venerdì, 22 Ottobre, 2021

Il premio nobel per la fisica all’italiano Giorgio Parisi

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All’italiano Giorgio Parisi, fisico teorico dell’Università Sapienza di Roma e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), vicepresidente dell’Accademia dei Lincei, quest’anno, ha ricevuto il Nobel per la Fisica per le sue ricerche sui sistemi complessi.
Giorgio Parisi divide il premio Nobel per la Fisica a metà con Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann. I due ricercatori hanno avuto il riconoscimento per le loro ricerche su modelli climatici e il riscaldamento globale.
Le leggi della fisica più conosciute spesso si applicano a modelli semplificati, come gli atomi (intesi come particelle indivisibili) o i pianeti che girano come sfere intorno al Sole. In realtà, se si guarda all’interno di ogni oggetto macroscopico, si scopre sempre una gerarchia di strutture sottostanti che, a uno sguardo più attento, lo rendono estremamente complesso. Il premio Nobel per la fisica del 2021 è stato assegnato a tre scienziati che si sono dedicati allo studio di sistemi apparentemente caotici come il vetro, o l’atmosfera della Terra, sviluppando nuovi metodi per descriverli e per prevederne il comportamento a lungo termine.
Un sistema complesso di particolare importanza è il clima. Per questo metà del premio di quest’anno è stato assegnato a Syukuro Manabe (Princeton University, USA) e  Klaus Hasselmann (Max Planck Institute for Meteorology, Amburgo, Germania), che hanno posto le basi della nostra conoscenza del clima della Terra e di come l’umanità lo influenza.
Syukuro Manabe, in particolare, ha dimostrato come l’aumento dei livelli di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera porti a un aumento delle temperature sulla superficie terrestre: il suo lavoro ha posto le basi per lo sviluppo degli attuali modelli climatici.
Klaus Hasselmann, invece, ha creato un modello che collega tra loro il meteo e il clima, spiegando come i modelli climatici possano essere attendibili anche se il meteo è spesso imprevedibile e caotico. I suoi metodi sono stati usati per dimostrare che l’aumento della temperatura dell’atmosfera è dovuto alle emissioni umane di anidride carbonica (e altri gas serra).
L’altra metà del premio è andata a Giorgio Parisi, che insegna alla Sapienza di Roma, per i suoi studi sulla struttura nascosta di materiali complessi disordinati. Il comitato del Nobel ha dichiarato: “Le sue scoperte sono tra i contributi più importanti alla teoria dei sistemi complessi per la scoperta dell’interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria”.
Parisi, in particolare, ha studiato la struttura di materiali come il vetro, che hanno una caratteristica particolare: in apparenza hanno una forma definita come quella dei solidi; a livello microscopico, però, hanno una struttura disordinata simile a quella di un liquido (quando un liquido solidifica lentamente, come fa l’acqua quando diventa ghiaccio, di regola i suoi atomi si dispongono in modo ordinato, in un vetro questo non avviene). Parisi ha studiato in particolare alcune strutture magnetiche dette “spin glass” (vetri di spin), individuando in seguito leggi matematiche che si applicano anche in molte altre situazioni, come i mezzi granulari, alcuni meccanismi di neuroscienze, l’andamento delle borse e gli stormi di uccelli.
Durante la premiazione, Parisi ha detto di aver studiato anche alcuni meccanismi climatici, che permettono per esempio di spiegare in maniera qualitativa e quantitativa la periodicità delle glaciazioni terrestri avvenute in passato (ogni centomila anni circa). A un giornalista che gli chiedeva che cosa si sentiva di dire ai leader politici a proposito del clima, lo scienziato ha risposto: “Bisogna prendere una decisione forte ora, perché siamo in una situazione in cui si possono attivare, nel clima, meccanismi che potrebbero accelerare l’aumento delle temperature. Quindi è urgente agire subito, senza ritardi”.
