martedì, 22 Giugno, 2021

Il referendum tra indifferenza e disinformazione

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A poche settimane dal voto referendario sul taglio dei Parlamentari mi rendo conto del fatto che molti cittadini sembrano indifferenti o hanno scarse informazioni rispetto al tema. Mi sono francamente chiesta perché e l’unica risposta che mi sento di dare è che da un lato, nel corso degli anni si è indebolito il rapporto tra gli eletti rappresentanti dei territori e i cittadini elettori , dall’altro ha inciso profondamente il decadimento della politica con la P maiuscola che ha provocato profonda delusione e risentimento.

 

Dalla seconda Repubblica in poi, abbiamo assistito ad una sorta di “arrembaggio” politico mascherato da nuovismo, che tutto ha fatto tranne che introdurre veri elementi di novità nel PAESE. Certamente, questo non significa che tutto sia sbagliato, ma sicuramente in Italia, la cultura “Gattopardesca” del cambiamo tutto per non cambiare niente, ha prevalso sul buonsenso. Oggi, delegittimati i partiti, introdotto uno “ spezzatino” di riforme, visto che la qualità dei rappresentati in Parlamento non è migliorata, che i sondaggi danno qualche “Movimento” in calo, allora meglio proporre di tagliare anziché riformare. Ancora una volta si è preferito parlare alla pancia del Paese, anziché introdurre un percorso di vero cambiamento. Invece, occorre a mio giudizio, riesaminare complessivamente le funzioni dei due rami del Parlamento e i loro rapporti con le Regioni, introdurre una riforma che ridia ruolo determinante al popolo elettore nella scelta dei propri rappresentanti.

 

Con il mero taglio dei Parlamentari, non solo non si risana il Paese dal punto di vista economico, ma si RIDUCE la rappresentanza dei TERRITORI perché il vero problema è di natura QUALITATIVA non quantitativa. Semmai equipariamo le retribuzioni e i benefit dei parlamentari agli altri Paesi europei e i partiti si riapproprino del ruolo formativo e di selezione delle future classi dirigenti a tutti i livelli istituzionali in base ai meriti, alle competenze e non al servilismo. Il tema è importante e merita una riflessione vera su quali scelte compiere nel prossimo futuro.

 

Votare NO significa chiedere alla politica uno sforzo in più: significa pretendere un cambiamento vero che guarda AVANTI!

 

Rita Cinti Luciani
Vicesegretaria Nazionale PSI

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