Si, in quanto non è affatto vero che è il popolo affamato ad essere ignorante, ma la politica che lo ha dimenticato. Per stare alla metafora, sarà bene che i Commissari all’emergenza facciano incetta di ciucci…e vaccini.

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Zefiro

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