La carriera scientifica di Giorgio Parisi è ricca di successo. Il fisico teorico ha dedicato la sua carriera scientifica a temi di frontiera: dal bosone di Higgs al comportamento dei sistemi complessi, come le reti neurali, il sistema immunitario o il movimento di gruppi di animali, con i meccanismi alla base delle perfette formazioni degli uccelli in volo, le cui regole potrebbero spiegare anche comportamenti umani complessi, come gli andamenti elettorali o le turbolenze dei mercati azionari.
Il suo lavoro si è svolto in massima parte in Italia, come docente di Fisica Teorica nell’Università Sapienza di Roma, come ricercatore associato dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) ed è stato presidente dell’Accademia dei Lincei dal 2018 al 2021. Sono stati numerosi i contributi determinanti e ampiamente riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale che ha dato nei campi della fisica delle particelle e della meccanica statistica, della fluidodinamica e della materia condensata, fino ai supercomputer.
Nato a Roma il 4 agosto 1948, Parisi si è laureato in fisica alla Sapienza nel 1970 sotto la guida di un altro grande fisico italiano, Nicola Cabibbo, con una tesi sul bosone di Higgs. Ha iniziato la sua carriera scientifica ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’Infn, dal 1971 al 1973 come membro del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dal 1973 al 1981 ricercatore dell’Infn. In quegli anni ha lavorato molto anche all’estero, prima negli Stati Uniti, nella Columbia University di New York (1973-1974), poi in Francia, nell’Institut des Hautes Études Scientifiques a Bures-sur-Yvettes (1976-1977) e all’Ecole Normale Supérieure di Parigi (1977-1978).
Al rientro in Italia ha lavorato per l’Infn e nel 1981 ha avuto la cattedra di Fisica teoria nell’Università di Roma Tor Vergata e 12 anni più tardi, nel 1992, è passato all’Università Sapienza, dove ha tenuto diversi insegnamenti, fra cui fisica teorica, teorie quantistiche, fisica statistica, probabilità.
Con Nicola Cabibbo ed altri fisici italiani ha partecipato al progetto del supercomputer APE100. Nel 2018 è stato eletto presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, della quale era socio dal 1988. Numerosi sono stati i riconoscimenti del suo lavoro a livello internazionale, come la Medaglia Boltzmann (1992), la Medaglia Dirac per la fisica teorica (1999, la Medaglia Max Planck (2011), il premio Wolf (2021). Recentemente, nel settembre 2021 c’è stata la citazione nella Clarivate Citation Laureate.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha così espresso grande soddisfazione per il conferimento del Premio Nobel per la fisica al professor Giorgio Parisi: “Rivolgo le più grandi congratulazioni al professor Giorgio Parisi per questo altissimo riconoscimento che rende onore all’Italia e alla sua comunità scientifica”.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha così espresso a Parisi le più vive e sentite congratulazioni per la vittoria del Premio Nobel per la Fisica, a nome del governo e suo personale: “Il professor Parisi è un pioniere della ricerca nella fisica teorica e ha legato il suo nome a scoperte decisive nel campo della cromodinamica quantistica e dello studio dei sistemi disordinati complessi, dalla scala atomica a quella planetaria”. Il premier riceverà Parisi a Palazzo Chigi per complimentarsi per lo straordinario successo.
Il presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, Silvio Brusaferro, ha commentato: “Congratulazioni a Giorgio Parisi per l’assegnazione del Nobel per la fisica, un premio che conferma il valore indiscusso della ricerca italiana. Un riconoscimento che inorgoglisce anche l’Istituto, nei cui laboratori ha lavorato Enrico Fermi, iniziatore della scuola di fisica teorica di Roma di cui Parisi è oggi il principale rappresentante. Un premio che spinge tutta la comunità scientifica italiana a continuare negli sforzi per migliorare salute e benessere della società. Da tempo l’Iss ha avuto il piacere e l’onore di collaborare con Parisi e il suo gruppo. In particolare si è costantemente interessato (dagli anni ’80) alle ricerche del fisico Iss Paolo Del Giudice prematuramente scomparso nell’aprile 2020, che riguardavano la modellistica delle reti neurali e l’analisi elettrofisiologica, linea di ricerca tuttora fiorente. Nel corso della pandemia, ha personalmente promosso la condivisione dei dati epidemiologici tra Iss e Lincei. Inoltre, sempre durante la pandemia, i Lincei, grazie alla presidenza Parisi, e Iss (con Imperial College di Londra) hanno dato vita alla serie di seminari ‘La salute e la comunità’, su tematiche multidisciplinari, dalla filosofia alle prospettive sociali e antropologiche della biomedicina”.
