giovedì, 5 Agosto, 2021

Il ricordo di Gianfranco Sabattini, economista e socialista

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Gianfranco Sabattini, economista e socialista, nato a Comacchio il 1 giugno 1935, si è spento a Cagliari il 20 dicembre 2020.
E’ stato per lungo tempo titolare della cattedra di Politica economica nell’allora Facoltà di Economia e commercio dell’Università degli Studi di Cagliari, divenuta poi Facoltà di Economia, quindi confluita nella più ampia Facoltà di Scienze economiche, giuridiche e politiche.
Fu autore di numerose pubblicazioni su temi di carattere generale e sui problemi della crescita e dello sviluppo del Mezzogiorno e della Sardegna. Intellettuale acuto e profondo, instancabile lavoratore, sempre disponibile a dare il proprio contributo di saggezza e conoscenza multidisciplinare per il bene comune, al servizio dell’avanzamento delle scienze sociali e dell’economia. Autore di molti scritti sulla Sardegna e non solo, libri, saggi, articoli, molti dei quali pubblicati su testate on-line, quali Aladinpensiero, Democraziaoggi e il Manifesto sardo, con le quali collaborava stabilmente da alcuni anni. Ha collaborato assiduamente per diversi anni anche con Avanti on line scrivendo preziosi articoli.
Si sentiva profondamente legato alla Sardegna dove ha vissuto la Sua vita. Una volta laureato a Cagliari in Economia e Commercio, diventò in breve tempo assistente alla cattedra di Politica Economica e Finanziaria col professore Esposito De Falco. A Cagliari svolse la sua attività didattica e di ricerca, partecipando attivamente alla vita della città e al dibattito culturale anche sulla stampa quotidiana.
Aveva molto a cuore la Facoltà, il suo funzionamento, le sue risorse che dovevano essere acquisite ex novo, in quanto la Facoltà era stata costituita da poco. Sulla base dei modelli di alcune Università italiane riorganizzò i servizi, in particolare la biblioteca e a tal fine si fece nominare direttore del personale, incarico inesistente sulla carta, così da giustificare di fronte ai dipendenti le sue disposizioni, mettere ordine e costituire le premesse per il buon funzionamento dell’organizzazione della Facoltà stessa.

Ma il suo interesse principale era la ricerca. Gran parte delle sue pubblicazioni sono relative all’economia, alla sociologia e alla storia sulla Sardegna di cui era grande conoscitore. Gli argomenti trattati sono vari, tutti molti rilevanti, mai banali anche quando non c’è stata grande originalità. Sempre alla ricerca di uno sviluppo isolano stabile e continuo, recentemente si era dedicato con passione ad elaborare gli spunti di una nuova politica economica dopo aver assistito alle forti delusioni delle precedenti strategie a cui la classe nostrana ci aveva esposto. La Sardegna, diceva sempre, ha competenze valoriali, professionali e intellettuali in grado di garantire uno sviluppo sociale e civile al pari di altre regioni se sono supportate bene dalle istituzioni.
Sabattini sostenne che la società regionale della Sardegna è essenzialmente estrattiva, soprattutto a causa dei governi regionali che si sono succeduti e che alla Sardegna non hanno concesso nulla. Per Sabattini diventava necessario porre mano ad una revisione dello Statuto. Secondo Sabattini una revisione del testo della Carta Costituzionale potrebbe venire incontro alle esigenze dei territori, in particolare di quelli dell’interno, ipotizzando un federalismo. A questo fine si è spesso battuto per una modifica del rapporto con lo Stato e dello Statuto regionale.
Ma non basta. Il principio di sussidiarietà richiede anche la partecipazione dei cittadini alla scelta e alla distribuzione delle risorse. Esistono grandi disparità all’interno della regione e certamente i comuni e le autonomie locali non partecipano alla ripartizione della ricchezza secondo criteri più equitativi.
L’obiettivo della politica economica regionale dovrebbe essere quello di superare la parzialità che l’ha sempre caratterizzata: cioè, superare la staticità delle condizioni economiche dei territori, “attraverso la mobilitazione di tutte le risorse materiali e personali in essi presenti”. Si tratta di considerazioni che vanno ben al di là delle semplici riforme burocratiche e anche una maggiore maturità di tutti. Secondo Sabattini, in Sardegna sono le istituzioni estrattive che prevalgono e che si impongono. Sarebbe necessario ripensare ad un nuovo modello di governance per evitare lo spopolamento e la povertà delle popolazioni.
Il motivo per cui lo sviluppo locale continuerà a non avere l’attenzione che meriterebbe è che la classe politica locale continuerebbe a praticare una politica economica che le permette di “estrarre” il maggior beneficio elettorale e non di migliorare le condizioni di vita, di lasciare in continuazione le cose come stanno.
Migliorare la vita civile e sociale della Sardegna era il più grande desiderio di Gianfranco Sabattini, non solo una richiesta di politica economica, tanto meno, solo per dire, ma quella di fare il bene alla popolazione.
All’Università di Cagliari, il professore Paolo Mattana, ordinario di Economia politica (e già direttore del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali), ha così ricordato le doti umane e scientifiche:

 

