venerdì, 16 Aprile, 2021

Il tris-Conte dimezzato

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Alla fine tanto tuonò che piovve. Urla e strali di una crisi di maggioranza di inizio inverno hanno partorito, a mezzo della saggezza del presidente Mattarella, un incarico esplorativo “di mediazione” al presidente della Camera Fico, che cercherà, in virtù del suo ruolo istituzionale, di capire se c’è ancora un modo di comporre una maggioranza più o meno simile a quella che fin qui resse il periglioso navigar del Conte bis. Se a Fico riuscirà l’impresa, non è dato sapere, ma si colgono, nei sottili messaggi diplomatici dei partiti, delle aperture. Nessuno chiude, e qui forse c’è una presa di coscienza che da questa crisi, che ha avviluppato in modo tragico il sistema parlamentare, non si esce se non con della buona volontà e degli stomaci forti. Ma mettiamo qualche punto fermo. Il primo è che Conte uscirà comunque ridimensionato dalla crisi. Da “insostituibile”, “punto di equilibrio essenziale”, è diventato oggetto di scontro, di valutazione. Non è più, di fatto, imprescindibile. I partiti riacquistano, in un sapore primo-repubblicano, il ruolo centrale per uscire dall’impasse. I Cinque Stelle, disgregati come non mai dopo la loro assuefazione al potere, rischiano difficili scissioni, e forse questa sarà una delle chiavi di volta per capire cosa succederà. Il Pd, a ruota, naviga un poco a vista; e forse la composizione dei gruppi parlamentari, infarciti di ex renziani, mette il segretario Dem Zingaretti nella scomoda posizione di dover dare un colpo al cerchio e uno alla botte, sommando incertezza a incertezza. Su Italia Viva e il suo leader, si sono sprecati fiumi di inchiostro. Imputati dei tempi e dei modi della crisi, hanno agito in modo ballerino, prima alzando la posta, poi sbattendo la porta, infine lasciando spiragli. I gruppi parlamentari hanno tuttavia denotato una compattezza non scontata, forti di una convinzione di indispensabilità che neanche i tentativi dei responsabili hanno messo in discussione. Finirà, presumo, con la costituzione di un nuovo governo Conte. Ma il premier, che riteneva di essere più roccioso che mai, ha in realtà messo a nudo molte delle sue debolezze. Nascerà pertanto un Tris-Conte, ma pericolosamente dimezzato. Solo tra pochi mesi vedremo se sarà stato o meno un bene per gli italiani.

 

Leonardo Raito

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