martedì, 3 Agosto, 2021

Il rincaro delle materie prime mina la ripresa

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Nelle ultime settimane ho ricevuto a più riprese segnalazioni in merito all’aumento del costo delle materie prime legate all’edilizia, con rincari fino al 100% che rischiano di rendere fuori mercato preventivi e importi di aggiudicazione di gare e bandi pubblici con il relativo blocco di cantieri e opere su cui il paese conta per la ripresa economica.
La dipendenza del nostro paese dalle forniture estere di moltissimo materiale ci mette nella scomoda posizione di osservatori quasi passivi delle dinamiche di mercato, incapaci di incidere sulle prospettive di un settore che dovrebbe rivestire un ruolo di traino per l’economia nazionale.
Mi chiedo se sia possibile che tutto questo passi sotto silenzio, senza che il nostro governo riesca a muovere un passo deciso in direzione di accordi internazionali che potrebbero, in qualche modo, bloccare speculazioni ed eccessivi rialzi per guardare piuttosto a un generalizzato benessere che potrebbe essere connesso alla ripresa.
L’aumento dei prezzi di ferro, acciaio e legno, rischia di stoppare anche l’attivismo legato al superbonus 110% per condomini e fabbricati, obbligando a rivedere progettazioni e stati di avanzamento e compromettendo, in questo modo, anche il rispetto dei tempi e delle scadenze delle normative.
Mi aspetto una forte presa di coscienza da parte del governo nazionale e, perché no, delle Regioni, per una maggiore attenzione a una tematica così delicata.

 

Leonardo Raito
Sindaco di Polesela

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