Il ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, ha commentato: “È una giornata storica per l’Italia e per questo voglio dire un grande grazie a Giorgio Parisi. Credo di poterlo fare a nome di molti. Dire ‘complimenti’ al nostro neo-vincitore del Premio Nobel per la Fisica è persino riduttivo. Giorgio, con la vita dedicata alla scienza e alla ricerca, con la passione che non lo ha mai abbandonato, è stato negli anni, e continua a esserlo oggi, maestro ed esempio per tanti giovani, ricercatori e non. La ricerca richiede idee originali, libertà, rigorosità, disciplina; richiede di saper perseguire i propri scopi con alti e molti bassi, ma dà opportunità e speranza al mondo, soprattutto alle nuove generazioni, insegna a usare metodi che spingono al confronto e consentono di giungere a sintesi utili. Anche questa, oggi è la lezione che ci consegna Parisi”.
Il presidente dell’Istituto di Fisica Nucleare, Antonio Zoccoli, in una nota, ha commentato: “Siamo profondamente felici per questo massimo tributo dell’Accademia Svedese all’imponente lavoro scientifico di Giorgio Parisi, riconosciuto da molto tempo a livello mondiale. I contributi che Giorgio ha portato alla fisica sono stati sempre profondi e fondamentali, e hanno spaziato attraverso molti campi della fisica: dalla fisica delle particelle, all’inizio della sua carriera, con il suo lavoro sviluppato assieme ad Altarelli fondamentale per la comprensione della dinamica delle collisioni protone-protone negli acceleratori di particelle come Lhc, alla meccanica statistica, ai vetri di spin e la materia condensata, ai sistemi complessi, fino ai supercomputer. Il grande merito di Parisi è stato non solo l’aver sempre contribuito in modo determinante ai settori cui si è dedicato, ma averlo anche fatto precorrendo i tempi. Sicuramente caratteristiche salienti della genialità di Giorgio sono il suo eclettismo e la sua capacità di visione, di anticipare, di capire prima degli altri qual era la direzione da prendere, che cosa sarebbe diventato rilevante per la ricerca. E anche il suo pragmatismo: Parisi è un fisico teorico che è spesso stato in grado di trasferire sul piano concreto i suoi lavori, come nel caso dello studio dei sistemi complessi che ha applicato a molte dinamiche della società. E, infine ma non ultimo, ci fa piacere ricordare che Giorgio è principale rappresentante dell’eccellenza della fisica italiana e della grande scuola di fisica teorica di Roma che ha avuto inizio con Enrico Fermi e negli anni ha contato esponenti di massimo rilievo, tra i quali Altarelli, Cabibbo, Jona-Lasinio, Maiani. Credo che il Premio Nobel a Parisi, al di là della sua motivazione, debba essere interpretato come un tributo alla sua intera carriera scientifica”.
La presidente del CNR, Maria Chiara Carrozza, ha dichiarato: “L’assegnazione del premio Nobel al fisico Giorgio Parisi inorgoglisce tutta l’Italia e anche il Consiglio nazionale delle ricerche, con il quale il fisico ha sempre intrattenuto stretti rapporti di collaborazione proseguiti ancora di recente con le attività svolte in associatura al nostro Istituto Nanotec. Oltre a compiacerci per questo straordinario risultato, che segue di poco quello del Clarivate Citation Laureates 2021 che lo riconosce studioso più citato al mondo per le pubblicazioni scientifiche, la nostra comunità scientifica lo ringrazia sentitamente per il contributo fondamentale nello studio dei sistemi complessi disordinati alla base di tante linee di ricerca del Cnr, dallo studio dei sistemi vetrosi, ai sistemi di lasing e trasmissione della luce in mezzi random, dalle reti neurali e IA, alle reti metaboliche e alla biofisica. Lamentiamo spesso, e purtroppo a ragione, le molte difficoltà nelle quali si dibatte la ricerca italiana, dalla scarsità di risorse umane e finanziarie alla burocratizzazione, ma questo premio è solo l’ultima e straordinaria conferma dell’eccellenza della ricerca scientifica italiana”.
