sabato, 23 Ottobre, 2021

Il protagonismo dei Socialisti per il futuro delle nuove generazioni

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Il dado è tratto. Venerdì 7 maggio u.s. Giorgio Goggi, socialista, docente del Politecnico, è il candidato sindaco della Lista “Socialisti di milano”, rappresentata da un bellissimo garofano rosso.
Una scelta quella di presentarci fuori dal cosi detto centro sinistra, necessaria per riaffermare l’identità socialista, nel solco di quel riformismo meneghino che ha caratterizzato l’operato pragmatico dei nostri sindaci, ispirati ai valori della socialdemocrazia italiana ed europea, capaci di coniugare l’esigenza dell’ammodernamento e dello sviluppo di Milano senza trascurare il capitale umano e sociale della città. La nostra non è una scelta votata all’isolamento ma una orgogliosa e doverosa presa di coscienza nei confronti della palese, a volte strisciante ma tenace, pregiudiziale antisocialista che persiste nel tempo in particolare all’interno della sinistra.
Tanti i pronunciamenti ed i proclami per un centro sinistra unito, per la riunificazione dei riformisti ma senza nei fatti far venir meno il sentimento antisocialista. Nei casi migliori prevale il vezzo di togliattiana memoria di scegliere tentando di dividere i “socialisti buoni, da quelli cattivi”. Questa è la realtà, che solo chi non vuole o non può vedere, per interessi contingenti, non riconosce. Sfido chiunque a dimostrare il contrario con dati oggettivi.
La verità e che ormai quasi nessuno si pone il problema di cosa oggi sia e cosa rappresenti la sinistra nel nostro Paese. Si discute invece spesso di centrosinistra, di riformismo, con estrema leggerezza e superficialità, in riferimento a improbabili alleanze o per tirare l’acqua al proprio mulino. Non esiste allo stato attuale un’area omogenea e strutturata che esprima una strategia e un progetto politico per il Paese, che possa definirsi centrosinistra. A meno che non voglia considerarsi centrosinistra l’accordo di governo e ora politico tra il PD e i Cinquestelle o quello che rimane dell’ex movimento.
Lo stesso dicasi per i riformisti o quanti adesso si definiscono tali, dopo aver nel passato osteggiato e considerato il riformismo, la socialdemocrazia e i socialisti il ventre mole della sinistra, la componente da eliminare perché traditrice e collusa con la destra. Il riferimento non è riferibile solo al 1921. Storicamente questa teoria ha finito per alimentare il terrorismo rosso, l’assassinio, tra gli altri, di Walter Tobagi prima, di Marco Biagi dopo e ancora più recentemente l’antieuropeismo e il populismo.
Mi auguro che tra i Socialisti prevalga il senso di responsabilità e la consapevolezza che il futuro politico ha la necessità di poter contare su una vasta area socialdemocratica anche in Italia, da contrapporsi al centro destra, e che questa può nascere e realizzarsi solo col nostro contributo con la nostra iniziativa. Dobbiamo accantonare le beghe e le divisioni che appartengono ad un passato che vive solo nella nostra memoria nelle nostre inutili e inconcludenti dispute. Estranee e incomprensibili alle nuove generazioni, alle quali abbiamo l’obbligo di garantire l’attuazione dei nostri valori universali per costruire insieme a loro un futuro dignitoso, rispettoso dei diritti sociali e civili in una moderna società sostenibile attenta e sensibile all’ambiente in cui viviamo.
A Milano con la riunificazione dei “Socialisti di milano” e la presentazione dell’ omonima Lista alle prossime elezioni, i lavori per realizzare quanto sopra esposto sono già in corso d’opera.

 

Mauro Broi
Segretario del PSI Metropolitano di Milano

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