lunedì, 2 Agosto, 2021

Primarie centrosinistra: il primo passo è fatto. Ora, andiamo avanti!

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Innanzitutto ha vinto la democrazia. Hanno vinto le persone. Perché quando si recano a votare per ben due volte ad una settimana di distanza circa sei milioni di cittadini, significa che la voglia di partecipare vince su tutto. E andando ieri sera al Teatro Capranica di Roma, dove il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani ha festeggiato la sua vittoria con i suoi alleati, ad iniziare dai socialisti di Nencini fino a Sel di Vendola, si respirava un’aria  frizzante di felicità mista a soddisfazione, quella di chi sa che qualcosa sta veramente cambiando, e che forse è già cambiato. La realtà di cui ha parlato Bersani nel suo discorso di ringraziamento e la presa d’atto di Renzi della sua sconfitta sono dimostrazione del fatto che in Italia, nel nostro Paese, si può vincere lealmente ed accettare di aver perso con umiltà. 

La festa del Capranica è quella dell’Italia che crede che una visione riformista del futuro sia la direzione da seguire, sia quella strada ancora non abbastanza battuta che porta in sé il simbolo del miglioramento, possibile nonostante i tanti, forse troppi disfattisti che non lo credono più realizzabile. Quindi, che cambiamento sia. Che torni in Parlamento la politica forte di quell’emozione della tradizione, che non cela immobilismo, quanto irradia invece l’energia di un’ideologia. Perché questo dovrà essere, e così sarà. Ne ero convinto prima e lo sono oggi ancora di più, soprattutto dopo aver visto ieri quante persone affollavano quel teatro. Con quale entusiasmo rimanevano incollati l’uno all’altra senza lamentarsi di tanto affollamento, e consapevoli del fatto che ognuno di noi rappresentava milioni di cittadini che hanno segnato la loro preferenza alle primarie.

A questo punto non rimane che andare avanti ed iniziare una campagna elettorale che sia altrettanto partecipativa e veritiera, che non sia fatta quindi di vane promesse. Se in tanti infatti ci siamo recati alle urne è perché abbiamo sentito la lealtà della competizione della quale noi eravamo giudici con il nostro voto. E’ per questo che ieri ha vinto la democrazia. E’ per questo che da ieri possiamo dire che l’Italia sia un paese migliore, perché abbiamo dato la dimostrazione provata che in certi momenti, quando lo sentiamo veramente, sappiamo bene il significato di andare a votare. E la stessa emozione dobbiamo riviverla e farla rivivere da qui ai prossimi mesi, sapendo che l’impegno che ognuno di noi metterà non sarà fine a se stesso, ma segnerà la netta linea di demarcazione tra quello che avremmo voluto essere individualmente, con quello che finalmente potremmo essere come comunità.

Giampiero Marrazzo 

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