lunedì, 21 Giugno, 2021

Il ritratto al centro
del Festival Internazionale
della Fotografia di Roma

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Place of the EyeballsA Roma, fino al prossimo 11 gennaio si svolge a Roma la XIII edizione del Festival Internazionale della Fotografia. Presentata al Macro con la co-produzione di Zètema Progetto Cultura e con la direzione artistica di Marco Delogu, l’esposizione è dedicata al Ritratto, inteso non solo come genere che ha accompagnato, sin dagli albori, la storia della fotografia ma, soprattutto, come strumento di conoscenza e di analisi della società contemporanea. La fotografia porta ad un indagine sul rapporto che si instaura tra gli individui, la collettività ed i processi che concedono la rappresentazione del proprio io esteriorizzato, in opposizione o in alternativa all’autoritratto.

La mostra cardine, attorno alla quale ruota il tema del Ritratto è, certamente, “Portrait”, una collettiva composta da autori selezionati e suggeriti da fotografi, curatori ed altre personalità di spicco e di rilievo internazionale: le foto-documento di Martin Bogren, dove spazio e tempo sono sempre subordinati all’incontro con un altro essere umano e dov’è possibile ritrovare un universo personale e poetico che si costruisce sul mondano e sul reale; le immagini familiari e naturali della serie di foto di Bernhard Fuchs, nate dall’abilità del fotografo di instaurare un dialogo sensibile con i suoi soggetti; la successione di ritratti Faces and Phases di Zanele Muholi, che immortala lesbiche e transgender sudafricani, così, come le si presentano, con schiettezza ed onestà, senza essere giudicante se non per rammentarci la loro semplice umanità, sono solo alcuni dei nomi presenti alla rassegna.

Oltre alla collettiva, il Festival propone una serie di mostre personali di altissimo rilievo. Sarà esposto per la prima volta in Italia, Asylum of the Bird, lavoro ultimo di Roger Ballen, una raccolta di fotografie che delinea un universo simile a quello dei Caprichos di Goya, un “sueno della razon” che genera eventi prodigiosi, un’immersione profonda nei cunicoli del subconscio, fino agli inferi dell’Io. Roger Ballen si avventura in quei labirinti della psiche che precedono le idee, nei quali regnano solo le immagini e che producono un universo visionario, senza logica e morale, dove bene e male si finacheggiano senza uccidersi.

Il MACRO ospiterà anche The Beats di Larry Fink, il celebre fotografo americano che, in un viaggio on the road nel 1958, realizzò questa serie di immagini che ritraggono poeti, musicisti e pittori della beat generation americana, con cui viveva occupando gli scantinati del Sullivan Street Theatre. FOTOGRAFIA presenta, inoltre, Wrong, la prima personale in Italia di Asger Carlsen. I documenti di un mondo visionario e grottesco, dove il surreale e l’assurdo assumono i contorni dell’ordinariamente normale: oscure presenze ibride e geneticamente viziate, personaggi con protesi per arti faticosamente prodotte in casa. Eppure, nonostante le riserve della nostra mente critica, anche se i corpi sono riconoscibilmente costrutti immaginari, siamo costretti ad assumere che l’oggetto raffigurato esiste realmente, che la sua esistenza è possibile e concepibile.

Quest’anno, infine, alcuni vecchi faldoni, provenienti dall’Archivio di Stato, verranno esposti al pubblico, mostrando uno straordinario ritratto collettivo del movimento anarchico, nel periodo della sua massima estensione, tra il 1880 edil 1914. Dai profili schedati di uomini e donne, ragazzi e adulti, braccianti ed intellettuali, emerge il difficile rapporto tra i movimenti libertari e socialisti e lo stato monarchico dell’Italia liberale. A dettare il senso, più che l’annotazione del reato, è la parola “Anarchico” che racchiude i soggetti, in una categoria difficilmente esaustiva dell’eterogeneità che rappresentano. Completano il ritratto, moltissimi documenti tra opuscoli, volantini e giornali di controinformazione che il movimento ha prodotto.

Il programma è veramente vasto e raccoglie tante altre mostre (Sequenze / Essenze di Rodolfo Firorenza; Compagni d’elezione di Giosetta Fioroni; My Vietnam / I ritratti di Gianpaolo Arena; Roma, open city di Marco Cipriani; Normandy di David Schivo; Tribute to 163rd Signal Photo Co. di Maurizio Valdarnini; l’installazione Epifanie nata all’interno del LAB laboratorio irregolare di Antonio Biasucci). Inoltre, sarà esposta la mostra dei minori stranieri non accompagnati che partecipano al laboratorio Fotografico di CivicoZero, il centro diurno a bassa soglia di Save the Children.

Gioia Cherubini

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