lunedì, 27 Settembre, 2021

Il ritorno del Manetti Bros con Paura 3D: l’horror sulla prigionia di Natascha Kampusch

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Un piccolo caso, un film di genere, come questo Paura 3D firmato dai Manetti Bros e distribuito da Medusa da venerdi’ in 220 copie, non e’ facile da incontrare. Low budget, ma non si vede, il film racconta la piu’ classica delle storie horror. Ovvero quella che vede tre ragazzi entrare nella villa di un raffinato e ricco marchese (Peppe Servillo) che nasconde un segreto nella cantina. Qualcosa che ricorda la storia di Natascha Kampusch ragazza austriaca vittima di un rapimento all’eta’ di dieci anni.
ISPIRATO AL CASO DI NATASCHA KAMPUSCH – Di scena appunto tre amici di borgata, Marco (Claudio Di Biagio), Simone (Lorenzo Pedrotti) e Ale (Domenico Diele) che piu’ diversi non potrebbero essere. Per puro caso, si ritrovano le chiavi di una bellissima villa fuori citta’ apparentemente vuota. Ci vanno, cominciano a bere e a farsi il bagno in piscina, ma fanno uno sbaglio. In cantina, oltre il vino d’annata, c’e’ una donna totalmente nuda (Francesca Cuttica), tenuta prigioniera dal proprietario e considerata come una bambina (Servillo le rade spesso il pube in primo piano, una delle scene forse a rischio censura). La scoperta di questa donna portera’ ai tre ragazzi solo guai, guai pieni di tanti schizzi di sangue.

MANETTI BROS COME I FRATELLI COEN GIOCANO CON I GENERI – “La nostra storia professionale e’ quella di spaziare tra i generi. E l’horror e’ un genere che amiamo molto così ci divertiva l’idea di provarci. In questo film si puo’ dire ci sono, in tutti i personaggi, diverse stratificazioni del’insanita mentale e di fragilita” dicono i due registi di ‘Zora la vampira’ e ‘L’arrivo di Wang’. Sui riferimenti alla vicenda austriaca di Natascha Kampusch, riconoscono: “ci siamo ispirati, almeno inizialmente, nel raccontare questa storia. Ispirati specialmente al suo libro-diario che racconta i 3069 giorni della sua prigionia e il fatto di come abbia identificato nel suo carceriere la figura paterna”. Una cosa confermata dallo stesso Peppe Servillo che dice in conferenza stampa: “ho fatto riferimento al libro della Kampush che mi ha affascinato non solo per la storia, ma per come e’ stata raccontata”.

LA PROTAGONISTA NUDA PER L’INTERO FILM – Da Francesca Cuttica l’imbarazzo di aver recitato sempre nuda lo esprime cosi’: “il mio mestiere e’ fare l’attrice e cosi’ anche di portare ai limiti estremi le proprie paure e buttarcisi”. Nel film le belle musiche di Pivio. Infine, da parte dei registi, la conferma di essersi ispirati anche al maestro Dario Argento e che il remake Usa de ‘L’arrivo di Wang’ e’ quasi cosa fatta.

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