“Quando entrai a far parte dell’allora Facoltà di Economia, il professor Sabattini era già all’apice della sua carriera. Di quei tempi ricordo con simpatia la voce imperiosa e il fare, apparentemente burbero, col quale si interfacciava con noi, ricercatori in erba; usava invece un tono più gioviale e confidenziale col personale amministrativo, che intratteneva spesso con divertenti e gustosi aneddoti.
Sardo, non per nascita o ascendenza, ma per adozione e formazione, il professor Sabattini conosceva meglio di tanti Sardi autoctoni i problemi (non solo economici) della Sardegna, al cui studio si è sempre dedicato con passione e competenza. Oltre a questi temi specifici, le sue analisi si sono rivolte a un ampio spettro di argomenti che spaziavano dall’Economia in senso stretto, soprattutto per quanto riguarda il disegno dell’intervento pubblico, fino alla Storia economica, per arrivare a toccare ambiti di riflessione più tipicamente filosofici.
Ha sempre amato scrivere; la sua carriera accademica è costellata di innumerevoli saggi, e fino agli ultimi giorni ha diffuso fra amici ed ex colleghi le bozze dei suoi testi, per averne indietro critiche e suggerimenti. E’ stato il principale promotore della rivista “Studi di Economia”, cui vennero tributati autorevoli riconoscimenti sul piano della validità scientifica, e che egli diresse per tanti anni, con impegno e dedizione. Si occupò degli “Annali” della Facoltà, di cui curava in particolar modo le collane monografiche. Non mancò, durante la sua carriera, di ricoprire importanti cariche a livello regionale.
Era un uomo molto legato alla Facoltà, per la quale si adoperava andando ben oltre i propri doveri istituzionali: l’ho visto abbellire con piante ricercate, che poi curava personalmente, i corridoi, altrimenti spogli della Facoltà, e sistemare le gigantografie che ancora troneggiano alle pareti dei corridoi e di molti studi; tali gigantografie trovano origine in un hobby singolare del professore Sabattini, che lo ha portato, nel corso degli anni, a raccogliere le foto e i ritratti di scienziati e studiosi illustri, soprattutto nell’ambito dell’Economia politica, costituendo una collezione della quale, rendendogliene merito, si è avvalsa la Società Italiana degli Economisti, per la realizzazione del suo Archivio Storico, ancora disponibile on line.
Voglio infine condividere il ricordo del mio ultimo incontro col professor Sabattini, qui nel Corso, dove io vivo e dove lui veniva a fare acquisti e ad approvvigionarsi degli immancabili quotidiani; un incontro fortuito, avvenuto appena dopo i lavori di sistemazione della domus patrizia ritrovata per caso, a seguito della realizzazione dei sottoservizi. In quella circostanza mi raccontò la storia del Corso con una passione e un dettaglio storico-urbanistico che mai avevo visto esprimere da un cagliaritano doc. Ricordo di essere rimasto sorpreso di quanto fosse arrivato ad amare la sua città d’adozione”.

 

Oltre agli innumerevoli articoli su diversi giornali (anche online), vanno ricordate anche le principali pubblicazioni di Gianfranco Sabattini.
Tra quelle di carattere generale: Saggi di politica economica (FrancoAngeli, 1987); Il ruolo della “mano visibile” dello Stato (FrancoAngeli, 1999); Globalizzazione e governo delle relazioni tra i popoli (FrancoAngeli, 2003); Riforma del welfare State e problema distributivo nell’economia di mercato (FrancoAngeli, 2007); Welfare State. Nascita, evoluzione e crisi. Le prospettive di riforma (FrancoAngeli, 2009); Elogio della sostenibilità dello sviluppo. Critica della teoria della decrescita di Serge Latouche (Tema, 2016); La ricerca del benessere. Riflessioni sulle prospettive dell’economia globale e locale (Tema, 2018).
Tra le pubblicazioni sui problemi della crescita e dello sviluppo del Mezzogiorno: Le regioni, lo Stato e la nazione (Mondoperaio, 2010, n. 2); Il Mezzogiorno nella storia d’Italia (Il Risparmio, 2010, n. 2); I limiti delle politiche meridionalistiche. Il caso Sardegna (Tema, 2015).
Tra le pubblicazioni sui problemi della crescita e dello sviluppo della Sardegna: Quale autonomia istituzionale per rimuovere la dipendenza politica ed economica della Sardegna? (FrancoAngeli, 2006); Sardegna anno zero. Quale futuro istituzionale ed economico? (Economia e Società Regionale, 2005, n. 1); Capitale, sociale, crescita e sviluppo della Sardegna (FrancoAngeli, 2006).
Nel 2017 ha curato, per conto dell’Istituto Gramsci della Sardegna, il volume collettaneo Le città e i territori (Tema, 2017); nel 2018-2019 ha curato, per conto dello stesso Istituto e con il contributo della Fondazione di Sardegna, i volumi collettanei “La città metropolitana di Cagliari” (Aipsa Edizioni, 2018), “Lo sviluppo locale della Sardegna” (Cuec, 2018), “Europa Perché” (Tema, 2019), “La ricerca del benessere” (Tema, 2019).
La Redazione dell’Avanti on Line, manifesta il dispiacere per la dolorosa scomparsa di Gianfranco Sabattini, uomo, economista e socialista, indimenticabile collaboratore assiduo e prezioso.

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