Con Giorgio Parisi sono 21 i Nobel assegnati ad italiani. Finora, i venti riconoscimenti precedenti si suddividono in 6 per la letteratura, 1 per la pace, 1 per l’economia, 12 sono quelli scientifici e di questi 5 per la Fisica, 6 per la Medicina e uno per la Chimica. Solo due le donne premiate: Grazia Deledda, per la Letteratura e Rita Levi Montalcini, per la Medicina.
Gli italiani che hanno ricevuto un Premio Nobel sono: Camillo Golgi (1906, per la medicina),  Giosuè Carducci (stesso anno, per la letteratura), Ernesto Teodoro Moneta (1907, per la pace), Guglielmo Marconi (1909, per la fisica), Grazia Deledda (1926, per la letteratura), Luigi Pirandello (1934, per la letteratura), Enrico Fermi (1938, per la fisica), Daniel Bovet (1957, per la medicina), Salvatore Quasimodo (1959, per la letteratura), Emilio Segrè (1959, per la fisica), Giulio Natta (1963, per la chimica), Salvatore Edoardo Luria (1969, per la medicina), Eugenio Montale (1975, per la letteratura), Renato Dulbecco (1975, per la medicina), Carlo Rubbia (1984, per la fisica), Franco Modigliani (1985, per l’economia), Rita Levi-Montalcini (1986, per la medicina), Dario Fo (1997, per la letteratura), Riccardo Giacconi (2002, per la fisica), Mario Capecchi (2007, per la medicina) ai quali va aggiunto Giorgio Parisi (2021, per la fisica).
Il Premio Nobel è un’onorificenza di valore mondiale che ogni anno si svolge a Stoccolma, con una solenne cerimonia. Esso viene attribuito a personalità viventi che si sono distinte nei diversi campi del sapere umano, apportando “i maggiori benefici all’umanità” per ricerche, scoperte e invenzioni, per l’opera letteraria, per l’impegno in favore della pace mondiale. L’importante premio prende il nome da Alfred Nobel (1833 – 1896), chimico, ingegnere e inventore svedese.
Nel 1894, Alfred Nobel diventò presidente della società Bofors e mise a punto diversi esperimenti sugli esplosivi. Le sue numerose invenzioni, tra cui la dinamite, gli valsero lauti guadagni. Un giorno, suo fratello Ludvig morì dilaniato da un’esplosione proprio durante un esperimento. Per errore, alcuni giornalisti, credendo che a morire fosse lui, ne annunciano il trapasso definendolo “il signore della morte”. Alfred rimase scosso da quelle parole e decise di destinare il 94 percento della sua fortuna all’istituzione di un premio da attribuire a quanti, nei campi della medicina, della fisica, della chimica, ma anche della letteratura e della pace, avessero reso “i maggiori servizi all’umanità”.
Il premio Nobel viene offerto come riconoscimento a tutte le menti che si sono distinte in un particolare campo del sapere e della conoscenza. Chi riceve il premio, ottiene una medaglia d’oro ed un assegno il cui valore economico si avvicina ad un milione di euro. Nel caso in cui siano più di uno i soggetti che otterranno il premio in una stessa categoria, lo stesso verrà diviso equamente in più parti. Tutti coloro che vincono un premio Nobel, inoltre, hanno davanti a sé la possibilità di utilizzare il denaro ottenuto versandolo in beneficenza o, così non fosse, nel modo che ritengono più consono per il soddisfacimento dei propri bisogni e necessità.
Piuttosto di recente è capitato che due vincitori del premio in questione abbiano deciso di vendere le proprie rispettive medaglie d’oro. Il compenso richiesto per poter acquistare il prestigioso premio è stato fissato intorno ai settecentocinquantamila dollari. Le medaglie sono state assegnate ai futuri proprietari tramite delle aste molto accese.

 

Salvatore Rondello

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